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"QUANTO DURA UN ATTIMO", PREMIO PAVONCELLA PER LA LETTERATURA
post pubblicato in diario, il 6 settembre 2021
Nella sezione dedicata alla letteratura dal Premio Pavoncella 2021, spicca la Menzione speciale, per Federica Cappelletti e il libro“Quanto dura un attimo” (Ed.Mondadori), autobiografia di Paolo Rossi, scritta a quattro mani con il marito, poco prima della sua improvvisa e dolorosa scomparsa. “La storia di un ragazzo che ha sfidato la sorte sino a diventare leggenda, scrivendo pagine immortali di un Calcio universale, esempio di onestà e pulizia morale per tanti giovani”. (Secondo la motivazione per l’assegnazione del Pavoncella) Ecco quanto si legge nel risvolto di copertina: “Era un idolo e fu squalificato. Tornò e diventò il Pablito del Mundial di Spagna ’82. Questa è in sintesi la parabola di Paolo Rossi, che dal 1980 al 1982, dalla condanna per il calcio scommesse alla vittoria sulla Germania, visse i due anni più duri ed esaltanti della sua vita: “Ho anche pensato di lasciare l’Italia e smettere di giocare. Mi ha salvato la consapevolezza di essere innocente”. La storia di Pablito è una favola a lieto fine, intrisa di successi eclatanti alternati a dolori laceranti, di forti impennate e rovinose cadute, di sogni realizzati e ferite profonde, di ambìti riconoscimenti e ingiustizia subita. È il bianco e nero di un’esistenza eccezionale, il copione perfetto di un film che ha incantato generazioni e continua a essere rivisto e rivissuto dal pubblico.Scritto a quattro mani con Federica Cappelletti, Quanto dura un attimo è l’autobiografia di un ragazzo che ha sfidato la sorte fino a diventare leggenda, realizzando il suo sogno di bambino e scrivendo pagine immortali di storia del calcio universale: Paolo Rossi è l’unico calciatore al mondo che con tre gol ha fatto piangere il Brasile stellare di Zico e Falcão, che ha stregato Pelé (che lo scoprì durante il mondiale d’Argentina), è uno dei quattro Palloni d’Oro italiani (insieme a Gianni Rivera, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro), capocannoniere al Mondiale di Spagna 1982 (miglior giocatore, miglior marcatore), Scarpa d’Oro 1982, Scarpa d’Argento 1978 e Collare d’Oro (massima onorificenza per uno sportivo). Uno dei pochi che, a distanza di anni, continua a rimanere un brand Made in Italy: che sia Paolino, Pablito o Paolorossi tutto attaccato, in ogni angolo del mondo il suo nome rievoca gol e vittorie a chi ama il calcio giocato. La sua storia, che parte dal fantastico rumore dei tacchetti negli spogliatoi del Santiago Bernabeu in attesa della finalissima, può essere d’esempio per tutti, per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni. Esattamente come quando in campo rubava il tempo agli avversari, la leggenda di Pablito sfugge all’oblìo delle masse perché tutti abbiamo ancora bisogno di sognare e di credere nelle imprese impossibili”. A quanto pare Federica Cappelletti insiste molto sulle qualità morali di Pablito, che in effetti ha sofferto come calciatore e come uomo prima di raggiungere il successo. La frattura di tre menischi tra il ’72 e il ’74, un vero calvario, nonché l’accusa per il Totonero del 1980 Il racconto nel libro sembra seguire una struttura circolare: inizia a Santiago Bernabeu e lì si ritorna per la finalissima. Nei primi capitoli emergono gli altri personaggi: i familiari di casa Rossi, come Bobo Vieri, G.B. Fabbri, il presidente Farina. Enzo Bearzot, ecc.. Nel libro prevale senz’altro lo stile di Federica Cappelletti, giornalista e seconda moglie di Paolo Rossi, anche se è evidente il predominare di un affetto intenso e sincero, al di là degli eventi sportivi. Insieme essi scrissero anche Il mio mitico Mondiale (Ed. Feltrinelli). Concludendo, leggere Quanto dura un attimo significa rivivere pagine indimenticabili del calcio italiano. Giovanna D’Arbitrio
L'ULTIMA RICAMATRICE: PREMIO PAVONCELLA PER LA LETTERATURA
post pubblicato in diario, il 6 settembre 2021
Vincitrice del Premio Pavoncella 2021 con il romanzo L’Ultima Ricamatrice (Ed Piemme) Elena Pigozzi, nata a Verona, è scrittrice, giornalista, dottore di ricerca in Linguistica applicata e Linguaggi della comunicazione. Ha pubblicato per Giunti il saggio La letteratura al femminile (1998), diversi libri umoristici, tra i quali Come difendersi dai Milanesi, Come difendersi dai Romani, Come difendersi dai Napoletani e per Marsilio il romanzo Uragano d’estate (Premio Penne Opera Prima 2009). Nel risvolto anteriore di copertina si legge quanto segue: “Appoggiata ai bordi del bosco, sulla via che dal paese va verso le montagne, c'è una piccola casa solitaria: è qui che vivono le ricamatrici. Ora è rimasta Eufrasia a praticare l'arte di famiglia, tesse, cuce, ricama leggendo in ogni persona che le si rivolge i desideri più inconsci. Accanto a lei come prima alla bisnonna, alla nonna e alla madre, da sempre, il telaio di ciliegio, rocchetti, stoffe, spole e spilli. Eufrasia ha settant'anni e ha quasi smesso di lavorare, le mani curvate dall'artrite e la modernità in cui tutto è fatto in fretta le avevano fatto pensare di non servire più a nessuno. Ed è in quel momento che arriva Filomela, una ragazza giovane con il riso negli occhi oltre che sulle labbra, che le chiede di prepararle il corredo e di insegnarle a ricamare. Eccola, l'ultima occasione di fare ciò che Eufrasia più ama: rendere felice qualcuno, raccontargli la vita che verrà intrecciando trama e ordito. Le parole che ha risparmiato per tutta l'esistenza ora sgorgano come fiumi in primavera. Racconta di una giovane vedova di guerra gentile ed esperta nel taglio e cucito, di una splendida e coraggiosa ragazza troppo bella per non attirare le malelingue di paese, di un amore delicato come il filo di lino e tanto sfortunato, e di un ricamo tessuto da generazioni, in cui ognuna di loro ha scritto un pezzo della propria esistenza, una scintilla luminosa nel buio del mondo. Elena Pigozzi in questo romanzo ci fa vivere cento anni di storia in un battito di ciglia, a volte vento leggero e luminoso, altre cupo e foriero di sventura. Tante vite si intrecciano in queste righe, tanti amori, ma soprattutto l'amore per la vita stessa e per un'arte millenaria che sono la vera eredità dell'ultima ricamatrice”. Senz’altro un romanzo molto originale per stile e contenuti, un romanzo che coinvolge il lettore per delicatezza di emozioni e sentimenti : una scrittura poetica, accurata e gentile per una storia tutta al femminile di donne coraggiose e che si tramandano di madre in figlia l’antica arte della ricamatrice. Eufrasia, ormai settantenne, è l’ultima ricamatrice che accoglie la giovane Filomela, desiderosa di apprendere a ricamare i capi del suo corredo di sposa. Incuriosita da Eufrasia, le chiede di raccontarle la sua storia e quella della sua famiglia, cioè quella di Esther, Clelia e Miriam, tutte tessitrici e ricamatrici che hanno amato, sofferto, ma che hanno affrontato la vita con coraggio , apprezzandone i rari momenti di gioia. Una storia che ci riporta indietro nel tempo, in un piccolo paese dove le donne sono vittime di maldicenze, pregiudizi e gelosie. E ricamo e tessitura, mestieri antichi, diventano simboli della vita stessa: “Nella trama del romanzo- come scrive Gaia Gentile nella motivazione per l’assegnazione del Premio: l’Autrice-Ricamatrice, su un ordito di prosa tesse una tela poetica in cui al caos disgregante della vita, contrappone l’abbraccio della tela che protegge e salda i fili spezzati…”. Tante sono le frasi degne di citazione in questo romanzo. Eccone alcune: “Perché c’è un linguaggio muto, che si ascolta con gli occhi e con la pelle. Un linguaggio che grida ma che non trova frasi per farsi suono(…) Siamo forti insieme, mi ripeteva. Ci ricuciamo le ferite, ci togliamo le offese, ci regaliamo la libertà di essere noi. Un linguaggio che grida ma che non trova frasi per farsi suono”. Coraggio e speranza guidano le protagoniste: “Il mondo è un luogo di spine. Un posto che frana, persino dove sembra battere il sole. Ma a noi non resta che trovare lo spazio, perché ci è dato un angolo che ci appartiene e che sarà nostro. E se il male ci travolgerà, chi rimane ha il compito di andare avanti, perché niente di chi non c’è più sparisca, ma per continuare da lì, dal punto in cui l’altro è arrivato(…)E a forza di passi, arrivare alla fine e riuscire a trovare il coraggio di continuare comunque, anche se il male potrebbe tornare. Proseguire, perché il male può solo interromperti, farti deviare il percorso, ma non potrà mai fermarti. Perciò vai oltre per chi non è più al tuo fianco. Come tuo padre. Come Clelia. Avanti, avanti, perché la vita è più forte. La vita è più grande di ogni dolore. La vita è bellezza che supera il male”. Ecco un’interessante intervista all’autrice: https://www.facebook.com/edizpiemme/videos/2727822150821221 Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2021: I NOMI DELLE VINCITRICI
post pubblicato in diario, il 25 agosto 2021
Il 4 settembre, a Sabaudia, avrà luogo la decima edizione del Premio “Pavoncella alla creatività femminile” Condurrà, la giornalista Isabella Di Chio, inviata e volto noto del Tgr Lazio Rai “Donne in trincea contro il covid”.Largo spazio è stato dedicato anche al Sociale, alla Letteratura, alla Promozione culturale ed innovazione tecnologica in Rai, all’Arte nel ricordo di Lea Mattarella. Riconoscimenti speciali alla Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni ed al Prefetto Maria Luisa Pellizzari, quali Donna dell’Anno e Donna dello Stato per lo Stato. Nel comunicato Stampa di Romano Tripodi si legge pertanto, quanto segue: “Sarà la grande piazza del Comune, gioiello del Razionalismo, a fare da palcoscenico alla decima edizione del Premio “Pavoncella alla creatività femminile” in programma il 4 settembre 2021, con inizio alle ore 18,00 nella Città di Fondazione. In questi giorni, dopo un lungo, impegnativo e meticoloso lavoro di ricerca e di analisi, la Giuria del “Pavoncella” presieduta da Chiara Palazzini, unitamente alla presidente del Premio, Francesca d’Oriano ed al presidente del Comitato scientifico, Michele Guarino, hanno completato l’elenco delle vincitrici di questa decima edizione, che, al pari della precedente, gode del Patrocinio della Presidenza del Consiglio, del Presidente della Regione Lazio, della Provincia di Latina, dell’Amministrazione della Città di Sabaudia, dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e di Roma, dell’Associazione no profit, Medicina e Frontiere e dell’Associazione culturale ArteOltre. Un traguardo importante che non sarebbe stato possibile raggiungere senza il supporto del Comune, nella persona del sindaco, Giada Gervasi, e soprattutto del Privato. Compagni di viaggio di questa storica edizione del Pavoncella sono: Intesa Sanpaolo, Terna, Innbiotec, Unaprol, Chopard, Scovaventi, Terre d’Aquesia, Grimaldi Lines e Technocopy Group. In partnership con il Premio, l’Acea. Diciamo subito che tra le “eccellenze in rosa” dell’edizione 2021 del Premio figurano tre donne unite da un comune denominatore: la lotta condotta contro il corona virus, ciascuna per le proprie competenze e lo specifico ruolo scientifico, professionale e manageriale. Parliamo di Anna Teresa Palamara, premiata per la Ricerca scientifica; di Silvia De Dominicis, presidente ed amministratore delegato della “Johnson & Johnson” Medical spa, premiata quale Donna Manager 2021; di Marta Giovanetti, cui va la borsa di studio per la Ricerca scientifica conferitale dalla Innbiotec. Anna Teresa Palamara, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica della “Sapienza”, è dal luglio scorso, il nuovo Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. Una direzione, la sua, considerata strategica nella lotta al covid19 e nell’individuazione delle sue varianti. Silvia De Dominicis, che l’autorevole rivista economica “Forbes” ha recentemente incluso tra le cento donne più influenti del Paese, quale presidente ed amministratore delegato della grande azienda, con sede a Pomezia, si occupa da anni della salute e del benessere delle persone in tutte le fasi della vita. Ed all’insorgere della pandemia non si è fatta trovare impreparata non solo contribuendo alla produzione del vaccino, ma soprattutto impegnandosi a proteggere i suoi dipendenti dal virus, estendendo a tutti lo smart-working, ancor prima che venisse reso obbligatorio. La borsa di studio concessa a Marta Giovanetti, per scelta unanime della Giuria e del Comitato scientifico del Pavoncella, vuole essere un piccolo ma tangibile riconoscimento per questa instancabile ricercatrice che da Marino, la nota località dei Castelli Romani, ha viaggiato nel mondo, acquisendo sul campo, un know-how scientifico di altissimo livello, occupandosi sempre di contrasto ai virus, a cominciare da Ebola. E proprio in virtù delle sue esperienze di virologa non si è sottratta alla sfida del covid19 ed è tornata in Italia, per studiare, insieme al suo Maestro, Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Ricerca e di Statistica Medica ed Epidemiologica Molecolare del Campus Biomedico di Roma, l’origine e l’evoluzione del corona virus e delle sue varianti. Spazio come sempre anche alla Letteratura. Ad imporsi per il Romanzo, è stata Elena Pigozzi con il suo “L’ultima ricamatrice” (Edizioni Piemme). Nella trama del romanzo, come scrive Gaia Gentile nella bella motivazione, l’Autrice Ricamatrice, “su un ordito di prosa tesse una tela poetica in cui al caos disgregante della vita, contrappone l’abbraccio della tela che protegge e salda i fili spezzati…” Nella sezione, spicca la Menzione speciale, per Federica Cappelletti, per “Quanto dura un attimo” (Mondadori), l’autobiografia di Paolo Rossi, scritta a quattro mani con il marito, poco prima della sua improvvisa e dolorosa scomparsa. La storia di un ragazzo che ha sfidato la sorte sino a diventare leggenda, scrivendo pagine immortali di un Calcio universale, esempio di onestà e pulizia morale per tanti giovani. Il Premio Pavoncella per l’Impegno sociale va invece a Sonia Mascioli che, quale presidente della “Casa delle donne”, associazione tutta al femminile di Amatrice e delle sue Frazioni, ha avuto la forza e la tenacia di trasformare un dolore profondo in una nuova opportunità di vita e di sviluppo per la propria terra martoriata dal terremoto del 2016. Nel momento in cui la Rai viene affidata ad una nuova governance e si preannunciano scelte difficili, la Giuria ha voluto premiare una donna che è nata professionalmente nella Azienda di Stato e che ne ha scalato tutti i gradini , impegnandosi per la costante promozione culturale e l’innovazione tecnologica . Parliamo di Elena Capparelli, Direttrice di Raiplay e Digital. Prisca Baccaille, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e Federica Amuro, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, sono infine le vincitrici delle borse di studio conferite nel ricordo sempre vivo di Lea Mattarella, che del Premio Pavoncella, fu l’indimenticabile giurata.(A cura dell’Ufficio stampa Romano Tripodi) Non ci resta che complimentarci ed augurare nuovi successi alle donne e alla creatività femminile esaltata dal P Premio Pavoncella. Ad Maiora! Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA: PREMIO PAVONCELLA 2021
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2021
Anche quest’anno a Sabaudia avrà luogo il prestigioso Premio Pavoncella, dedicato alla creatività femminile, Premio ideato dalla Dott. Francesca D’Oriano, di recente nominata Cavaliere della Repubblica. Dal primo Comunicato Stampa di Romano Tripodi, Capo Ufficio stampa apprendiamo quanto segue: “Il Premio “Pavoncella alla creatività femminile” compie dieci anni e spicca il volo con la scelta delle prime “eccellenze in rosa” Sabaudia- Il 4 settembre 2021 il “Premio Pavoncella alla creatività femminile” festeggerà, nella piazza del Comune della Città di Sabaudia, dieci anni. Un anniversario importante, traguardo di un cammino in crescendo, in cui la Donna, per le sue molteplici qualità, culturali, professionali, imprenditoriali, artistiche e scientifiche, è stata la Protagonista, brillando nei diversi settori della società per creatività, impegno, gioco di squadra e per i risultati conseguiti, smentendo con i fatti antichi stereotipi. Traguardi lusinghieri nel mondo accademico e nelle Istituzioni che fanno sì che da diversi anni alle vincitrici delle sezioni canoniche- ricerca scientifica, imprenditoria, impegno nel sociale, letteratura ed arte- si siano aggiunti due Riconoscimenti speciali, quello di Donna dell’Anno e di Donna dello Stato per lo Stato. Ed è proprio da qui, in attesa di completare l’elenco delle “magnifiche dieci”, che è iniziato il lungo e meticoloso lavoro della Giuria del Premio, presieduta da Chiara Palazzini, professore ordinario dell’istituto Pastorale Redemptor Honoris della Pontificia Università Lateranense; della Presidente ed ideatrice del Premio, Francesca d’Oriano; del Presidente del Comitato Scientifico, professor Michele Guarino, associato di gastroenterologica e docente presso il Campus Biomedico di Roma. Gli Speciali ed ambiti Riconoscimenti di Donna dell’Anno e di Donna dello Stato, per lo Stato sono stati assegnati rispettivamente alla professoressa Antonella Polimeni, prima donna ad essere nominata Magnifica Rettrice della “ Sapienza” negli oltre settecento anni di storia dell’Ateneo romano; ed al Prefetto, Maria Luisa Pellizzari , prima donna ad essere scelta dalla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, quale Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, con funzioni vicarie. Di fatto il numero due della Polizia di Stato. Sulla scelta pressocché unanime di Antonella Polimeni, già Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della “Sapienza”, hanno avuto un ruolo determinante la sua vasta esperienza del mondo accademico, la conoscenza profonda della macchina universitaria, acquisita in venticinque anni di percorso istituzionale, la ricchezza della sua produzione scientifica. Chiamata ad occuparsi, a tempo pieno, di oltre centoventimila studenti, Antonella Polimeni, ha iniziato, in piena pandemia, la sua missione, senza per questo perdere l’entusiasmo derivatole dal prestigioso incarico , avviando il mandato con un successo lusinghiero, condiviso con i suoi collaboratori: il ritorno della “Sapienza” al primo posto mondiale per Studi classici e Storia Antica”(Romano Tripodi). Ci complimentiamo con Francesca D’Oriano e al suo valido staff. Giovanna D’Arbitrio
"DAL MOBBING ALLA SVOLTA", UN LIBRO DI SARA ABDEL MASIH
post pubblicato in diario, il 22 marzo 2021
In un momento drammatico, segnato dalla pandemia che proprio sulle donne picchia forte con numerosi licenziamenti e perdita di posti di lavoro, il libro di Sara Abdel Masih, ci sembra un valido supporto a non demordere e a lottare in modo concreto seguendo il suo coraggioso esempio, nonché strategie da lei suggerite, nell’attesa di una veloce ripresa di tutte le attività lavorative con la sconfitta del Covid19. In effetti Il libro di Sara Abdel Masih, “Dal Mobbing alla svolta”- Come trasformare momenti difficili in trampolini di lancio, (Ed. Mind) evidenzia precisi obiettivi già nella Prefazione, a cura di Roberto Ceré, direttore della collana “Se vuoi puoi”(nonché executive Coach e Top Manager di aziende leader) che si occupa di programmi formativi e scrive libri, tra i quali emerge per l’appunto “Se vuoi puoi” (Ed Metamorfosi 2011). Nella suddetta prefazione Ceré si definisce un “allenatore mentale”, divenuto tale dopo aver acquisito la consapevolezza che la nostra vita è influenzata da tre elementi fondamentali, cioè “come pensiamo, come parliamo, come agiamo”, e pertanto è necessario servirsi di opportune strategie per prendere in mano il controllo della nostra vita personale e professionale. Nell’Introduzione, intitolata Una premessa con il botto: la corsa campestre, Sara Abdul Masih ricorda una competizione alla quale aveva partecipato da bambina: pur partendo in svantaggio per una caduta iniziale, era riuscita via via a riguadagnare terreno e a vincere seguendo gli incitamenti della sua “voce interiore”. Seguono 4 capitoli : 1) Lamia storia;2)La meschinità di Mr. Mobbing; 3)La svolta;$) Il protocollo di soluzione. ciascuno introdotto da significative citazioni. Infine la Conclusione sollecita riflessioni sulla leadership femminile, mentre in Appendice vengono fornite preziose testimonianze. Nel risvolto anteriore di copertina si legge quanto segue: Nella vita non tutte le cose che facciamo vanno sempre come ci aspettiamo, neanche quando siamo benestanti e soddisfatti della nostra realtà quotidiana. Avere una bella famiglia, una splendida carriera e sentirsi bene nella propria pelle non significa essere automaticamente immuni dalle difficoltà, dai problemi, dai pregiudizi e dalle brutte esperienze. La storia che leggerai in questo libro parla di un fenomeno silente ma più diffuso di quanto non sembri: il mobbing. In particolare quella forma di mobbing che si accanisce spesso e volentieri sulle donne nel mondo del lavoro. Il volume offre un protocollo da seguire e soluzioni pratiche, concrete ed efficaci per tutti coloro che hanno a che fare con questo problema, non soltanto per chi ne è vittima. È importante sapere cos'è il mobbing, imparare a riconoscerlo e a farvi fronte nella maniera corretta, in modo da trasformarlo in una sfida dalla quale uscire vincitori a testa alta” ”Credevo di essere all’apice della mia carriera, avevo tutto: un marito che amavo, tre splendidi figli e un buon lavoro- Sara afferma- Ancora non capivo, o forse non volevo capire che ero caduta nella spirale del mobbing. Giorno dopo giorno, ero sottoposta a continue vessazioni sul lavoro, umiliazioni fini a se stesse, ma che feriscono nel profondo e che finirono col farmi sentire annientata, incapace, totalmente inerme e terrorizzata dal fatto che una mia reazione avrebbe potuto farmi perdere tutto ciò che avevo conquistato e costruito in tanti anni di lavoro. Il mobbing sul lavoro è un fenomeno subdolo, tanto difficile da riconoscere quanto da sconfiggere. Riprendere in mano la mia vita e la mia identità non è stato semplice, per questo ho deciso di diventarne una vera e propria esperta e di raccontare quanto provato sulla mia pelle nel libro “Dal Mobbing alla Svolta”. Un libro che vuol essere un punto di partenza per ispirare e motivare chi è vittima di mobbing con un protocollo che permetta di riconoscere ed elaborare questa forma di bullismo per ottenere la propria svolta”. Senz’altro un libro coinvolgente quello di Sara Abdel Masih, un libro che si legge tutto d’un fiato, scritto in uno stile semplice e spontaneo, quasi colloquiale, ma allo stesso tempo colto ed elevato in cui emerge non solo il carattere volitivo dell’autrice, ma anche la sua sensibilità radicata in valori irrinunciabili e sincera spiritualità, l’umiltà infine nel riconoscere determinante per la sua vittoria il sostegno di familiari e amici nella sua dura lotta. Sara ha ottenuto diversi riconoscimenti tra i quali ricordiamo :Premio Milanese dell'anno (2018), Where Milan Award (2018). Nel 2020 le è stato assegnato il Premio Pavoncella, come Donna Manager dell'Anno con la seguente motivazione: “Direttrice dell’Hotel dei Cavalieri e dell’Hotel The Square, due fra le più prestigiose realtà alberghiere di Milano; presidente dell’A.D.A., L’Associazione dei Direttori d’Albergo lombardi, Sara Abdel Masih, madre greca e padre egiziano, vanta, fra i tanti riconoscimenti professionali quello, di Milanese dell’Anno. Alla guida di strutture ricettive rigorosamente a cinque stelle, appartenenti a catene mondiali come “Four Seasons Hotelsl &Resorts” e “Bulgari Hotels & Resorts”, ha saputo conciliare lavoro e professionalità con l’ essere madre a tempo pieno. Da Simone, con cui è sposata, ha avuto tre bambini, tra cui due gemelli. Ma l’impegno in famiglia non le ha impedito di cimentarsi in una nuova sfida con l’apertura di una struttura di categoria inferiore, rispetto a quelle sino a quel momento dirette, con un obiettivo ambizioso : conquistare le “5 stelle”. Il tutto raggiungibile grazie a quel gioco di squadra che l’ha vista cimentarsi, con successo, anche nel beach volley, giocato a livello agonistico , nei circuiti nazionali ed internazionali. L’epidemia da corona virus che l’ha sorpresa proprio nel momento cruciale della sua seconda vita professionale, ha messo in luce l’innata umanità e generosità. In una delle strutture da lei dirette, Sara Abdel Masih, ha accolto pazienti covid in quarantena, operatori sanitari e medici bisognosi di una “dimora momentanea” per scongiurare l’eventuale trasmissione in famiglia del corona virus. Ai tanti traguardi professionali ne ha aggiunto, proprio in piena pandemia, un altro prestigioso: l’inaugurazione ed apertura al pubblico del “The Roof Milano”- Una Donna che non ha ammainato bandiera, nella certezza che Milano e l’Italia tutta avrebbero superato anche questa drammatica prova. Ed a Sara Abdel Masih va dunque con pieno merito, per scelta unanime della Giuria, il Premio “Pavoncella” come Donna Manager 2020”. Giovanna D’Arbitrio
FRANCESCA d'ORIANO, Cavaliere della Repubblica per la Cultura
post pubblicato in diario, il 12 marzo 2021
Come campani siamo lieti per l’alta onorificenza di Cavaliere della Repubblica per la Cultura assegnata dal Presidente Sergio Mattarella alla dott. Francesca d’Oriano, nostra conterranea nata a Pozzuoli ed ora residente a Sabaudia, presidente dell’Associazione culturale no-profit “ArteOltre”, e in particolare ideatrice del Premio Pavoncella, dedicato alla creatività femminile. Come si legge dal comunicato (qui in parte riportato) di Romano Tripodi, Capo Ufficio Stampa del Pavoncella “ Il dott. Maurizio Falco, Prefetto di Latina, ha consegnato, nel corso di una cerimonia sobria ma non per questo meno significativa, l’alta onorificenza a Francesca d’Oriano, che le è stata conferita dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, per le sue benemerenze culturali e sociali. Un impegno costante per fare e promuovere Cultura nella Provincia pontina ed in Italia, quale presidente dell’Associazione culturale no-profit ArteOltre, con la quale ha organizzato dal lontano Duemila mostre d’arte, spettacoli dal vivo, serate letterarie, coinvolgendo sempre e comunque le scuole. Una missione resa ancor più significativa con la creazione del Premio internazionale“ Pavoncella alla creatività femminile” che il 4 settembre 2021 celebrerà la decima edizione a Sabaudia, dove è nato. Traguardi raggiunti grazie alla passione ed alla indomita perseveranza. E proprio al valore che ha la Cultura come collante della società, soprattutto nella nostra Provincia, ha fatto riferimento il Prefetto di Latina, Maurizio Falco, che ha consegnato a Francesca d’Oriano l’ambita onorificenza di Cavaliere della Repubblica conferitale, per le sue “benemerenze”, dal Presidente Mattarella su proposta del Presidente del Consiglio. Una cerimonia sobria, ma non per questo, meno significativa, che la pandemia tuttora imperante, ha privato della presenza dei media. Quei media, che in questi anni hanno saputo cogliere l’importanza del messaggio culturale che, Francesca d’Oriano, ha trasmesso a livello provinciale, regionale, nazionale e internazionale. A partire dalle sue mostre che si sono sempre distinte per l’importanza e lo spessore artistico; basti ricordare eventi come “I Templari in terra pontina”; “Viaggio da Roma alle Paludi con Goethe per Volkman”, con il contributo importante di Renato Mammuccari; “Futurismo, realtà in movimento” ospitata a Palazzo Emme con le opere di Balla, Depero, Boccioni, Severini, Carrà. Capolavori generosamente prestati per l’evento da Raffaele Zanè, presidente del Gruppo Securitas-Metronotte. Eventi che sono stati sempre contrassegnati da una funzione didattica, coinvolgendo scuole, docenti ed alunni. Molto lo spazio dato alla Musica ed ai suoi interpreti; non meno vivo lo spazio concesso alla letteratura. Poi, a partire dal 2011, un nuovo salto di qualità, in cui l’elemento della socialità ha trovato ulteriore impulso con la nascita del Premio “Pavoncella alla creatività femminile” che ha reso protagonista ed esaltato giustamente il ruolo della Donna, sottolineandone le qualità professionali ed i traguardi raggiunti, non senza fatica, nei diversi campi in cui ha avuto modo di esprimersi ed affermarsi, in un mondo spesso monopolizzato dagli uomini. Merito di Francesca d’Oriano e della Giuria, tutta al femminile, che l’ha affiancata sin dalla prima edizione, aver portato alla ribalta “eccellenze in rosa” lontane dalle luci della ribalta mediatica e dai salotti televisivi. A Sabaudia, che resta la sede naturale del Premio, si sono avvicendate, in qualità di vincitrici, Donne che sono onore e vanto del nostro Paese. Citiamo, tra le tante, la Senatrice a vita, Liliana Segre, la Magnifica Rettrice della Oxford University, Louise Richardson, la Presidente dell’Ospedale “Bambino Gesù”, Mariella Enoc, il Procuratore Generale della Corte di Appello di Bari,Anna Maria Tosto, l’attuale Prefetto di Lecce e già di Latina, Maria Rosa Trio, Carolina Rosi De Filippo, unica donna impresario teatrale ed anima della Fondazione intitolata al grande Eduardo, il Giudice della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, per l’impegno nel sociale, Lucia Vedani presidente di CasAmica. Grande attenzione è stata rivolta anche all’Arte e alla Medicina, consegnando nel tempo, borse di studio a giovani artiste e ricercatrici scientifiche. “Sono grata al Presidente Mattarella per l’onore che mi ha voluto concedere. Una nomina che mi ripaga di tutti quei momenti difficili che in questi lunghi anni non sono certamente mancati, ma che ho cercato di superare, convinta che fare e promuovere Cultura, in un Paese ed in una Provincia come la nostra, sia il modo migliore per dare un significato alla propria ed altrui esistenza”, commenta, visibilmente emozionata, Francesca d’Oriano, il cui grazie va a tutte le amiche della Giuria, alle Istituzioni ed a quei Privati che le sono state costantemente a fianco”. Concludendo, Covid19 permettendo quest’anno il Premio Pavoncella arriverà alla X Edizione che avrà luogo di nuovo a settembre, a Sabaudia, e comunque sempre nel rispetto delle norme per contenere la pandemia. Ci auguriamo, quindi, con tutto il cuore che tale evento culturale possa proseguire il suo luminoso percorso, grazie all’impegno di Francesca d’Oriano e dei suoi collaboratori, un Premio particolarmente significativo in questo momento in cui “le pari opportunità” hanno subito un duro colpo per effetto del letale virus. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2020: I NOMI DELLE VINCITRICI
post pubblicato in diario, il 7 settembre 2020
“Il Covid blinda il Pavoncella, ma non toglie splendore alle sue Eccellenze in Rosa”: questo è il titolo del II comunicato stampa di Romano Tripodi, dal quale apprendiamo che sarà l’Auditorium del Parco Nazionale del Circeo, a Sabaudia, ad ospitare, il 19 settembre, alle ore 17,30, a Sabaudia, la IX edizione del Premio internazionale alla creatività femminile, un evento che deve alla dott. Francesca d’Oriano non solo la sua origine, ma anche il suo crescente rilievo. Collaborano con lei la Giuria, presieduta da Chiara Palazzini e dal Comitato scientifico presieduto da Michele Guarino. Presidente onorario del Premio sarà quest’anno la senatrice Paola Binetti. Nel rispetto delle norme igieniche anti Covid19, è stata scelta una sede diversa per la riduzione dei posti disponibili con conseguenziali inviti a numero chiuso. Una versione del Premio che nulla toglie all’importanza dell’Evento e alle straordinarie vincitrici del Premio, che gode del prestigioso patrocinio della Presidenza del Consiglio. Ed ecco i nomi delle vincitrici nel suddetto comunicato stampa: “ Scorrendo i nomi delle 10 vincitrici di questa edizione, spiccano i Riconoscimenti Speciali conferiti alla senatrice a vita Liliana Segre, quale Donna dell’Anno; al Giudice della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, come Donna dello Stato e per lo Stato ed al Prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, per gli importanti traguardi raggiunti nei tre anni in cui ha rappresentato lo Stato italiano nella complessa e difficile Provincia di Latina. Ampio spazio è stato dedicato alla Medicina, sezione in cui brillano la Prof. Rosa Sessa, Associato di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso la “Sapienza” di Roma e la dott. Emanuela Dell’Aquila, medico oncologo del Campus Bio-Medico di Roma. Alla prima, da oltre dieci anni Direttore del Centro di Ricerca per Malattie Sociali presso il Dipartimento di Malattie Infettive della “Sapienza” va il Pavoncella per la Ricerca scientifica. Rosa Sessa è stata infatti fra le prime ricercatrici al mondo a studiare il Chlamydia trachomatis, un microorganismo responsabile di importanti patologie femminili. Alla dottoressa Dell’Aquila sarà conferita la borsa di studio assegnatale nel ricordo del professor Gerardo Giocoli, Pioniere e Maestro della Ostetricia e Ginecologia, in Italia. Un premio che vuole essere, per Emanuela Dell’Aquila anche un riconoscimento al suo ruolo di Ambasciatrice del Telefono Rosa. Ad infonderle da ragazza, l’amore per la Natura fu Piero Angela con le trasmissioni di Quark. Un amore, che dopo la laurea, è diventato per Sandra Di Domenico, impegno di vita e professionale, quando è entrata a far parte del Corpo Forestale dello Stato. Era il 1994 e l’inizio di una carriera che l’avrebbe portata, da giovane ufficiale a compiti di comando, sino a raggiungere il grado di tenente colonnello e responsabile del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Fogliano. Trent’anni di un percorso complesso che l’hanno vista svolgere sul territorio nazionale, dalla Campania alla Emilia Romagna, un’azione a 360 gradi in difesa della Natura e dell’Ambiente. Va invece a Sarah Abdel Masih il Pavoncella quale Donna manager del 2020. Il suo settore, quello alberghiero, è stato la grande vittima della pandemia da Covid19 ma questo non le ha impedito , quale direttrice di alcuni dei più prestigiosi hotel di Milano, di proseguire nel suo lavoro, puntando ad altri e prestigiosi traguardi professionali, senza dimenticare il suo prossimo in difficoltà. Nel periodo di massima emergenza, Sara Abdel Masih, madre greca e padre egiziano, ha ospitato nei suoi alberghi pazienti in quarantena e medici bisognosi di una dimora temporanea. Camilla Baresani con “Gelosia” (La Nave di Teseo Editore) ed Emma Giammattei per “Paesaggi” (Edizione Treccani) sono le vincitrici rispettivamente per il Romanzo e la Saggistica, della sezione letteraria di questa nona edizione del “Pavoncella alla creatività femminile” Camilla Baresani, scrittrice e giornalista, attraverso la vita dei suoi personaggi, racconta in stile spontaneo, quasi colloquiale ed allo stesso tempo graffiante, l’esistenza confusa ed annebbiata dalla gelosia di tre persone, tra profumi, passioni e vendette che riflettono, come in uno specchio, crisi politico-economiche, speciali ed etiche dell’Italia di oggi ,scrive Giovanna D’Arbitrio. Emma Giammattei, professore ordinario di letteratura italiana nella Facoltà di lettere dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, delinea in “Paesaggi”, opera decisamente poderosa e di grande spessore culturale, l’evoluzione, dal primo Novecento ad oggi, del concetto di Paesaggio nelle rappresentazioni e nella legislazione, come nelle contiguità dei saperi e nelle opinioni della comunità nazionale. Ed il discorso sul paesaggio fa da sfondo agli attentati all’ ambiente, alla situazione climatica, alla crisi della Natura. Per l’Impegno nel Sociale il “Pavoncella” va, con pieno merito, a Lucia Vedani, presidente di Casamica, l’organizzazione di volontariato che dal 1986 continua a dare accoglienza ed ospitalità ai malati costretti a spostarsi da un capo all’altro del Paese per cure mediche, soprattutto oncologiche, ed ai loro familiari. Rimane viva e palpabile in questa nona edizione della Pavoncella la presenza di Lea Mattarella, nel cui ricordo saranno assegnate due borse di studio ad altrettante allieve dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Marta Perroni, e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Marta Rizzato. Il Responsabile per la Comunicazione Romano Tripodi” ”. Nel comunicato sono messi in rilievo anche il sostegno della Regione Lazio, del Parco Nazionale del Circeo, della Provincia di Latina, della Città di Sabaudia, dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, dell’Accademia diBelle Arti di Brera, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, delle Associazioni culturali noprofit “ArteOltre” e “Medicina e Frontiere”, nonché dell’amministrazione comunale del sindaco Giada Gervasi e quello altrettanto valido degli Sponsor, compagni di viaggio, come Acea, Scovaventi, Chopard, Casale del Giglio, Prodotti Plastici Senepa,Unaprol, Grimaldi Lines, Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2020
post pubblicato in diario, il 20 agosto 2020
Dal 1° comunicato stampa di Romano Tripodi, apprendiamo che anche quest’anno avrà luogo a Sabaudia Il Premio Pavoncella dedicato alla creatività femminile, un importante evento culturale nato nel 2011 per iniziativa di Francesca d’Oriano, Presidente dell’associazione Arte/Oltre. A causa del Covid 19, la nona edizione, programmata per giugno, avrà luogo invece il 19 settembre, sempre a Sabaudia, sotto l’importante Patrocinio della Presidenza del Consiglio. La Giuria, tutta al femminile, sarà presieduta dalla prof. Chiara Palazzini che subentra a Carolina Rosi. Presidente del Comitato d’onore sarà invece la senatrice Paola Binetti. Il Premio si propone di offrire un riconoscimento alle donne che si distinguono in svariati campi, come arte, letteratura, ambiente, imprenditoria, ricerca scientifica, impegno nel sociale e quant’altro. E anche per questa edizione si darà gran rilievo a medicina e ricerca scientifica, avvalendosi del contributo del Comitato Scientifico presieduto dal prof. Michele Guarino. Quest’anno tre sono le donne prestigiose che saranno premiate per il loro impegno: a Liliana Segre, senatrice a vita, e a Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale vanno rispettivamente gli speciali riconoscimenti di Donna dell’Anno e Donna dello Stato per lo Stato, mentre a Lucia Vedani, presidente di CasAmica, va il premio per l’Impegno nel sociale. Ed ecco una parte del primo comunicato stampa di Romano Tripodi: “Brillano tra le “Eccellenze in rosa” di questa nona edizione, la Senatrice a vita Liliana Segre, cui va lo Speciale Riconoscimento di Donna dell’Anno 2020, e la Giudice della Corte Costituzionale, Silvana Sciarra, premiata quale Donna dello Stato, per lo Stato. Costretta a vivere, alla soglia dei novant’anni, sotto scorta, per le sue idee, la sua storia, il suo impegno personale contro ogni forma di violenza, di discriminazione, razzismo ed antisemitismo, Liliana Segre, che ha conosciuto da ragazza, la tragedia della Shoah, ha fatto sì che tutto ciò potesse tradursi in un messaggio di Pace, recepito come tale, dalle giovani generazioni. Silvana Sciarra, prima donna eletta dal Parlamento, Giudice della Corte Costituzionale, ha tra i suoi meriti quello di aver portato alla Consulta, un valore aggiunto, contribuendo a quell’equilibrio di generi che arricchisce il pluralismo e l’originalità delle decisioni, in virtù di un confronto profondo con i colleghi. Per l’impegno nel sociale sarà premiata Lucia Vedani, presidente di CasAmica, l’organizzazione di volontariato che dal 1986 continua a dare accoglienza ed ospitalità sia ai malati costretti a spostarsi in altre città per cure mediche, soprattutto oncologiche, ed interventi chirurgici sia ai loro familiari. Rimane viva anche in questa nona edizione del “Pavoncella” la presenza di Lea Mattarella, nel cui ricordo saranno assegnate due borse di studio ad altrettante allieve dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e dell’Accademia di Belle Arti di Brera che la ebbero appassionata e generosa docente. Una terza borsa di studio sarà assegnata nel ricordo del professor Gerardo Giocoli, Pioniere e Maestro della Ostetricia e Ginecologia, alla dottoressa Emanuela Dell’Aquila, medico oncologo del Campus Bio-Medico di Roma. A cura dell’Ufficio Stampa. Romano Tripodi”. In attesa delle altre nomine, ci complimentiamo con gli organizzatori del Premio Pavoncella, per la lodevole valorizzazione della creatività femminile. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA- PREMIO PAVONCELLA 2019: CERIMONIA ASSEGNAZIONE PREMI
post pubblicato in diario, il 17 giugno 2019
A Sabaudia, sabato 15 giugno, alle 18,30, al Palazzo Mazzoni, gioiello del Razionalismo italiano, si è svolta la cerimonia conclusiva dell’ottava edizione del Premio Pavoncella. La giornalista Iunia Valeria Saggese ha condotto l’evento, arricchito dagli intermezzi musicali del soprano Laura Di Marzo, accompagnata al piano al piano dal maestro Claudio Martelli. Presenti le autorità locali e regionali, come il sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi, il prefetto di Latina, dott. M.R. Trio, nonché personaggi di prestigio, come Caterina Chinnici, Presidente onorario del Pavoncella, e la senatrice Valeria Fedeli. Dai comunicati di Romano Tripodi, capo Ufficio Stampa del Pavoncella, si rileva che anche l’ottava edizione, dedicata alla creatività femminile fin dal 2011 per iniziativa di Francesca d’Oriano, ha valorizzato donne che si sono distinte per i risultati di grande rilievo conseguiti con impegno e sacrificio in campo artistico, scientifico, imprenditoriale e sociale. Unica novità dell’ VIII Edizione, il riconoscimento di Donna dell’Anno assegnato ex aequo a due persone: Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma per “il costante e proficuo impegno nell’ambito sanitario e sociale”; Patrizia Minardi, dirigente dell’Ufficio sistemi culturali e per la Cooperazione internazionale della Regione Basilicata, “per aver fatto di Matera un modello europeo di sviluppo turistico ed urbano”. Donna dello Stato e per lo Stato è invece Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Grande risalto è stato dato alla ricerca scientifica, sotto la guida del prof. Michele Guarino, presidente del Comitato Scientifico. Due le vincitrici in tale campo: Concetta Quintarelli, responsabile del Laboratorio di Terapia Genica dei Tumori dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, impegnata nelle ricerche terapeutiche sulla leucemia linfoblastica acuta che colpisce molti bambini; Sara Ronzi, ricercatrice presso il Department of Public Health&Policy dell’Università di Liverpool, studiosa delle diseguaglianze di salute e aria “indoor”, cioè l’aria malsana che si respira in casa in zone degradate e paesi sottosviluppati , causa di milioni di morti all’anno. Per la Tecnologia e l’Innovazione nel campo agroalimentare il Premio va a Fiammetta Nizzi Grifi, autentica “ambasciatrice nel mondo” dell’olio extravergine d’oliva italiano, mentre in campo sociale emerge Diletta Cipriani, che ha aperto a Latina un centro diurno per aiutare i malati di Alzheimer. Per la capacità di coniugare impresa e cultura viene premiata Miriam Loiacono, imprenditrice barese del settore auto, che da anni promuove, nella sua azienda, incontri e dibattiti culturali, momenti di musica e di lettura, facendone un vero polo di aggregazione sociale e culturale. E infine per la sezione letteraria. Il Premio Pavoncella per il romanzo è assegnato a Carla Maria Russo per “L’acquaiola” (Ed. Piemme) un libro che si distingue per stile e contenuti. Vengono assegnate, inoltre, borse di studio a Martina Guarino e Claudia Roma, allieve dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e Roma, nel ricordo di Lea Mattarella, indimenticabile componente la Giuria del Pavoncella, critico d’arte nonché docente delle due Accademie. Davvero toccanti e saggi i discorsi delle donne premiate, donne di prestigio benché non abituate a stare sotto i riflettori, che hanno davvero meritato un riconoscimento al loro serio impegno e alle loro notevoli capacità. Il Premio Pavoncella gode del Patrocinio della Presidenza del Consiglio, del Senato della Repubblica, del Ministero dell’Istruzione , della Ricerca e dell’Università (Miur), dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale; della Regione Lazio, della Provincia di Latina, del Comune di Sabaudia e del Parco Nazionale del Circeo e della Pro Loco Sabaudia. Il Premio è stato sostenuto da diversi sponsor, come Scovaventi, Acea, Chopard, Sangalli Giancarlo & C., Grimaldi Lines, BorgiGroup, Unindustria Latina, Unaprol, Stim, Silk&Beyond, Gay-Odin, Casale del Giglio, la Cassa Rurale ed Artigiana dell’Agro Pontino, Amopuglia. Un Evento di prestigio che ha impegnato anche quest’anno tutti i collaboratori di Francesca d’Oriano(tra i quali ricordiamo Simona Baccaro, la segretaria) e la Giuria presieduta da Carolina Rosi. Per maggiori dettagli si consiglia di visitare il sito www.premiopavoncella.it Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2018
post pubblicato in diario, il 4 giugno 2018
Come si apprende dai comunicati stampa del giornalista Romano Tripodi, la settima edizione del Premio Pavoncella anche quest’anno avrà luogo a Sabaudia e sarà articolato in due giornate, il 22 e il 23 giugno 2018, a dimostrazione del suo crescente successo a livello nazionale e internazionale. L’attuale edizione sarà dedicata in particolare a Lea Mattarella, docente, critica di storia dell’arte, stroncata da un male incurabile: un modo tangibile per ricordare la sua dedizione al Premio. Per onorarne la memoria anche il Comune di Sabaudia e l’Associazione culturale ArteOltre hanno deciso di assegnare due borse di studio a due sue allieve della Accademia di Belle Arti di Roma. La prima giornata, sul tema “Un viaggio nel cuore della Fiction”, sarà un omaggio al Rai movie E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte, tratto dall’omonimo romanzo di Caterina Chinnici, dedicato alla figura del padre Rocco e al suo impegno contro la mafia, pagato con la vita. Saranno presenti insieme all’autrice (Presidente onorario del Premio), Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, Luca Barbareschi, produttore del film, il regista Michele Soavi e la giovane interprete, Cristiana Dell’Anna. Condurrà la serata Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera. il 23 giugno ci sarà invece la premiazione delle vincitrici, candidate in diversi campi, “eccellenze in rosa” di imprenditoria, ricerca scientifica, solidarietà nel sociale, creatività artistica, nelle varie sfaccettature. Due speciali riconoscimenti andranno alla Donna dell’Anno e alla Donna dello Stato per lo Stato. Ci sembra giusto ricordare che Il Premio Pavoncella è nato per iniziativa della dott. Francesca D’Oriano, campana nata a Pozzuoli che in ogni edizione dell’ evento non ha mai trascurato di inserire anche “eccellenze” di Napoli e della Campania. Rileggendo quanto è scritto sul sito on line (www.premiopavoncella.com ), a quanto pare “l’idea è nata in una giornata d’inverno del 2011. Una di quelle domeniche di gennaio in cui il mare è particolarmente orgoglioso di far sentire la propria presenza. Nacque così questo riconoscimento che vuole essere un omaggio alla donna, al suo impegno sempre più efficace nel mondo dell’impresa, della ricerca scientifica, dell’arte e della cultura, non tralasciando, anzi esaltando, i risvolti sociali del suo lavoro. L’Evento prevede inoltre la partecipazione di scrittrici che verranno premiate nelle sezioni dedicate alla narrativa, alla saggistica ed all’opera prima. Da quel giorno di gennaio, ispirate dalla stessa forza del mare che bagna le coste pontine, dopo un “numero zero” si sono susseguite quattro edizioni del premio, arricchite da personalità di fama internazionale . Particolare attenzione è posta al sociale e al prezioso apporto che le donne possono dare alla nostra società, il Premio Pavoncella in questo caso è intervenuto direttamente con donazioni economiche. Da alcuni anni particolare attenzione viene data alla Ricerca scientifica, nei settori della biotecnologia, della alimentazione, della genetica, dei trapianti e della telemedicina, fornendo crescenti e validi incentivi, sotto forma di attestati e borse di studio a giovani e brillanti laureande o specializzande che si siano distinte per serietà di impegno e risulti conseguiti. A tale proposito è essenziale il ruolo svolto, nell’ambito del Premio Pavoncella, dal Comitato scientifico presieduto dal professor Michele Guarino. Perché scegliere la Pavoncella come simbolo? E’ il simbolo del Parco Nazionale del Circeo, dal momento che la creatività femminile che verrà premiata, è attenta alla tutela, lo sviluppo e la promozione del nostro habitat. In una società dove le donne hanno sempre più ruoli di rilievo e dove ancora, a torto, si discute tra strumentalizzazione e valorizzazione della loro (nostra) presenza, un premio alla creatività femminile vuole essere l’occasione per vedere il mondo proprio con gli occhi delle donne, giudicate per le loro capacità nei vari campi da una giuria di sole donne. Il Premio “Pavoncella alla creatività femminile”, gode del Patrocinio del Senato della Repubblica, dell’Istituto per il Credito Sportivo, della Regione Lazio, della Provincia di Latina, del Comune di Sabaudia, della Pro Loco e del Parco Nazionale del Circeo. È un premio fatto con il cuore, e vuole premiare chi pensa con il cuore e chi sa riconoscere l’unicità del cuore di una donna”. Giovanna D’Arbitrio
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