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DUE FILM DA OSCAR: HUGO CABRET, THE ARTIST
post pubblicato in diario, il 17 febbraio 2012
           

Per i cinefili come la sottoscritta  HUGO CABRET di Martin Scorsese e THE ARTIST di Michel Hazanavicus, due film che esaltano il cinema, rappresentano senz’altro un’ irresistibile attrazione, ma il loro grande successo non solo di critica ma anche di pubblico, dimostra che il” cinema di qualità” s’impone e coinvolge tutti se punta su originalità, fantasia e sentimento.

 

“HUGO CABRET”, tratto dall’omonimo libro di Brian Selznick, candidato a 11 premi Oscar, narra la storia di un orfano che vive nascosto nella stazione di Montparnasse, continuando il lavoro dello Zio Claude (Ray Winstone) che dopo avergli insegnato a ricaricare gli orologi  lo abbandona.  Attraverso i grandi occhi azzurri di Hugo (Asa Butterfield) che  osserva  il via-vai dei passeggeri  e tante divertenti “scenette”, quasi dei siparietti su alcuni personaggi particolari, come il gendarme, la fioraia, la signora con il cane, il giocattolaio, il bibliotecario, lo spettatore viene immerso nel passato di una coloratissima e smagliante Parigi del 1927.

 

Nella torre-orologio della stazione in cui abita, Hugo conserva un automa rotto che egli si ostina a riparare rubando pezzi al giocattolaio (Ben Kingsley), padrino della sua amica Isabelle (Emanuela Ionica), convinto che esso possa svelargli qualche segreto messaggio del padre morto in un incendio (Jude Law). Attraverso interessanti rivelazioni e colpi di scena ricchi di suspense e atmosfere  sospese tra sogno e realtà, le vicende del passato portano alla luce la verità, facendo  scoprire a Hugo anche il magico fascino del cinema, in particolare dei film di Georges Méliès, creatore di fantastici automi per le sue pellicole.

 

 Hugo Cabret  è un film sull’AMORE  (si ha quasi pudore ad usare questa parola oggi), un amore che eleva gli animi e fa scoprire il senso della vita. Il robot si “anima” simbolicamente solo con una chiave a forma di cuore, una magica chiave che trasforma tutti i personaggi del film e ne “aggiusta” i meccanismi bloccati dolorosamente nella psiche. In effetti il mondo viene paragonato da Hugo ad una grande macchina in cui ogni “pezzo” ha una funzione come  gli esseri umani che hanno un compito, un obiettivo da raggiungere.

 

E di AMORE e delicati sentimenti parla anche THE ARTIST, candidato a 10 premi Oscar, film muto in bianco e nero che inaspettatamente ha riscosso un grande successo, dimostrando ancora una volta che l’alta qualità è sempre vincente quando si unisce a humour, originalità e sentimenti sinceri.

 

L’anno è sempre lo stesso 1927, ma ora siamo a Hollywood dove George Valentin (Jean Dujardin), noto attore del cinema muto è osannato ed applaudito alla premiere di un suo film. Qui per caso incontra una graziosa aspirante attrice di cui s’innamora e che poi farà una brillante carriera nel cinema sonoro con il nome di Peppy Miller (Berenice Bejo). Valentin, invece, orgoglioso dei suoi successi, rifiuta tale novità e in breve sarà dimenticato da tutti, ma sarò salvato dalll’amore di Peppy, del suo fedele cane (che anima il film con divertenti gag) e dell’affettuoso maggiordomo-autista Clifton (James Cromwell). Ricordiamo che J. Dujardin ha già vinto a Cannes il premio per la miglior interpretazione maschile per l’ottima interpretazione e il suo volto luminoso ed espressivo che dona tante emozioni.

 

Davvero una sferzata di energia positiva e di ottimismo, particolarmente apprezzata dagli spettatori che si sentono così più rilassati e pronti ad affrontare la vita con maggior coraggio.

Giovanna D’Arbitrio

 

 

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