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CASE VUOTE, UN LIBRO DI BRENDA NAVARRO
post pubblicato in diario, il 12 dicembre 2019
Case vuote (Ed. Perrone), di Brenda Navarro, è stato presentato mercoledì 11 dicembre alle 18.30 presso la Libreria Raffaello (via Michele Kerbaker, 35). Il dibattito tra l’autrice e il Club dei Lettori è stato condotto da Enza Alfano con il supporto della scrittrice Carmen Pellegrino e di una valida interprete di lingua spagnola. Dal dialogo con il lettori è emersa in pieno la condizione femminile con tutti i suoi ancestrali problemi, condizione forse più difficile in Messico, in America Latina e in tanti paesi del Terzo Mondo, ma estesa in modo trasversale anche ai paesi occidentali “cosiddetti” civili, dove si rileva un crescente incremento di violenza sulle donne. In Italia, ad esempio, secondo il rapporto Eures 2019 su "Femminicidio e violenza di genere”, dal 2000 a oggi le donne uccise sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner. Secondo tale rapporto, a crescere sono soprattutto le violenze in ambito familiare/affettivo (+6,3%, da 112 a 119)dove si consuma l'85,1% degli eventi con vittime femminili. Attraverso un interessante e coinvolgente dibattito, analizzando le cause di tali tragici effetti, sono stati evidenziati i condizionamenti socio-culturali, più drammatici dove c’è degrado e mancanza di Istruzione, nonché quelli socio-economici che con le strategie globalizzate del “lean and mean” e “lessi is more”, tagliano posti di lavoro soprattutto alle donne, sempre meno indipendenti e quindi più succube e ricattabili dal maschilismo imperante. Il tema centrale del libro rimane comunque quello della "maternità" intorno al quale l’autrice costruisce un romanzo duro, violento e angosciante in cui vengono messe a confronto due madri molto diverse per background socio-culturale, ma comunque accomunate dal vivere in “case vuote”, dove è difficile per le donne sviluppare una propria “identità” per condizionamenti atavici e mancanza d’amore. Volutamente la scrittrice non ha dato un nome alle due “donne- simbolo” della condizione femminile in generale. Nel risvolto anteriore di copertina pertanto leggiamo che” in Messico in. un normale pomeriggio al parco, i bambini che si rincorrono tra le altalene e lo scivolo, le madri che si concedono qualche chiacchiera e li sorvegliano con lo sguardo. In quel parco c'è anche Daniel, c'è un momento prima e quello dopo non c'è più. A nulla serve urlare il suo nome, interrogare ogni angolo. Daniel è sparito ma è rimasto nel piatto di zuppa lasciato sul tavolo prima di uscire, nei vestiti infilati nella cesta dei panni sporchi, nei soldatini sparpagliati sul pavimento. Nel letto sfatto. Daniel continua a essere presente nello scricchiolare delle mattonelle che non accolgono più i suoi passi, in ogni angolo della sua casa vuota dove su madre non la smette di maledirsi, una madre che madre non si è sentita mai, né quando Daniel c'era né, soprattutto, quando si è perso chissà dove. Ci sono donne, si dice, che non sono buone a fare le madri e a quelle donne, a quelle come lei, dovrebbero impedire di mettere al mondo dei figli. Se una casa rimbomba di un'assenza, un'altra accoglie quel bambino estraneo nel gesto estremo di una donna che non lo ha messo al mondo ma fa di tutto per fargli da madre. Brenda Navarro costruisce un romanzo scomodo, che erode ogni ipocrisia e canone sociale su un tema ostaggio spesso di una retorica a buon mercato. Lascia parlare due donne che nella maternità, non desiderata da una parte o inseguita a tutti i costi dall'altra, ci conducono nel mistero più fitto dell'essere donna. Ho letto il libro e ho partecipato all’’incontro con l’autrice come membro del Club Dei Lettori, interessata da anni al tema della condizione femminile al quale ho dedicato molti articoli on line, mettendo costantemente in rilievo - come donna, madre e insegnante- l’importanza di Istruzione, Educazione, Formazione e Lavoro, senza la cui attuazione non ci potrà mai essere vera emancipazione femminile, in particolare oggi in una difficile svolta epocale in cui predominano deriva etica, ingiustizie sociali e violenza. Dai cenni biografici apprendiamo che Brenda Navarro è nata nel 1982. Ha studiato Sociologia ed Economia Femminista all’Universidad Nacional Autónoma de México. Ha conseguito un Master in Studi di genere all’Università di Barcellona. Nel 2016 ha fondato #EnjambreLiterario, un gruppo di donne che promuove la scrittura al femminile. Giovanna D’Arbitrio
IL TEMA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE
post pubblicato in diario, il 31 marzo 2018
Il tema della violenza sulle donne è senz'altro di scottante attualità e si moltiplicano le iniziative per cercare di comprendere e lottare contro un fenomeno che diventa sempre più grave. Di particolare interesse si è rivelato un convegno tenutosi lo scorso 14 marzo nella Sala Pignatiello del Comune di Napoli, alle ore 11,00, organizzato dalla dott. Marisa Del Vecchio, Presidente del Soroptimist Club Napoli. Autorevoli personaggi hanno illustrato con competenza l'iter più idoneo da seguire per una donna che voglia difendersi e trovare un valido supporto. ? stato distribuito, quindi, ai presenti un’utile brochure, una sorta di vademecum sui punti salienti di tale iter. Il Soroptimist, inoltre, si è battuto per la realizzazione della "stanza tutta per sé", (presso la Caserma dei Carabinieri di Colli Aminei), in cui le donne soggette a violenze sono accolte e ascoltate con sensibilità ed umanità da personale specializzato che cercherà di metterle a proprio agio, vincendo paure e resistenze di ogni genere. In quest’ultimo periodo numerosi film e libri stanno puntando i riflettori sui problemi della condizione femminile, sull’onda emotiva scatenata sia dalle crescenti efferate violenze contro le donne, sia dallo scandalo Weinstein su stupri e molestie nel mondo del cinema che hanno incoraggiato tante donne a fare outing, a livello nazionale e internazionale. Interessante il libro della giornalista Tiziana Ferrario “Orgoglio e Pregiudizi - Il risveglio delle donne ai tempi di Trump”, in cui l’autrice inizia la sua analisi partendo dalla marcia storica contro il maschilista Trum avvenuta in USA 21 gennaio 2017, marcia alla quale parteciparono un milione di donne e che ha segnato un risveglio delle lotte femministe in tutto il mondo. Nella presentazione del libro si legge : “Le donne sono tornate ad alzare la voce chiedendo stesse opportunità di carriera, stessi salari e diritti. Dalle campionesse dello sport alle scienziate più geniali, dalle attrici di Hollywood a tante donne comuni che si stanno preparando per entrare in politica alla ricerca di una rivincita. Dai corsi dedicati alle bambine sull'autostima alle esperienze nei college, dove si cerca di arginare il dramma degli stupri. E ancora le giornaliste delle redazioni più importanti al mondo che hanno affrontato sfide eccezionali a testa alta. Storie di donne famose come quella di Megyn Kelly, star tv di Fox News e NBC, che ha osato sfidare Trump in diretta tv, e storie di donne sconosciute, ma altrettanto potenti“. Nonostante l’esaltazione di tale “risveglio”, la stessa T. Ferrario nel prologo sottolinea che intanto gli ultimi dati dell’Unicef sono sconfortanti: 84 milioni di adolescenti hanno subito violenze, 200 milioni sono le donne sottoposte a mutilazioni genitali, 700 milioni sono spose bambine, il 50% dei 65,3 milioni di profughi è costituito da donne e bambine secondo l’UNHCR (Agenzia Onu per i rifugiati) In Italia poi, secondo i dati 2016, una donna viene uccisa ogni tre giorni, senza contare violenze e soprusi, e non va certo meglio fino ad oggi. La strada è ancora lunga ed aspra per le donne su questo pianeta, ma se tante donne oggi hanno ripreso a lottare, si spera almeno che ”l’unione possa fare la forza”. Giovanna d’arbitrio
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