.
Annunci online

NATALE, I BAMBINI E LE GUERRE
post pubblicato in diario, il 12 dicembre 2015
Mentre preparavo il presepe e l’albero di Natale, una notizia data quasi en passant da un tg è arrivata dalla televisore fino a me come un pugno nello stomaco: “700 bambini, figli di migranti, sono morti in mare quest’anno”. Sconvolgente! Come mai non avevamo portato il conto finora?! E a quanto pare, il numero è destinato a crescere se guerre e violenze continueranno. Eppure qualche mese fa l’immagine di un solo bambino, trovato morto sulla spiaggia, aveva fatto commuovere migliaia di persone in tutto il mondo e molte nazioni si erano aperte alla solidarietà verso i migranti, ma dopo i recenti attentati terroristici la paura fa innalzare ancora barriere e così nemmeno i 700 bambini già morti, né quelli che continueranno a morire riusciranno a suscitare di nuovo un po’ di pietà. Allora ho pensato ad un articolo da me scritto tempo fa sul particolare rapporto che lega “i bambini e il mare” (titolo dell’articolo). Eccone uno stralcio: “Quando i bambini vedono il mare per la prima volta i loro occhi si riempiono di meraviglia e di gioia, talvolta battono le mani e i più grandi e audaci corrono verso l’acqua con le piccole braccia spalancate, guazzando poi felici nelle acque poco profonde, sorvegliati con cura dagli adulti. Il sole illumina i loro sorrisi che rallegrano la spiaggia, mentre genitori e nonni li guardano incantati per ogni loro prodezza o nuovi buffi modi di gesticolare o parlare per comunicare con il mondo esterno. La sabbia offre loro mille fantastici giochi da inventare: castelli, torri, ponti e altre creative costruzioni, conchiglie li attirano con svariate forme e colori, secchielli, palette e rastrelli e quant’altro sono sparsi intorno a loro. Spesso fanno amicizia e giocano insieme per lunghe ore. Tutto sembra fermarsi in uno spazio indefinibile e in un tempo “sospeso” fuori dalla realtà in cui l’innocenza e la purezza aleggiano nell’aria. Anche gli adulti, lontani da ogni volgarità o bruttura, nell’osservarli ritrovano forse quel magico mondo dell’infanzia che purtroppo dura così poco. Ci vengono poi in mente quei bambini che non hanno un’infanzia normale, vittime di degrado, fame, malattie, violenze e guerre e ci chiediamo come mai ancor oggi possa accadere tutto ciò. Vorremmo che tutti i bambini del mondo potessero giocare felici sulle spiagge, vicino al mare, sotto il sole”. Il mare dovrebbe essere fonte di gioia per i bambini, non un grande, mostruoso cimitero che li ghermisce tutti i giorni con crudeltà. E l’antica domanda ritorna quando si parla di guerre o altri eventi storici: “Cui prodest? A chi giova?”. Di sicuro, non ai bambini. Comprendiamo che il terrorismo vada combattuto, ma auspichiamo soluzioni che non conducano ad una nuova guerra mondiale: interventi ONU per il mantenimento della pace, sistemi d’intelligence congiunti per utile scambio d’informazioni, strategie economico-finanziarie globalizzate più umane che rispettino persone e ambiente, supporto degli arabi democratici. Senza dubbio tutte le strade che portano alla pace vanno percorse, pur di evitare altre guerre e ulteriore spargimento di sangue. Mi ritorna spesso in mente la bella canzone natalizia di J. Lennon “Happy ‘Xmas - War is over” oppure l’impareggiabile “Imagine”, in cui egli ci invita ad immaginare un mondo futuro pacificato e unito. Eccole: https://www.youtube.com/watch?v=z8Vfp48laS8 https://www.youtube.com/watch?v=X-asa07vXOU Giovanna D’Arbitrio
I BAMBINI E IL MARE
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2014
           

Quando i bambini vedono il mare per la prima volta i loro occhi si riempiono di meraviglia e di gioia, talvolta battono le mani e i più grandi e audaci corrono verso l’acqua con le piccole braccia spalancate, guazzando poi felici nelle acque poco profonde, sorvegliati con cura dagli adulti.

 

Il sole illumina i loro sorrisi che rallegrano la spiaggia, mentre genitori e nonni li guardano incantati per ogni loro prodezza o nuovi buffi modi di gesticolare o parlare per comunicare con il mondo esterno.  La sabbia offre loro mille fantastici giochi da inventare: castelli, torri, ponti e altre creative costruzioni, conchiglie  li attirano con svariate forme e colori, secchielli, palette e rastrelli e quant’altro sono sparsi intorno a loro. Spesso fanno amicizia e giocano insieme per lunghe ore.

 

Tutto sembra fermarsi in uno spazio indefinibile e in un tempo “sospeso” fuori dalla realtà in cui l’innocenza e la purezza aleggiano nell’aria. Anche gli adulti, lontani da ogni volgarità o bruttura, nell’osservarli ritrovano forse quel magico mondo dell’infanzia che purtroppo dura così poco.

 

Ci vengono poi in mente quei bambini che non hanno  un’infanzia normale, vittime di degrado, fame, malattie, violenze e guerre e ci chiediamo come mai ancor oggi possa accadere tutto ciò.  Vorremmo che tutti i bambini del mondo potessero giocare felici  sulle spiagge, vicino al mare, sotto il sole.

 

Eppure anche qui, sui lidi italiani, si annidano mille pericoli e bisogna vigilare con cura, mai distrarsi: talvolta basta un attimo e all’improvviso arriva il dramma. Quanti bambini rapiti, vittime di pedofili, quanti morti per incidenti banali o crudele fatalità!

 

Sul litorale di Sabaudia, qualche anno fa, morì una bellissima bimba di 5 anni: un avvenimento che sconvolse tutti i bagnanti. Ancora non si conoscono con precisione le cause del decesso. Congestione? Soffocamento dovuto ad una maschera usata per osservare il fondale? Un malore improvviso? Non si sa, ma sembra assurdo che una giovane vita venga stroncata così, all’improvviso, sotto gli occhi di tante persone.

 

Forse dovremmo imparare a sorvegliare tutti i bimbi che incontriamo sulla nostra strada, come se fossero nostri figli, aiutando così i genitori nel difficile compito di evitare pericoli ed incidenti.

 

Con il passar del tempo forse molti dimenticheranno questo triste evento, ma coloro che quel giorno furono presenti non potranno fare a meno di sorvegliare ora con maggiore attenzione i bambini che giocano intorno a noi. Vorremmo vederli sempre felici,  protetti e circondati dal vigile amore di tutti gli esseri umani buoni e sensibili.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

Sfoglia novembre        gennaio