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MARIA ASSUNTA GIAQUINTO E LE SETE DI SAN LEUCIO
post pubblicato in diario, il 24 giugno 2018
Ho conosciuto Maria Assunta Giaquinto l’anno scorso in un incontro organizzato da Marisa Del Vecchio, Presidente Soroptimist Club Napoli, e fu così che ammirando le sue meravigliose sete, subito mi è venuta l’idea di proporre la sua candidatura alla Giuria Premio Pavoncella 2018, dedicato alla creatività femminile, ideato e organizzato da Francesca D’Oriano.. Il 22 giugno, pertanto, Maria Assunta è stata premiata a Sabaudia nel corso del prestigioso Evento con la seguente motivazione: “ Maria Assunta Giaquinto è una degna rappresentante della eccellenza nel “made in Italy”. A lei va il merito di aver riscoperto, imponendole nei mercati esteri, le preziose ed ineguagliabili sete di San Leucio, che risplendono oggi al Quirinale, in Vaticano e nella Stanza Ovale della Casa Bianca”. In effetti M. A. Giaquinto lavora nell’azienda di famiglia da 35 anni dove affrontando difficoltà e crisi economiche, è riuscita sempre ad ottenere pregevoli risultati, investendo in settori diversi (dall’alberghiero alla ristorazione, al settore medico al tessile), nel rispetto del lavoro e dei luoghi, supportata da attivi e seri collaboratori. Circa dieci anni fa, con entusiasmo ha affrontato una nuova sfida con l’obiettivo di recuperare l’antica arte serica di San Leucio, rilevando la tradizione della famiglia Alois, eccellenza e memoria storica, nonché antico bagaglio culturale non solo casertano, ma nazionale e internazionale. In un’intervista ha dichiarato che “l’amore per la seta è un qualcosa che si ha nel DNA, che si respira da bambini e riporta a galla ricordi e tradizioni, così com’è avvenuto per l’allestimento dello show room di Silk & Beyond, ove sono entrate in gioco la passione per la tradizione storica e culturale, la creatività e la capacità imprenditoriale”. Le sete preziose di San Leucio, vengono utilizzate soprattutto per le dimore storiche in Italia e all’estero, come le Stanze del Quirinale, Palazzo Pontificio, la Stanza Ovale della Casa Bianca, Palazzo Pallavicini in Austria palazzo e tante altre. Purtroppo esiste il rischio concreto che le sete possano esser copiate e sostituite sul mercato nazionale ed internazionale. A Como, ad esempio, si trovano dei prodotti analoghi che non sono originali. Tutto oggi viene copiato e la seta di San Leucio non sfugge a tale pericolo. Per contrastare la falsificazione, era fondamentale quindi lavorare alla creazione di un marchio, oggi di proprietà della Camera di Commercio, denominato “San Leucio Silk” intorno al quale è nato un Consorzio, presieduto dall’ing. Gustavo Ascione, anche socio della Silk & Beyond, consorzio includente diverse aziende locali sotto l’egida di un unico marchio a garanzia di qualità e a salvaguardia delle sete. Comunque SILK&BEYOND non è contraria all’ l’innovazione: pur nel rispetto delle tradizionali caratteristiche estetiche, di lavorazione e del marchio storico, l’azienda propone innovazione in design e tecnologica, capace di raggiungere anche un’altra parte di mercato che richiede prodotti particolari. Maggiore è oggi anche l’ apertura al territorio dove si collabora con università e arte contemporanea, con motivi più moderni creati ad hoc da validi artisti. “L’idea è quella di ripartire dal nostro territorio, recuperando ogni messaggio che di buono può passare dalla nostra terra- afferma Maria Assunta- E considerato che le nostre sete vanno prevalentemente all’estero, ad un mercato internazionale, si è pensato di realizzare cinque soggetti che ben rappresentassero le nostre bellezze: la reggia di Caserta, il Vesuvio, Piazza del plebiscito a Napoli, l’antica Spacca Napoli, la cattedrale di Amalfi. Nell’archivio storico sono chiaramente esposti i lavori di un tempo ma troviamo anche quelli realizzati da studenti o tirocinanti con motivi che valga la pena mettere a telaio. Se richiesti, vanno in produzione altrimenti danno vita, al pari di creazioni artistiche energiche e fantasiose, a mostre itineranti per mostrare al Mondo quel che facciamo” Da parte della sottoscritta un sincero plauso e un ringraziamento: ci unisce l’amore per la nostra terra, la Campania. Giovanna D’Arbitrio
PREMIATE LE ECCELLENZE ROSA AL PREMIO PAVONCELLA 2018
post pubblicato in diario, il 24 giugno 2018
Il 22 e 23 giugno 20018, alle ore 19,30, nella Corte comunale di Sabaudia si è svolta la VII edizione del Premio Pavoncella, Dedicato alla creatività Femminile: due giorni artisticamente intensi, tra Fiction ed Eccellenze in Rosa. Un Evento di successo che “cresce” ogni anno, grazie all’impegno della fondatrice, Francesca d’Oriano, della Giuria, formata da giornaliste, esponenti dell’imprenditoria, della magistratura e della ricerca scientifica. La scelta di dedicare una serata alla Fiction non è stata casuale. L’incontro del 22 giugno sulla Fiction e condotto dalla giornalista Emilia Costantini, è stato tutto centrato sul Rai movie “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte”, tratto dall’omonimo libro di Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici, il magistrato vittima della mafia. Hanno animato la prima serata il Direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, lo sceneggiatore e regista Graziano Diana, gli attori Alessandro Preziosi, Alessio Vassallo interpreti di fiction di grande successo quali “Edda Ciano ed il comunista”; ed “Il giovane Montalbano”, opere notevoli per una crescente e continua ricerca di innovazione e modernità del linguaggio. Special Guest di questa prima serata sono state Cinzia Tedesco, vocalist raffinata e l’attrice e regista, Clara Costanzo che ha recitato un brano della pièce teatrale, ispirata proprio al romanzo di Caterina Chinnici. Il 23 giugno, sul palco della Corte comunale, sono state premiate le eccellenze rosa, donne che, lontane dai riflettori, si sono imposte nei diversi campi: una scelta oculata che ha impegnato per quasi un anno la Giuria e la Commissione scientifica presieduta dal professor Michele Guarino, gastroenterologo e docente del Campus Biomedico di Roma. La serata, condotta dalla giornalista Elisa Saltarelli, è stata dedicata alla compianta Lea Mattarella, alla quale il compositore e direttore d’orchestra, Gabriele Ciampi che ha voluto dedicare un suo inedito brano musicale. Come si legge nel comunicato del capo ufficio stampa, Romano Tripodi ,”a scorrere l’elenco delle tredici vincitrici spiccano i nomi di Eleonora Andreatta e Teresa Di Francesco cui sono stati conferiti gli speciali riconoscimenti di Donna dell’Anno e Donna dello Stato, per lo Stato. Alla Andreatta la Giuria del Premio Pavoncella ha riconosciuto il grande merito di aver “rivoluzionato” la Fiction targata Rai, cambiando tutto: la narrazione, il linguaggio, la regia e facendone uno dei cavalli vincenti, con successo di vendite all’estero, dell’azienda .Resta invece legato drammaticamente ed emotivamente al crollo dell’Hotel Rigopiano ed al salvataggio dei bambini rimasti sepolti sotto le macerie il nome di Teresa Di Francesco, unica donna chiamata a far parte del Team Usar del Lazio, la speciale squadra dei Vigili del fuoco, specializzata nel riportare vivi, alla luce, le vittime dei crolli. Autentica novità del Pavoncella le due borse di studio-Lea Mattarella assegnate a Giulia Carioti e Miriam Altomonte, giovani allieve delle Accademie di Belle Arti di Roma e Napoli. Grande spazio è stato riservato anche in questa settima edizione del Premio alla Ricerca scientifica. Tra le vincitrici la professoressa Cecilia Bartolucci, impegnata da sei anni in una autentica “sfida alla sopravvivenza” con i suoi studi e le sue ricerche sui sistemi di produzione e consumo alimentare quale Coordinatore del “Foresight Project Food” del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Antonella Cerquiglini, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Neuropsichiatria Infantile dell’Età Evolutiva presso la “Sapienza” di Roma mentre viene dalla lontana Singapore, Rina Rudyanto. Laureata in Ingegneria informatica, con Master in Ingegneria Biomedica, ha sviluppato nuovi software, che le hanno consentito di elaborare immagini radiologiche capaci di fornire, anche a distanza, diagnosi sempre più accurate di tutta una serie di malattie polmonari .A rappresentare quelle donne che fanno dell’Arte non soltanto una scelta professionale ma anche di vita, è Dalma Frascarelli, docente di Storia dell’Arte Moderna e di Storia della Moda presso l’Accademia di Belle Arti di Roma di cui è anche Vicedirettore, ruolo che le consente, come recita la motivazione del Pavoncella, di sostenere e promuovere le attività dei giovani artisti che animano le aule, trasmettendo le proprie passioni attraverso la pratica di un metodo rigoroso che coniuga insegnamento e ricerca. A completare le elenco delle vincitrici dell’apposita sezione dedicata all’Arte, la pittrice iraniana Leila Mirzakhani, che fu proprio Lea Mattarella ad indicare , colpita dallo “elogio alla lentezza” e dal lirismo mistico che ne caratterizza le opere. Ed è un omaggio alla settima arte il Premio Pavoncella conferito alla sceneggiatrice Doriana Leondeff, protagonista di un cammino culturale e formativo iniziato giovanissima e via via perfezionatosi, alla scuola di maestri come Gianni Amelio, Furio Scarpelli, Rodolfo Sonego, sino all’incontro con il regista Silvio Soldini e la affascinante avventura umana e professionale con Carlo Mazzacurati. E’ una degna rappresentante della eccellenza nel “made in Italy”, Maria Assunta Giaquinto, cui va il merito di aver riscoperto, imponendole nei mercati esteri, le preziose ed ineguagliabili sete di San Leucio, che risplendono oggi al Quirinale, in Vaticano e nella Stanza Ovale della Casa Bianca. E per l’Imprenditoria femminile viene premiata anche Olimpia Cassano che ha creato a Bari il Centro Italiano Congressi CIC SUD, azienda leader nel settore della convegnistica e della formazione, con all’attivo oltre 2.500 eventi, organizzati in campo nazionale ed internazionale, avvalendosi di uno staff tutto al femminile. Va a Silvia Ferreri, per “La madre di Eva” (Neo Editore) il Premio Pavoncella per la Narrativa. L’Autrice affronta, nel suo romanzo d’esordio, un tema difficile: l’intervento cui si sottopone una ragazza per diventare uomo ed il rapporto lacerante, in un dialogo senza risposte, tra lei e la madre”(R. Tripodi). Un Premio al quale quest’anno, grazie alla nuova amministrazione e alla sindaca, dott. Giada Gervasi, è stato dato il dovuto e meritato rilievo. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2018
post pubblicato in diario, il 4 giugno 2018
Come si apprende dai comunicati stampa del giornalista Romano Tripodi, la settima edizione del Premio Pavoncella anche quest’anno avrà luogo a Sabaudia e sarà articolato in due giornate, il 22 e il 23 giugno 2018, a dimostrazione del suo crescente successo a livello nazionale e internazionale. L’attuale edizione sarà dedicata in particolare a Lea Mattarella, docente, critica di storia dell’arte, stroncata da un male incurabile: un modo tangibile per ricordare la sua dedizione al Premio. Per onorarne la memoria anche il Comune di Sabaudia e l’Associazione culturale ArteOltre hanno deciso di assegnare due borse di studio a due sue allieve della Accademia di Belle Arti di Roma. La prima giornata, sul tema “Un viaggio nel cuore della Fiction”, sarà un omaggio al Rai movie E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte, tratto dall’omonimo romanzo di Caterina Chinnici, dedicato alla figura del padre Rocco e al suo impegno contro la mafia, pagato con la vita. Saranno presenti insieme all’autrice (Presidente onorario del Premio), Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, Luca Barbareschi, produttore del film, il regista Michele Soavi e la giovane interprete, Cristiana Dell’Anna. Condurrà la serata Emilia Costantini, giornalista del Corriere della Sera. il 23 giugno ci sarà invece la premiazione delle vincitrici, candidate in diversi campi, “eccellenze in rosa” di imprenditoria, ricerca scientifica, solidarietà nel sociale, creatività artistica, nelle varie sfaccettature. Due speciali riconoscimenti andranno alla Donna dell’Anno e alla Donna dello Stato per lo Stato. Ci sembra giusto ricordare che Il Premio Pavoncella è nato per iniziativa della dott. Francesca D’Oriano, campana nata a Pozzuoli che in ogni edizione dell’ evento non ha mai trascurato di inserire anche “eccellenze” di Napoli e della Campania. Rileggendo quanto è scritto sul sito on line (www.premiopavoncella.com ), a quanto pare “l’idea è nata in una giornata d’inverno del 2011. Una di quelle domeniche di gennaio in cui il mare è particolarmente orgoglioso di far sentire la propria presenza. Nacque così questo riconoscimento che vuole essere un omaggio alla donna, al suo impegno sempre più efficace nel mondo dell’impresa, della ricerca scientifica, dell’arte e della cultura, non tralasciando, anzi esaltando, i risvolti sociali del suo lavoro. L’Evento prevede inoltre la partecipazione di scrittrici che verranno premiate nelle sezioni dedicate alla narrativa, alla saggistica ed all’opera prima. Da quel giorno di gennaio, ispirate dalla stessa forza del mare che bagna le coste pontine, dopo un “numero zero” si sono susseguite quattro edizioni del premio, arricchite da personalità di fama internazionale . Particolare attenzione è posta al sociale e al prezioso apporto che le donne possono dare alla nostra società, il Premio Pavoncella in questo caso è intervenuto direttamente con donazioni economiche. Da alcuni anni particolare attenzione viene data alla Ricerca scientifica, nei settori della biotecnologia, della alimentazione, della genetica, dei trapianti e della telemedicina, fornendo crescenti e validi incentivi, sotto forma di attestati e borse di studio a giovani e brillanti laureande o specializzande che si siano distinte per serietà di impegno e risulti conseguiti. A tale proposito è essenziale il ruolo svolto, nell’ambito del Premio Pavoncella, dal Comitato scientifico presieduto dal professor Michele Guarino. Perché scegliere la Pavoncella come simbolo? E’ il simbolo del Parco Nazionale del Circeo, dal momento che la creatività femminile che verrà premiata, è attenta alla tutela, lo sviluppo e la promozione del nostro habitat. In una società dove le donne hanno sempre più ruoli di rilievo e dove ancora, a torto, si discute tra strumentalizzazione e valorizzazione della loro (nostra) presenza, un premio alla creatività femminile vuole essere l’occasione per vedere il mondo proprio con gli occhi delle donne, giudicate per le loro capacità nei vari campi da una giuria di sole donne. Il Premio “Pavoncella alla creatività femminile”, gode del Patrocinio del Senato della Repubblica, dell’Istituto per il Credito Sportivo, della Regione Lazio, della Provincia di Latina, del Comune di Sabaudia, della Pro Loco e del Parco Nazionale del Circeo. È un premio fatto con il cuore, e vuole premiare chi pensa con il cuore e chi sa riconoscere l’unicità del cuore di una donna”. Giovanna D’Arbitrio
YOUTUBERS, un libro di C. Palazzini e L. Gialli
post pubblicato in diario, il 20 aprile 2018
IL 20 aprile 2018, alle ore 9,30, al Palazzo Mazzoni di Sabaudia, è stato presentato il libro “Youtubers” (Ed. Paoline) di Chiara Palazzini e Laura Gialli, per iniziativa di Francesca d’Oriano, presidente dell’Associazione culturale no profit ArteOltre. Al convegno intitolato, “Quando li dialogo finisce in rete”, hanno partecipato autorità locali, come il sindaco, Giada Gervasi, la psicologa e psicoterapeuta Marianna Totani, le docenti dell’ Istituto Onnicomprensivo “G. Cesare” e dell’Istituto Comprensivo “O. Cencelli”, Ida Nicoletti e Bianca Cimino, le autrici e la giornalista e scrittrice, Graziella Di Mambro, moderatrice dell’incontro In effetti, grazie all’impegno delle suddette docenti, la lettura di Youtubers ha offerto - come esse affermano- “un’occasione per comprendere il fenomeno nelle sue sfumature culturali, sociali, didattiche e di costume, dando vita a veri e propri progetti, sotto forma di elaborati, ricerche, interviste e brevi filmati”. Sulla copertina del libro si legge che “un miliardo di persone ogni giorno si collega con i loro canali: questo offre la misura del fenomeno youtubers. Giovani che si affermano attraverso lo schermo, che dialogano con milioni di persone, che orientano scelte e consumi, che stabiliscono nuove forme di relazione. Tutto il mondo adulto ha la responsabilità di leggere e capire questa nuova realtà abitata dai ragazzi (avvertono le autrici) che è anche mappa per orientarsi tra virtuale e reale attraverso la voce degli esperti e quella degli youtubers italiani più amati”. Il capo ufficio stampa di ArteOltre, il giornalista Romano Tripodi, commentando il contenuto del libro ha definito la navigazione in Internet come una poderosa vetrina on line, una fonte inesauribile di intrattenimento, ispirazione ed informazione per quanti navigano in web. Youtubers offre “un’analisi quanto mai articolata, arricchita dall’intervento di esperti digital, sociologi e giornalisti”. Un libro da leggere per spunti innovativi offerti non solo ai più giovani, ma anche a genitori e insegnanti per approfondire un fenomeno complesso al quale, secondo le autrici, non serve dare etichette allarmanti o giudizi negativi a priori, poiché è più importante capire cercando di farlo con i protagonisti e tutti coloro che sono impegnati in un percorso educativo. Ci sembra giusto, infine, offrire alcune note biografiche sulle autrici: Chiara Palazzini, pedagogista e docente alla Pontificia Università Lateranense, è autrice e curatrice di saggi e articoli, tra cui Disagio sociale e periferie esistenziali, Distacchi: affrontare ed elaborare le perdite e gli eventi critici, Le relazioni che curano, Per la vita buona: teologia e scienze umane in dialogo, Oltre l’emergenza, educare ancora; Laura Gialli, giornalista del Tg2, negli ultimi anni si è particolarmente dedicata a temi di approfondimento sul mondo giovanile. È laureata in Scienze Politiche ed è autrice di numerosi dossier, tra come La Sindone, La particella di Dio, Il Quirinale, la casa degli italiani, I luoghi di Michelangelo, Verdi, un affare di cuore, Uomini e trincee, Figli del web, L’eredità di Madre Teresa. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA: MUSICA IN BLU
post pubblicato in diario, il 1 agosto 2017
Nella ricca offerta culturale di Sabaudia si inserisce anche “Musica in blu – Dove il canto recita”, la quinta edizione di una rassegna di musica e recitazione promossa dall’Ufficio Cultura, Turismo, Spettacolo e Sport del Comune di Sabaudia, con il patrocinio della Pro Loco. Grande il successo della prima serata, il 31 luglio, con lo spettacolo “I colori del bel canto”, in cui il baritono Fabio Capitanucci ha cantato brani tratti da famose Opere liriche con la sua possente voce, accompagnato al pianoforte dal Ugo Mariani e con clarinetto da Andrea Loccia. Fabio Capitanucci, nato a Sabaudia, è bell’esempio di impegno generoso e presenza scenica: vanta già alla sua età numerosi successi in campo internazionale. Mozart, Rossini e Donizetti sono suoi cavalli di battaglia, ma si distingue anche in repertorio pucciniano e verdiano. Un Artista sempre più apprezzato e richiesto da grandi teatri. Allestito nello spazio antistante il Palazzo Mazzoni, lo spettacolo ha coinvolto ed emozionato gli spettatori in un luogo suggestivo al quale il sapiente gioco di luci dona un particolare fascino, esaltando la bellezza del grande pino che si staglia contro il color blu dello storico edificio. Altri 4 incontri sono previsti 5, con bravi artisti che eseguiranno brani di musica classica e moderna, intervallati da momenti di recitazione: Martedì 1 agosto – gli attori/cantanti Claudia Campagnola e Marco Morandi in “Chi mi manca sei tu” accompagnati da pianoforte e chitarra. Omaggio a Rino Gaetano Mercoledì 2 agosto – Per i 50 anni dalla morte di Antonio De Curtis, Clara Galante in “Totò il buono”. Al pianoforte Giovanni Monti. Giovedì 3 agosto – l’attore Gianni De Feo in “Ballata notturna per Oscar Wilde” Venerdì 4 agosto – Maria Letizia Gorga in “Dalida” Giovanna D’Arbitrio
MOSTRA DI PAOLA PAVONE A SABAUDIA
post pubblicato in diario, il 27 luglio 2016
A Sabaudia, al Museo Emilio Greco, dal 19 al 25 luglio turisti e residenti hanno potuto ammirare l’interessante mostra di Paola Pavone. Tarantina di nascita, da molti anni vive e lavora a Roma dove nel2006 cominciò a frequentare corsi di pittura popolare (UPTER). Come afferma il critico Lino Di Stefano, l’artista è “dotata di una innata sensibilità per le questioni dell’arte, essa è incline ad analizzare quelle tematiche aventi, in particolare, come soggetti i paesaggi e le immagini della realtà. Componenti che saltano subito agli occhi già ad una semplice ricognizione dei lavori, tutti indovinati e tutti qualificati da efficaci degradazioni dell’intensità dei colori che spesso rimandano a motivi impressionistici di singolare valenza creativa viste, appunto, le sfumature che dominano nei quadri conferendo ad essi riusciti effetti espressivi dai quali si ricavano gli opportuni giudizi di valore”. Davvero interessante le sua descrizione di alcune opere, in particolare di “Barche sul fiume, con i contorni di alberi e una barca all’approdo caratterizzati dai toni giallo-azzurro-verdi dolcemente confusi fra loro, del quadro “In attesa della prossima stagione” da cui emergono su una spiaggia solitaria sia degli ombrelloni ammainati, sia una donna, vestita di nero, appoggiata ad una sdraio mentre, malinconicamente, scruta l’orizzonte sempre in un contesto di smorte - ma non riduttive - tonalità. In tale lavoro, la sagoma della donna ha un effetto potente e sicuro anche perché incarnante un clima di tristezza che rimanda al male di vivere dell’essere umano; il tutto, in linea col tenore dell’ambiente circostante”. Altre opere citate da Lino Di Stefano sono: “Ingresso in città con navetta”, in cui spicca il guidatore con un ampio cappello giallo, “Palmeto” piante tropicali un tempo molto presenti a Sabaudia ora quasi tutte distrutte, “Remi al sole” con uno specchio d’acqua azzurra e barche appoggiate sulla riva. “Tramonto” in toni di grigio, giallo e rosa, con ombrelloni e una bandiera che sventola, “Via dei casali di Paola” con uno sfondo dai colori sfumati contro il quale risaltano un ponticello su un corso d’acqua e due simboli geometrico-metafisici. “Le menzionate tele rappresentano solo una parte dell’ampia produzione della artista di Taranto- come sottolinea Lino Di Stefano- le cui qualità di pittrice si dimostrano originali non solo per i soggetti felicemente ideati, ma anche per la non meno genuina tecnica che trova nel cromatismo e nelle relative sfumature l’estrinsecazione di quell’arte figurativa che si chiama dipingere”. A parte alcuni simboli metafisici e qua e là forme geometriche, le opere di Paola Pavone in verità non mi ricordano le opere del grande De Chirico che tra l’altro non mi attirano particolarmente. Non sono un’esperta d’arte e quindi non mi permetto di entrare in dettagliate descrizioni e valutazioni. Credo che l’arte debba suscitare emozioni, secondo quanto affermarono poeti e artisti Romantici: in effetti ammirando le opere di Paola Pavone, ho ritrovato in esse l’amore per Sabaudia e talvolta il fascino un po’ melanconico che la caratterizza, soprattutto sul finire dell’estate, quando noi villeggianti ci prepariamo a lasciarla con un po’ di nostalgia per i bei momenti trascorsi qui durante l’estate. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA FILM FESTIVAL 2016
post pubblicato in diario, il 20 luglio 2016
Il 17 luglio 2016 si è concluso a Sabaudia con le rituali premiazioni la Seconda edizione del “Festival della Commedia all’italiana”, iniziato il 9 luglio. Oltre alle pellicole partecipanti al concorso, sono stati proiettati a Palazzo Mazzoni anche molti film dedicati al tema della “diversità” e interessanti tavole rotonde sui problemi delle “extentended families” in occidente. Nel complesso un Festival ben organizzato e realizzato a basso costo, grazie al supporto di BNL Gruppo BMP Paribas, del Comune di Sabaudia Ente promotore, del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, del Maestro Basile con le sculture in bronzo denominate “Regia di Circe”, assegnati ai personaggi selezionati dalla giuria. Bravi Ricky Tognazzi e Simona Izzo che insieme alla presentatrice Olivia Tassara hanno condotto le serate alle quali hanno partecipato numerosi registi e attori, come Paolo Genovese, Ennio Fantastichini, Fausto Brizzi, Laura Morante, Rocco Papaleo, Ferzan Ozpetek e tanti altri. Alla fine, a sorpresa , il pubblico ha votato in massa a favore di “Troppo Napoletano”, mentre il film “Perfetti Sconosciuti” ha vinto due premi assegnati dalla Giuria (presieduta da Marco Risi e composta da Nancy Brilli, Laura Delli Colli, Iaia Forte, Marco Giusti). Il Premio per Miglior Film e Migliore Sceneggiatura è andato a “Quo Vado?” che si è aggiudicato anche i premi per il Miglior Attore, Checco Zalone, e Migliore Attrice, Chiara Giovanardi. Miglior attore non protagonista, Lillo Petrolo per “Forever Young”. Premio Monica Scattini alla carriera per Lino Banfi e Premio Cosmari, consegnato da Francesco Traversa al Personaggio dell'anno, Nino Frassica. Francesco Traversa, amministratore del Consorzio di Cisterna di Latina che si occupa della gestione dei rifiuti industriali, si è mostrato molto soddisfatto del connubio tra cinema e ambiente, poiché “si può fare cultura anche parlando di rispetto per l’ambiente”- come ha affermato Traversa- il quale dopo una serie di iniziative nelle scuole, ha deciso di intraprendere anche campagne di promozione culturale centrate sul rispetto dell’ambiente. I film hanno riscosso interesse e applausi dal folto pubblico che talvolta ha manifestato un po’ d’impazienza quando le presentazioni introduttive duravano troppo ritardando la proiezione dei film. Una parte del pubblico, inoltre, non ha approvato le tematiche di alcuni film, ritenute non adatte ai minori presenti in Piazza del Comune. Infine ci sembra giusto sottolineare la chiusura dell’unico cinema di Sabaudia, lo storico “Augustus”, chiusura avvenuta tre anni fa, fatto grave in una piccola città così ricca di eventi culturali. Per maggiori dettagli sui film inclusi nel programma del Festival, si consiglia di visitare il seguente sito: http://www.latinatoday.it/eventi/sabaudia-film-festival-cinema2016.html Giovanna D’Arbitrio
"UNA DONNA TANTE DONNE", UN BEL LIBRO
post pubblicato in diario, il 17 giugno 2016
“UNA DONNA TANTE DONNE” (Ed. Albatros), di Maria Rosa Vitiello, candidato al Premio Pavoncella 2016, dedicato alla creatività femminile, si è classificato tra i primi cinque libri scelti dalla Giuria nel settore Narrativa tra diverse opere proposte quest’anno da note case editrici. Molto più alto senz’altro il livello rispetto agli altri anni, con libri complessi e originali sia per contenuto che per forma. La casa editrice Albatros ha così presentato il libro: “Una donna: quante realtà diverse può essere una donna durante il suo percorso? Una bambina, una ragazza, un’adulta, una moglie, un’amante, una complice, una madre, un’amica, una nonna, un sogno, una speranza. Eppure è sempre una, come uno è il diamante che mostra mille sfaccettature iridescenti. Siamo in un tempo che sembra lontano millenni, ma che ancora palpita nel cuore di chi l’ha vissuto ed è oggi tra noi. Seconda metà del Novecento: la guerra è ¬ finita da poco, il Paese si organizza e lentamente si ricostruisce. C’è gran fermento in casa della piccola Marina, sei anni, mentre si attende lo zio d’America. In poche semplici parole, Maria Rosaria Vitiello riesce a dipingere un quadro straordinario e dettagliato su un’Italia ingiallita dal tempo. Quello stesso tempo che abbraccia le radici di tutti noi”. Dai cenni biografici apprendiamo che Maria Rosaria Vitiello è nata a Napoli nel 1942. Dopo la laurea in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, ha conseguito il Diploma di abilitazione per l’insegnamento di materie letterarie nella scuola media e la specializzazione per lo svolgimento di attività psicopedagogica nella scuola elementare e media svolta come Funzione obiettivo per disagio, orientamento, integrazione ed inserimento di alunni extracomunitari. È Presidente dell’associazione culturale “Sabaudia per Sabaudia” ¬ finalizzata alla salvaguardia del patrimonio architettonico e alla promozione di eventi culturali ed artistici. Ho conosciuto l’autrice in casa di amici a Sabaudia e mi ha colpita per la vis comica (tipicamente napoletana) nel raccontare barzellette, nonché per la sua cultura e tanti valori che ci accomunano, comprese certe delusioni a livello politico di una gioventù anni ‘60 che sperava di cambiare il mondo. Quanto squallore ci ha regalato quest’epoca in cui prevalgono poltrone, intrighi, inciuci, corruzione banche e finanza, sia a livello locale (con baruffe chiozzotte!), che nazionale e internazionale! Nel leggere il suo libro ho ritrovato una parte dei miei ricordi d’infanzia, in particolare del dopoguerra e degli anni ’50, anche se le trama è molto centrata sulle vicende autobiografiche dell’autrice: ricordi che fanno parte della “nostra memoria collettiva”, del nostro passato. Penso che tutti i napoletani, non solo le donne, nel leggere il libro si ritroveranno nelle realistiche e folcloristiche descrizioni di vicoli, tradizioni, giochi d’infanzia, nonché nel personaggio dello “zio d’America”, presente in molte famiglie. Un libro “vero”, semplice, scritto con il cuore e che si legge tutto d’un fiato, avendo il pregio di essere conciso e breve. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2016
post pubblicato in diario, il 22 aprile 2016
È per me davvero un onore far parte della Giuria del Premio Pavoncella dedicato alla creatività femminile, un evento culturale di grande spessore che sta “crescendo” di anno in anno, riscuotendo successi e consensi sia a livello nazionale che internazionale. Con grande piacere quindi diffondo il primo comunicato stampa, relativo all’edizione 2016, a cura di Romano Tripodi. Quest’anno tra le premiate, come lo scorso anno ci saranno due giovani napoletane: Alice Hansen, restauratrice di opere d’arte moderne e contemporanee specializzata in conservazione delle opere d’arte e di design in materiali sintetici; Federica De Rosa, storica dell’arte. “É la “rosa” dei libri finalisti, a fare da apripista alla V edizione del “Premio Pavoncella alla creatività femminile”, che si svolgerà il 4 giugno prossimo a Sabaudia. Un Evento ideato ed organizzato da Francesca d’Oriano, presidente di Arte Oltre, che gode del Patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Sabaudia, della Regione Lazio, della Provincia di Latina, dell’Ente Parco del Circeo e della Pro Loco di Sabaudia, e che ha ormai assunto una acclarata valenza nazionale ed internazionale, con un obiettivo di fondo: dare il giusto riconoscimento e ribalta mediatica alle “eccellenze in rosa” che hanno brillato e si sono generosamente spese, sovente nell’anonimato assoluto, nei vari comparti della società civile, del mondo universitario , del sociale, della ricerca scientifica, dell’arte e dell’imprenditoria. Una scelta non facile che ha impegnato, per otto mesi e su una base di mero volontariato, la Giuria , presieduta da Fiorenza Taricone, professore ordinario di storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, e formata dalle firme più illustri del giornalismo italiano, carta stampata ed emittenti televisive. Nella “rosa” delle autrici finaliste, dalle quali saranno scelte, entro il 15 maggio, le due vincitrici per il Romanzo e l’Opera prima, sono entrate a far parte: Emanuela Abbadessa con “Fiammetta” (Rizzoli editore); Ludina Barzini con “Solo Amore” (Bompiani); Lavinia Petti con “Il ladro di nebbia” (Longanesi); Maria Rosaria Vitiello “Una donna, tante donne” (Albatros); Alessia Lionello per “Sono morto dalle risate” (Bompiani); Francesca Fornario con “La banda della culla” (Einaudi); e Paola Cereda con “Le tre notti dell’abbondanza”(Piemme Editore). Madrina di questa V edizione del “Pavoncella” sarà Pamela Villoresi, una delle interpreti più importanti e significative del Teatro italiano. Il tema della nutrizione e dell’alimentazione umana costituirà invece il “fil rouge” che unirà le scienziate, le ricercatrici, le neo laureate e le specializzanti, che la Giuria ha deciso di premiare quest’anno con attestati mirati ed una borsa di studio intitolata a Dino Rago, un imprenditore lucano, dalla grande onestà e dalle larghe vedute professionali ,scomparso prematuramente trent’anni fa e che il fratello Donato, che ne ha raccolto il testimone, vuole ricordare, insieme ai nipoti. Si rinsalda anche questa volta il legame con Napoli e la sua Cultura premiando due giovani docenti del capoluogo partenopeo: Federica De Rosa per la conoscenza dell’Arte italiana e napoletana ed Alice Hansen per la valorizzazione dell’Arte e del Design. Ed è un’altra giovane, la violoncellista, Kyung Mi Lee, artista di fama mondiale, ad aggiudicarsi il “Pavoncella” per la “internazionalizzazione dei linguaggi musicali”. Grande attesa infine per gli speciali riconoscimenti “Donna dell’Anno” e “Donna dello Stato e per lo Stato” che verranno annunciati tra giorni unitamente alle donazioni che l’organizzazione ha previsto per due associazioni che operano da anni nel sociale.(a cura di Romano Tripodi)”. Napoli e Sabaudia, due luoghi a me cari per il particolare fascino che da essi s’irradia, un mix di cultura e luminosi paesaggi, di storia e antiche leggende: una degna sede per onorare le donne e la loro creatività. Giovanna D’Arbitrio
CONCERTO "SALIERI E MOZART A PROCESSO"
post pubblicato in diario, il 26 agosto 2015
Il 25 agosto alle ore 21:00, nella Corte Comunale del Comune di Sabaudia, ha avuto luogo il concerto “Salieri e Mozart a processo”, nell'ambito dell'estate musicale di Sabaudia. L'orchestra ASSAMI, diretta da Beatrice Venezi e composta da allievi diplomati del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, ha svolto il ruolo di guida musicale ala rappresentazione dell processo che si celebrò il 17 maggio 1997 nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano e che vide Antonio Salieri imputato, a due secoli di distanza, della morte di Mozart. Nel comunicato stampa dell’Ufficio Cultura di Sabaudia si legge quanto segue: ”Singolari i protagonisti e singolare il capo d'imputazione, ma del tutto rituale il processo celebrato da un collegio giudicante composto da Magistrati in funzione e presieduto dall'allora presidente della Corte d'Appello di Milano, in cui il ruolo di Pubblico Ministero fu ricoperto da altro Magistrato effettivo e la difesa garantita da valenti Avvocati del Foro di Milano. Il dispositivo finale fu – e non poteva essere diversamente – di assoluzione per non aver commesso il fatto, non essendo state acquisite prove di un avvelenamento di Mozart da parte di Salieri, ma il processo del 17 maggio fu comunque un'occasione per rievocare la figura di due grandi musicisti che, pur riproposti al pubblico in termini alquanto diversi dalla loro reale personalità dal famoso film “Amadeus” di Milos Forman, hanno caratterizzato l'evoluzione musicale dal 700 all'800. Ci preme segnalare che l'Ensemble dell'ASSAMI – che ha eseguito “Armonia per un tempio nella notte” di Antonio Salieri e la “Gran partita” K 361 di Mozart – è stao diretto nell'occasione da Beatrice Venezi che, pur nella sua ancora brevissima carriera di direttore d'orchestra, ha saputo mettere in luce un brillante talento che le è valso, tra gli altri riconoscimenti, il prestigioso premio “La Musica per la Vita”, conferitole l'8 marzo 2015 dall'ASSAMI. Consapevole del prestigio dell'evento, con grande soddisfazione, l'Assessore alla Cultura Turismo e Spettacolo Marilena Gelardi, ha così commentato: “ho trovato interessante e di grande valore la proposta dell'associazione ASSAMI di presentare a Sabaudia il concerto “Salieri e Mozart a processo”, per offrire un'ulteriore esibizione di altissimo livello agli amanti della buona musica”. Giovanna D’Arbitrio
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