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SABAUDIA FILM FESTIVAL 2016
post pubblicato in diario, il 20 luglio 2016
Il 17 luglio 2016 si è concluso a Sabaudia con le rituali premiazioni la Seconda edizione del “Festival della Commedia all’italiana”, iniziato il 9 luglio. Oltre alle pellicole partecipanti al concorso, sono stati proiettati a Palazzo Mazzoni anche molti film dedicati al tema della “diversità” e interessanti tavole rotonde sui problemi delle “extentended families” in occidente. Nel complesso un Festival ben organizzato e realizzato a basso costo, grazie al supporto di BNL Gruppo BMP Paribas, del Comune di Sabaudia Ente promotore, del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, del Maestro Basile con le sculture in bronzo denominate “Regia di Circe”, assegnati ai personaggi selezionati dalla giuria. Bravi Ricky Tognazzi e Simona Izzo che insieme alla presentatrice Olivia Tassara hanno condotto le serate alle quali hanno partecipato numerosi registi e attori, come Paolo Genovese, Ennio Fantastichini, Fausto Brizzi, Laura Morante, Rocco Papaleo, Ferzan Ozpetek e tanti altri. Alla fine, a sorpresa , il pubblico ha votato in massa a favore di “Troppo Napoletano”, mentre il film “Perfetti Sconosciuti” ha vinto due premi assegnati dalla Giuria (presieduta da Marco Risi e composta da Nancy Brilli, Laura Delli Colli, Iaia Forte, Marco Giusti). Il Premio per Miglior Film e Migliore Sceneggiatura è andato a “Quo Vado?” che si è aggiudicato anche i premi per il Miglior Attore, Checco Zalone, e Migliore Attrice, Chiara Giovanardi. Miglior attore non protagonista, Lillo Petrolo per “Forever Young”. Premio Monica Scattini alla carriera per Lino Banfi e Premio Cosmari, consegnato da Francesco Traversa al Personaggio dell'anno, Nino Frassica. Francesco Traversa, amministratore del Consorzio di Cisterna di Latina che si occupa della gestione dei rifiuti industriali, si è mostrato molto soddisfatto del connubio tra cinema e ambiente, poiché “si può fare cultura anche parlando di rispetto per l’ambiente”- come ha affermato Traversa- il quale dopo una serie di iniziative nelle scuole, ha deciso di intraprendere anche campagne di promozione culturale centrate sul rispetto dell’ambiente. I film hanno riscosso interesse e applausi dal folto pubblico che talvolta ha manifestato un po’ d’impazienza quando le presentazioni introduttive duravano troppo ritardando la proiezione dei film. Una parte del pubblico, inoltre, non ha approvato le tematiche di alcuni film, ritenute non adatte ai minori presenti in Piazza del Comune. Infine ci sembra giusto sottolineare la chiusura dell’unico cinema di Sabaudia, lo storico “Augustus”, chiusura avvenuta tre anni fa, fatto grave in una piccola città così ricca di eventi culturali. Per maggiori dettagli sui film inclusi nel programma del Festival, si consiglia di visitare il seguente sito: http://www.latinatoday.it/eventi/sabaudia-film-festival-cinema2016.html Giovanna D’Arbitrio
FILM "IL NOME DEL FIGLIO"
post pubblicato in diario, il 31 gennaio 2015
           

Il film di Francesca Archibugi, “Il Nome del Figlio” s’inserisce con successo nella tradizione della buona “commedia all’italiana”, capace  di  far riflettere su vizi e virtù della nostra società con uno stile satirico davvero efficace.

 

Anche se il punto di partenza è stata la pièce teatrale di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte “Le Prénom” dalla quale era già stato tratto il film francese “Cena tra amici”, “il Nome del Figlio” non può essere considerato un remake, come ha precisato Francesco Piccolo, sceneggiatore del film  insieme alla regista.

 

La storia inizia a casa di Betta Pontecorvo (Valeria Golino), insegnante e madre di due bimbi sposata con Sandro (Luigi Lo Cascio), colto professore universitario precario. Avendo organizzato una cena in famiglia, Betta è in attesa degli ospiti: arrivano suo fratello Paolo (Alessandro Gassman), agente immobiliare ricco, estroverso e burlone, sua moglie Simona (Micaela Ramazzotti), bella e “coatta” scrittrice di borgata, l’amico d’infanzia Claudio (Rocco Papaleo), eccentrico musicista.

 

Durante la cena Paolo informa i presenti che la moglie aspetta un figlio rivelando anche il nome scelto per il nascituro. La famiglia, politicamente allineata a sinistra, reagisce con veemenza ad un nome che richiama alla mente un passato di estrema destra. Dibattito e scambio di idee degenerano in una lite che inizialmente coinvolge soprattutto  Paolo e Sandro riportando alla luce vecchi rancori, ma poi si estende ben  presto agli altri in un’accesa discussione  su  idee politiche, valori, classi sociali,  scelte personali e quant’altro, il tutto osservato dai due bambini che spiano gli adulti dalla loro stanza avvalendosi di una sorta di drone-giocattolo.

 

Continui flashback  sul passato dei personaggi ci svelano i momenti salienti della loro amicizia, della loro gioventù, bei ricordi che comunque continuano a tenerli uniti, al di là di tutti i cambiamenti che l’attuale società impone con i suoi ritmi frenetici, la deriva etica imperante,  l’uso crescente di nuove tecnologie con tablet e social network  che alimentano comunicazione veloce e superficiale, ma ostacolano un dialogo quotidiano sincero e autentico anche tra familiari e amici di lunga data, uso che purtroppo inculca perfino nei bambini la cattiva abitudine di spiare, come se fosse un fatto normale (Grande Fratello insegna), oltretutto costringendoli a entrare prematuramente nel mondo degli adulti.

 

Il film è ricco di colpi di scena che tengono desta l’attenzione dello spettatore con l’aiuto di dialoghi veloci colti e brillanti oppure spontanei e naïf, ricchi di humour “cattivo” e graffiante: finalmente una “vera comunicazione”  che fa cadere maschere, malintesi e pregiudizi  e così per fortuna insieme a vizi e verità nascoste riemergono anche virtù e sinceri sentimenti. Bravi tutti gli attori che si calano alla perfezione nei panni dei personaggi.

 

Emozionante in particolare la scena in cui gli amici si ritrovano cantando in coro e ballando sulle note della canzone di Lucio Dalla “Telefonami tra vent’anni anni”, come facevano da ragazzi. Un doveroso plauso va pertanto all’autore della colonna sonora, Battista Lena, che con la musica ha ben sottolineato i momenti più significativi del film.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

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