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NAPOLI- MOSTRA DI L. PROUVOST e B. BEE
post pubblicato in diario, il 6 aprile 2014
           

Due donne saranno le protagoniste di questa primavera 2014 per il Progetto XXI: la francese  Laure Prouvost  e la napoletana Betty Bee, in due interessanti percorsi espositivi presso la Fondazione Morra Greco (largo Avellino 17 – Napoli) dall’11 aprile al 24 maggio 2014.

 

Dalla biografia di Laure Prouvost (1978, Lille, Francia) apprendiamo che vive e lavora a Londra, dove ha studiato al Central St. Martin College of Arts e al Goldsmiths College. Ha vinto numerosi premi:  il Turner Prize con il lavoro Wantee, commissionato nel 2012 dalla Tate Modern,  la quarta edizione del Max Mara Prize for Women per il quale ha presentato la mostra Farfromwords presso la Collezione Maramotti di Reggio Emilia e la White Chapel di Londra. I suoi lavori sono stati inoltre presentati presso: Tate Britain, Londra; CCA, Glasgow; Portikus, Francoforte; National Centre for Contemporary Arts, Mosca; New Museum, New York.

 

Nella presentazione delle opere a cura di Francesca Boenzi su Laure Prouvost leggiamo quanto segue: “Frutto di una riflessione e una produzione che Laure Prouvost ha avviato alla fine del 2011, in occasione di una residenza d’artista a Napoli e durante visite successive, la mostra Polpomotorino ha come motivo centrale il carattere tentacolare e irriducibile della città partenopea. Durante il suo soggiorno, Laure Prouvost ha osservato la città e la sua corporeità; ha filmato le strade, di giorno e di notte, le dinamiche sociali, i rituali che vi hanno luogo. Ha registrato il ritmo incessante e concitato della vita, i rumori assordanti, l’aria salmastra del mare e quella malsana dei vicoli. Ha interpretato la tradizione artistica e storica e il complesso intreccio di bellezza e decadenza, nobiltà e violenza. Le sensazioni divergenti di questa esplorazione sono confluite in una mostra che ha la struttura frammentaria, la tensione espressiva e la densità sinestetica di un testo poetico”.

 

Sul lavoro di Betty Bee si legge invece che esso “può essere letto come un processo di autoterapia attraverso l’arte, travestimento di sé da un lato e messa a nudo della sua anima dall’altro. Il suo cammino esistenziale e le dinamiche sociali ed affettive che lo hanno contraddistinto coincidono con il suo percorso artistico condotto attraverso performance, video, pittura, fotografia. Se la provocazione e la prorompente esuberanza pop-kitsch caratterizza tendenzialmente i lavori fotografici, i video e le performance, la produzione pittorica assume un carattere molto più intimista e la storia che questa volta la Bee vuole narrare non è di violenza ed espiazione ma di cambiamento e liberazione. Second life, titolo della mostra, è esemplificativo della trasformazione fissata sulla tela dall’artista, che attraverso l’esposizione di cinque lavori pittorici, inediti, riscopre se stessa e dà voce alle evoluzioni emozionali che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della sua vita. I dipinti in mostra sono stati realizzati tutti nel 2013, ad eccezione dell’unico lavoro risalente al 1998 che prelude alla produzione recente. Sintomi indiscutibili della necessità di tutelare l’interiorità dell’artista sono i due i motivi ricorrenti in tutte le opere”.

 

Betty Bee è nata nel 1963 a Napoli, dove vive e lavora. Le sue opere sono state esposte presso: Palazzo delle Esposizioni, Roma (1996); Centre for Contemporary Art, Amsterdam (1996); Castel Sant’Elmo, Napoli (1999); Biennale di Valencia (2001); Pan, Napoli (2005); Chelsea Art Museum, New York (2006); Maxxi, Roma (2007); Istituto Italiano di Cultura, New York (2008); Religare Arts, Nuova Delhi (2009); Cam, Casoria per la 54 Biennale di Venezia; Palazzo Zenobio, Venezia (2011), Museo del 900, Milano (2013).

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

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