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IL LIBRO "LA BANDA DELLA CULLA
post pubblicato in diario, il 5 settembre 2016
Il Fertility Day sta scatenando molte polemiche, soprattutto sui social dove i giovani mettono in rilievo le loro difficoltà con accesi dibattiti, vignette e post. Ci chiediamo in effetti perché al posto della “fertilità” non ci si concentri piuttosto su strategie politiche che offrano ai giovani maggiori opportunità di lavoro. Forse molti potrebbero anche metter su una famiglia e avere dei figli. Ci sarebbero ancora tante riflessioni da fare in merito, ma il discorso diventerebbe troppo lungo. Suggerisco pertanto la lettura di un libro interessante, “La Banda della Culla”, di Francesca Fornario (Ed. Einaudi), candidato al Premio Pavoncella e entrato nella rosa dei libri finalisti. “Nella sala d'aspetto di una ginecologa romana si incrociano i destini di Claudia e Francesco, Veronica e Camilla, Giulia e Miguel.- si legge nella presentazione del testo- Sei vite che vogliono generare nuove vite. Ma non possono. Non in Italia, dove se hai un contratto precario, o un ovaio policistico, o origini straniere rimani impigliato nella peggiore giungla di divieti e norme arcaiche immaginate da un Paese che dichiara di amare la famiglia ma forse, segretamente, non la sopporta. Così parte l'avventura comica e disperata della «banda della culla», che sfida la legge per avere giustizia in un Paese dove gli inviati dei talk-show non vengono inviati da nessuna parte, i giornalisti scrivono sotto pseudonimi che scrivono sotto altri pseudonimi, gli argentini fanno i camerieri nei ristoranti messicani...” In effetti il libro fin dalle prime pagine coinvolge il lettore con le storie di sei personaggi, cioè tre coppie molto diverse tra loro, ma accomunate dal desiderio di avere un figlio: Claudia e Francesco, studenti fuori sede, desiderano lavorare per poter avere un bambino. Quando lei rimane incinta hanno solo tre mesi di tempo (cioè fino allo scadere dei termini legali per l'aborto) per cercare disperatamente un'assunzione; Veronica ha un lavoro ben pagato nel talk show di punta della Tv pubblica, come inviata che non viene inviata da nessuna parte (i suoi servizi da Strasburgo sono in realtà collegamenti da Montecitorio e Palazzo Chigi): ha una relazione con Camilla, sua compagna da dieci anni, ma la legge in Italia non consente a una coppia omosessuale di mettere al mondo un figlio; Giulia ha una casa e un lavoro a tempo indeterminato, è sposata in chiesa, ma ha una disfunzione alle ovaie che non le consente di rimanere incinta, vorrebbe ricorrere a una fecondazione assistita, ma la legge in Italia non lo permette, allora cerca di adottare un bambino, ma suo marito Miguel, figlio di desaparecidos argentini, cresciuto in Italia, ha precedenti penali a causa della legge Bossi-Fini. Claudia non ne può più e convoca tutti per decidere cosa fare per risolvere i loro problemi. Il libro è senz’altro un racconto molto realistico, centrato sui problemi dei giovani d’oggi, in particolare in Italia dove mancanza di lavoro e leggi farraginose e arcaiche non aiutano le coppie che vogliono mettere su famiglia. Molto particolare soprattutto il personaggio di Claudia, tenera, forte e anticonformista: i suoi discorsi e pensieri ricchi di humour, fanno sorridere pur stimolando serie riflessioni. Francesca Fornario è nota come giornalista, autrice satirica e attrice in radio e tv, su Rai 2 ha condotto Un giorno da pecora con Geppi Cucciari e Giorgio Lauro e lo show satirico Mamma non mamma con Federica Cifola. La banda della culla è il suo primo romanzo. Giovanna D’Arbitrio
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