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SMARTPHONE DIPENDENTI
post pubblicato in diario, il 30 agosto 2020
SMARTPHONE E TABLET DIPENDENTI (Li regaleremo anche ai neonati?)- Scrissi questo articolo diversi anni fa, ma è ancora molto attuale. Eccolo: “Secondo l’indagine “2013 Mobile Consumer Habits” condotta da Harris Interactive Mobile Consumer Habits, un numero crescente di persone era ormai dipendente dal proprio smartphone. Tale studio evidenzia, infatti, che più di un terzo degli intervistati lo usa anche a cinema o a teatro, mentre il 12% lo utilizza sotto la doccia con una copertura impermeabile fornita dai nuovi modelli a tenuta stagna. Addirittura il 9% non riesce a staccarsene nemmeno quando fa l’amore. Nella fascia d'età dai 18 ai 34 poi il fenomeno è ancora più eclatante. Marc Barach, dirigente marketing di Jumio, dichiara che "le persone vedono gli smartphone come delle vere e proprie estensioni di se stesse, così li portano e li usano ovunque": il 19% li usa in chiesa e purtroppo il 55% durante la guida, facendo aumentare in modo significativo il numero di incidenti stradali e di pedoni investiti per distrazione provocata da utilizzo di cellulari e tablet . La ricerca dell’Ohio State University, pubblicata sulla rivista “Accident analysis and prevention”, dimostra che gli incidenti stradali sui pedoni sono raddoppiati dal 2005 al 2010. Il database del National Electronic Injury Surveillance System, monitorando le strade, ha rilevato che sono soprattutto i giovani dai 16 ai 25 anni d’età a causare incedenti stradali per uso di cellulare non solo per parlare o inviare sms, ma anche per navigare su Internet durante la guida. Come combattere tutto ciò? Forse con l’inasprimento delle sanzioni del codice stradale? Oppure con corsi di formazione per prevenire? Senz’altro il fenomeno è in crescita: lo studio americano, in effetti, ci avverte che di questo passo il numero delle vittime è destinato a raddoppiare entro il 2015. L’indagine non parla di minori, ma ci sembra ancor più preoccupante l’uso crescente che ne fanno adolescenti e bambini, perfino quelli in età prescolare, davvero sorprendenti per la padronanza nell’uso delle nuove tecnologie, acquisita imitando genitori già tablet dipendenti . Ed è davvero impressionante il numero di ore trascorse dai ragazzi con vari aggeggi tecnologici che oggi, oltre alla Tv, completano i moderni arredamenti delle loro camere…. con gran sollievo di babysitter e talvolta anche di genitori che ben volentieri se ne servono per essere più liberi…spesso più liberi di chattare sui social invece di occuparsi dei figli. Ed è davvero impressionante vedere tante persone che per lavoro stanno lunghe ore davanti ad un computer, considerare “rilassante” passare il tempo sui social. Perfino i nonni trascorrono ore in tal modo, forse per solitudine nel loro caso? E si permettono anche di rimproverare i figli. Dove sono i giochi di un tempo? Quale esempio stanno dando ai figli?! Daremo cellulari anche in mano ai neonati?” Giovanna D’Arbitrio
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