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LA CANTATA DEI PASTORI, AL TEATRO DELLE PALME DI NAPOLI
post pubblicato in diario, il 5 gennaio 2016
E’ in scena al Teatro delle Palme di Napoli “Razzullo e Sarchiapone - La Cantata Dei Pastori” ,con la regia di Massimo Andrei e le musiche di Carlo Faiello, uno spettacolo che sta riscuotendo molto successo, dovuto in particolare alla presenza di due bravi attori napoletani, Giovanni Mauriello e Benedetto Casillo. A quanto pare il nome “Sarchiapone” comparve per la prima volta nel “Cunto de li cunti” di Giambattista Basile (1634-36), poi alla fine del ‘700 divenne uno dei personaggi principali della Cantata dei Pastori, opera teatrale di Andrea Perrucci che narra il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme tra gli attacchi dei diavoli che cercano di impedire la nascita di Gesù. Tra i protagonisti c’era già il personaggio comico di Razzullo, uno scrivano sempre affamato inviato in Palestina per il censimento, a lui fu poi aggiunto quello di Sarchiapone, un barbiere in fuga per aver commesso due omicidi. Nel 1889 la sacra rappresentazione fu sospesa per un certo tempo per il tono divenuto troppo profano. L’attuale rappresentazione della coppia Casillo-Mauriello mette in risalto le maschere di Razzullo e Sarchiapone, ispirandosi al tradizionale teatro in dialetto napoletano. Nelle note di regia leggiamo quanto segue: “Abbiamo tratto tutto quello che attraverso i secoli, la tradizione popolare aveva aggiunto nel dramma sacro di Andrea Perrucci (Il Verbo Umanato) comunemente detto La Cantata Dei Pastori. E cioè abbiamo celebrato Sarchiapone, personaggio che Perrucci non aveva neanche immaginato, ma ben presto la popolazione aveva fatto scendere in campo durante le rappresentazioni; abbiamo recuperato, da svariati e desueti copioni di provincia, le scene comiche col napoletano Razzullo, i canti e le musiche della tradizione popolare, antica e moderna. Abbiamo tentato la via dell’emozione natalizia percorrendo la semplificazione di linee e di colori e non per scelta, ma per necessità: è cambiato e manca quel popolo rumoreggiante, sazio o affamato, quella folla che riempiva la Fenice, il Mercadante e gli altri teatri della città di Napoli la notte di Natale dei secoli passati e non volevamo proporre un’opera cristallizzata o museale allestita per quel pubblico. Abbiamo scelto la via della favola e del sogno per accendere un’emozione antica nel pubblico dei nostri tempi, spesso smarrito riguardo ai valori della tradizione e della religione. Il nostro popolo trascorre la sera di Natale, scorrendo il touch screen degli smartphone, inviando, ricevendo e spiando auguri e messaggi virtuali, intervallando la navigazione con qualche pesce cucinato alla masterchef o qualche insalata russa rigorosamente light. Neanche più con l’antico capitone fritto, proposto da una nonna “retrograda”, ma terrore delle nuove generazioni animaliste o vegane. Tuttavia non c’è niente di nostalgico in questa Favola di Razzullo e Sarchiapone, ma solo la voglia di raccontare ed emozionarsi… e perché no, divertirsi”. Lo spettacolo include infatti dialoghi comici ai quali Casillo e Mauriello danno spessore con la loro bravura, nonché canti e musiche aggiunte al testo tradizionale e rielaborazioni di Carlo Faiello. Bravissimi i giovani cantanti e musicisti. Si replica fino al 7 gennaio. Giovanna D’Arbitrio
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