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LIBRO "LA BANDA DELLA CULLA"
post pubblicato in diario, il 6 luglio 2016
“La banda della culla”, di Francesca Fornario (Ed. Einaudi),candidato al Premio Pavoncella, anche se non ha ricevuto alcun premio è senz’altro un libro molto interessante sui problemi delle giovani coppie che desiderano avere un figlio. “Nella sala d'aspetto di una ginecologa romana si incrociano i destini di Claudia e Francesco, Veronica e Camilla, Giulia e Miguel.- si legge nella presentazione del testo- Sei vite che vogliono generare nuove vite. Ma non possono. Non in Italia, dove se hai un contratto precario, o un ovaio policistico, o origini straniere rimani impigliato nella peggiore giungla di divieti e norme arcaiche immaginate da un Paese che dichiara di amare la famiglia ma forse, segretamente, non la sopporta. Così parte l'avventura comica e disperata della «banda della culla», che sfida la legge per avere giustizia in un Paese dove gli inviati dei talk-show non vengono inviati da nessuna parte, i giornalisti scrivono sotto pseudonimi che scrivono sotto altri pseudonimi, gli argentini fanno i camerieri nei ristoranti messicani...” In effetti il libro fin dalle prime pagine coinvolge il lettore con le storie di sei personaggi, cioè tre coppie molto diverse tra loro, ma accomunate dal desiderio di avere un figlio: Claudia e Francesco, studenti fuori sede, desiderano lavorare per poter avere un bambino. Quando lei rimane incinta hanno solo tre mesi di tempo (cioè fino allo scadere dei termini legali per l'aborto) per cercare disperatamente un'assunzione; Veronica ha un lavoro ben pagato nel talk show di punta della Tv pubblica, come inviata che non viene inviata da nessuna parte (i suoi servizi da Strasburgo sono in realtà collegamenti da Montecitorio e Palazzo Chigi): ha una relazione con Camilla, sua compagna da dieci anni, ma la legge in Italia non consente a una coppia omosessuale di mettere al mondo un figlio; Giulia ha una casa e un lavoro a tempo indeterminato, è sposata in chiesa, ma ha una disfunzione alle ovaie che non le consente di rimanere incinta, vorrebbe ricorrere a una fecondazione assistita, ma la legge in Italia non lo permette, allora cerca di adottare un bambino, ma suo marito Miguel, figlio di desaparecidos argentini, cresciuto in Italia, ha precedenti penali a causa della legge Bossi-Fini. Claudia non ne può più e convoca tutti per decidere cosa fare per risolvere i loro problemi. Il libro è senz’altro un racconto molto realistico, centrato sui problemi dei giovani d’oggi, in particolare in Italia dove mancanza di lavoro e leggi farraginose e arcaiche non aiutano le coppie che vogliono mettere su famiglia. Molto particolare soprattutto il personaggio di Claudia, tenera, forte e anticonformista: i suoi discorsi e pensieri ricchi di humour, fanno sorridere pur stimolando serie riflessioni. Francesca Fornario è nota come giornalista, autrice satirica e attrice in radio e tv, su Rai 2 ha condotto Un giorno da pecora con Geppi Cucciari e Giorgio Lauro e lo show satirico Mamma non mamma con Federica Cifola. La banda della culla è il suo primo romanzo. Giovanna D’Arbitrio
PROGRESSO SCIENTIFICO ED ETICA
post pubblicato in diario, il 17 settembre 2009

Nel libro “My Sister’s Keeper” di Jodi Picoult  si legge: - Io ero nata con uno scopo ben preciso. Ero nata perché uno scienziato era riuscito a mettere insieme…una certa combinazione di materiale genetico… perché poteva salvare mia sorella Kate -.

Dal testo, un best seller negli U.S.A., è stato tratto anche un film “La custode di mia sorella”(del regista Nick Cassavetes) che, pur strappando emozioni con toni mélo, pone laceranti interrogativi sulla manipolazione genetica delle cellule prenatali, l’accanimento terapeutico e il rispetto delle libere scelte dei minori, i cui diritti spesso vengono ignorati. La storia di Anna, una ragazzina di 11 anni concepita in provetta per salvare la sorella, Kate, malata di leucemia, sconvolge e fa riflettere. Usata come donatrice di midollo, sangue e quant’altro, quando si arriva alla decisione di espiantarle un rene( poiché Kate, in continua dialisi, entra in fase terminale) ella si ribella, si rivolge ad un avvocato e chiede “l’emancipazione medica”, cioè il diritto di poter disporre del suo corpo sottraendosi alle imposizioni di medici e familiari. Il film ha un finale a sorpresa e punta su libere scelte, altruismo e buoni sentimenti, ma in fondo mette in risalto l’esigenza di legiferare nel campo dell’ingegneria genetica che francamente, tra manipolazioni di ogni genere su piante, animali e uomini, suscita gravi preoccupazioni sul futuro dell’umanità.

Era il 1970 quando l’oncologo Van Rensselaer Potter usò il termine  “bioetica” in un suo articolo “Bioethics. The science of servival”. Nel libro “Bioethics. Bridge to the future”,  egli sottolineò poi la necessità di una nuova scienza che possa consentire  all’uomo di sopravvivere utilizzando i suoi valori morali, che faccia cioè da “ponte” tra conoscenze scientifiche e quelle umanistiche e tuteli non solo la vita umana, ma anche animali e piante, ossia il pianeta Terra nel suo insieme.

 Oggi ci preoccupa soprattutto tutto ciò che avviene in modo “Illegale” o che è pilotato da “discutibili interessi” di carattere  politico-economico o pseudo - religioso. OGM che stanno contaminando tutta la natura, clonazione di animali, traffici illeciti di organi espiantati anche a bambini indifesi, turismo procreativo, uteri in affitto, banche di materiale genetico (non controllate da nessuno!), aborti illegali fonti di violenze, umiliazioni e morte per tante donne ed altri scottanti temi sono al centro di numerosi dibattiti.  Libri come “Venuto al mondo”  M. Mazzantini   e “Tu dentro di me”  della giornalista E. Costantini mettono in rilievo la mancanza di una legislazione adeguata in materia, spesso rigida, dogmatica, dottrinale in alcuni paesi o troppo permissiva in altri. Stupiscono sia le strumentalizzazioni di ogni tipo sull’eterna  “condizione femminile”,  sia la mancanza di distinzione fra l’irresponsabile, superficiale sessualità “usa e getta” di donne, uomini e tanti disinformati adolescenti ,condizionati da una mentalità consumistica vuota e spesso brutale, e quella di esseri umani che invece per seri motivi sono costretti ad affrontare  veri e propri drammi a livello psichico ed esistenziale. Ci sono poi coloro che, vivendo ai margini delle nostre opulente città occidentali o nei paesi del terzo mondo, senza alcuna vera libertà di scelta per mancanza di cultura, di una corretta educazione sessuale e di mezzi per accedere ai contraccettivi, subiscono pesanti ripercussioni e violazione dei diritti umani, proprio per l’assenza di giuste leggi, anche nei paesi ritenuti “civili”, oppure diventano essi stessi portatori di ulteriori violenze e illegalità.

Il paradigma “dicotomico” che domina la nostra società, impone la separazione tra scienza e coscienza,  progresso scientifico ed etica, corpo e anima, uomo e natura, nazioni e culture, Nord e Sud, Est e Ovest, impedendo così un positivo processo evolutivo dell’Umanità attraverso un risveglio della Coscienza “unitaria”. Oggi perfino una minuscola particella di materia non può essere più considerata come qualcosa di separato, meccanicistico e statico, ma si presenta come microcosmo dinamico ed in qualche modo “intelligente”  che rispecchia il macrocosmo, l’Unità del Tutto,  come le significative scoperte scientifiche nel campo della fisica quantistica hanno già dimostrato, superando le conoscenze newtoniane. Sarebbe un bene per tutti aggiornarsi sull’argomento leggendo le opere del grande fisico David Bohm (“Wholeness and the Implicate Order”, “Quantum Theory” ecc.) o del premio Nobel,  Francis Crick (“Life itself”, “The scientific search for the Soul” ecc.) o i testi che ci parlano del cosiddetto “esperimento a doppia fenditura”, iniziato da Young e Maxwell nel secolo scorso e portato a termine da un Americano, C. Jonsson, e poi da tre Italiani Merli, Missiroli e Pozzi.

Concludendo, solo elevando la Coscienza, cioè la consapevolezza del genere umano, si può arrivare ad un vero cambiamento della nostra società . Cito quindi i versi di una piccola poesia di Francis Bourdillon:

La notte ha mille occhi, il giorno solo uno,            La mente ha mille occhi e il cuore solo uno,

eppure la luce del mondo luminoso muore           eppure la luce di un’intera vita muore,

 col sole che muore.                                                    quando l’amore è finito.

Giovanna D’Arbitrio

 

 

  

 

 

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