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FERDINANDO SANFELICE
post pubblicato in diario, il 9 febbraio 2012

Dispiace davvero dover costatare li progressivo degrado del nostro patrimonio artistico, in particolare in Campania dove veri e propri tesori vengono distrutti per totale incuria, tesori che in altri paesi verrebbero tutelati e valorizzati come preziose vestigia di un glorioso passato.

 

E del nostro  passato in effetti si tratta quando si parla della Napoli del 700, brillante capitale europea, centro di grande spessore culturale più avanzato sotto certi aspetti anche rispetto a Londra e Parigi, come è stato sottolineato dal prof. Alfonso Gambardella in una interessante conferenza, organizzata dal Club Soroptimist di Napoli  all’Istituto per gli Studi Filosofici, mercoledì 8 febbraio alle ore 17,00.

 

Dopo una breve introduzione della presidente, dott. Amina Lucantonio, il prof. Gambardella ha illustrato l’opera di un grande urbanista e architetto, Ferdinando Sanfelice, nato a Napoli nel 1675 da Ferdinando Sanfelice e Ippolita Moccia, entrambi discendenti di nobili famiglie.

 

 Il giovane Ferdinando mostrò subito attitudine per le arti figurative e, benché contrastato dal padre, fu poi aiutato nei suoi stuti dal fratello Antonio, vescovo di Nardò, che lo fece seguire da valenti dotti prelati giansenisti,  noti per apertura mentale e ampia cultura in tutti i campi dello scibile umano.

 

L’interessante esposizione del prof. Gambardella, supportata dallo scorrere di significative immagini sullo schermo, ci ha illustrato le innovative opere di Sanfelice che fu il primo a introdurre a Napoli  “il Palazzo”, laddove prima esistevano solo “case palazziate”, cioè aggregazioni di appartamenti. È ricordato soprattutto per le sue originali grandi “Scale” e l’infinita varietà di soluzioni da lui trovate, come scale ad ali di falco, ad occhiali, elicoidali e perfino circolari realizzate con la tecnica “a sbalzo”, così ardite nella struttura da sembrare pericolanti e far esclamare in dialetto “lievat’a sotte” (togliti da sotto), nomignolo poi scherzosamente  aggiunto al vero nome dell’architetto con la solita arguzia del popolo napoletano.

 

Le sue opere si trovano soprattutto a Napoli, a Nola e a Nardò. La sua bravura e versatilità si possono ammirare non solo in storici Palazzi (Palazzo dello Spagnolo, Palazzo Serra di Cassano Palazzo Palmarice, Palazzo Filomarino, Palazzo Maggiocco ecc.), ma anche in importanti Chiese (S. Paolo Maggiore, S. Lorenzo, S. Giovanni a Carbonara, S. Caterina a Formiello ecc.),nelle ville del cosiddetto “Miglio d’Oro, in ponti, fontane, cortili, in particolari strutture ideate per  eventi e fiere napoletane, perfino in alcuni dipinti in cui evidenziò una certa abilità.

 

Il prof. Gambardella ha sottolineato che la sua ricerca su tale imponente personaggio è frutto di un lungo lavoro da lui svolto nel tempo, poiché il metodo di “ricerca” deve essere ermeneutico, se si vuol giungere ad una corretta interpretazione, e non può essere statico ma  in continuo divenire. Egli, inoltre, si è dichiarato sempre pronto a lottare per preservare il nostro patrimonio artistico, poiché  “la negligenza culturale è distruttiva e porta alla deviazione assoluta”.

Giovanna  D’Arbitrio

 

 

 

 

 

 

 

 

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