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"LA MUSICA PROVATA", al teatro Bellini di Napoli
post pubblicato in diario, il 28 ottobre 2015
Al teatro Bellini di Napoli andrà in scena(3-8 novembre 2015) “La musica provata”, uno spettacolo ispirato all’omonimo libro di Erri De Luca. Nella presentazione del testo così viene descritta la “musica provata”:-La musica provata comincia sui banchi del liceo con il celebre invito omerico alla musa "cantami o diva del pelide Achille", con la Napoli delle canzoni ottocentesche, con Ciccio Formaggio, con le incisioni beethoveniane di Arturo Toscanini, e prosegue dentro i canti di Pete Seeger negli anni Sessanta, Il disertore di Boris Vian, le canzoni scritte o rimaneggiate insieme all'amico Gian Maria Testa, l'armonica di Mauro Corona. Ci sono le bombe di Sarajevo e la memoria dei canti della fatica, quelli legati alla terra, quelli legati al lavoro operaio, c'è la musica di Stefano Di Battista e la voce di Nicky Nicolai. C'è il Mediterraneo. C'è tutta una vita che prova a intonare la voce-. Sulla scena De Luca fa rivivere tutte le passioni musicali descritte nel libro attraverso ricordi e canzoni che ricostruiscono una sorta di storia canora, una “chiacchierata musicale” che è un mix poetico di parole e musica. "Patriota del vocabolario" come egli stesso si definisce, ricorda momenti importanti della sua vita e di varie epoche, costruendo racconti intorno al mar Mediterraneo, centro di eventi passati e presenti, di antiche civiltà e divinità, di religioni, riti e tradizioni, di viaggi avventurosi e di migranti. E così nella presentazione dello spettacolo leggiamo: “Un'ironia mai amara quella di Erri, che però non risparmia accuse, contro lo stupro del territorio, contro le atrocità della guerra, che esemplifica nella vita vissuta nella Sarajevo assediata, non per questo vuota di amanti e di storie meravigliose di poeti conosciuti. E la poesia salva, ricostruisce, dà quel bagliore che illumina anche i tempi più tetri. La splendida band che dà il suono alle parole, è in qualche modo da lui diretta, perché le musiche sono sue poesie e sono legate in modo indissolubile alla sua poetica: una splendida Nicky Nicolai, non solo le canta magistralmente, ma le riempie della sua prorompente vitalità, in qualche modo reinterpretandole e rivivendole, come nella metamorfosi della canzone napoletana Je te vurria vasa', trasformata da versi stupendi di Erri, in quello che ogni amante vorrebbe sentirsi dire.- Je te vurria vasa'- sospira la canzone- Ma prima e più di questo io ti vorrei bastare. Je te vurria vasa', come la gola al canto, come il coltello al pane, come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare, Io te vurria abbasta'. Io te vurria vasa'- insiste la canzone- ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare. Io te vurria manca' più del fiato in salita, più di neve a Natale, di benda su ferite, più di farina e sale. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare, in nessun altro odore addormentare. Io ti vorrei mancare, Io tu vurria mancà”. Il sax di Stefano Di Battista è un fantastico complemento, e con sottolineature musicali ardite e commoventi, fa de "La musica provata" uno spettacolo che entra nell’anima”. Giovanna D’Arbitrio
FILM "YOUTH-LA GIOVINEZZA"
post pubblicato in diario, il 23 maggio 2015
Dopo essersi guadagnato l’ Oscar per “La Grande Bellezza”, Paolo Sorrentino ha presentato il suo nuovo film “Youth – La Giovinezza” a Cannes dove è stato accolto dal pubblico con dieci minuti di applausi. La storia comincia sulle Alpi svizzere dove due amici ottantenni trascorrono un periodo di vacanza: Fred Ballinger (Michael Caine) compositore e direttore d’orchestra che rifiuta di suonare ancora benché invitato dalla regina Elisabetta a dirigere un concerto a Londra, e Mick Boyle (Harvey Keitel), noto regista che sta preparando la sceneggiatura di un film testamento con un gruppo di giovani attori. Egli cerca di reclutare nel cast Brenda Morel (Jane Fonda), un’anziana attrice che non accetta la proposta poiché considera Nick “troppo vecchio” per fare un film di successo, scatenando in lui una drammatica reazione. Accanto ai vecchi troviamo i giovani: Lena, figlia di Fred (Rachel Weisz) da poco divorziata dal marito, figlio di Nick, poi un attore californiano (Paul Dano) che si sforza di entrare nel personaggio di Hitler, una splendida Miss Universo (Madalina Ghenea), un Maradona terribilmente obeso, interpretato da Roly Serrano, e una miriade di personaggi minori anch’essi descritti con abilità e fantasia, come la sensibile massaggiatrice(Luna Zimic Mijovic) che con il tocco delle sue mani riesce a intuire lo stato d’animo dei clienti o il monaco buddista che medita sul prato dell’albergo e levita nell’aria. Sorrentino scava nell’anima dei personaggi mettendone a nudo problemi e fragilità, ora ancorandosi alla realtà con dialoghi brillanti e ricchi di humor oppure drammatici e crudi, ora innalzandosi verso l’alto con inquadrature di magica bellezza , immagini piene di luce, meravigliosi paesaggi alpini esaltati dalla fotografia (Luca Bigazzi), coinvolgenti melodie e cori (David Lang). La musica per Sorrentino si può percepire ovunque, ci circonda, ci avvolge: Nick la trova in una carta di caramella che stropicciata tra le dita serve a scandire il ritmo, nei campanacci delle mucche sui prati, nel soffio del vento che agita le fronde, nei rumori della vita quotidiana. Altro elemento spesso presente nei suoi film è l’acqua , sia pure quella di una piscina, in cui corpi giovani e vecchi s’immergono per rilassarsi e purificarsi, per osservare gli altri o per parlare e confidarsi con sincerità, come fanno Fred e Nick. Il tema del film è ovviamente la vecchiaia che si nutre di ricordi del passato e nello stesso tempo non sa come affrontare il futuro nei pochi anni che restano. Significativa a tal proposito la scena in cui Nick invita una ragazza a osservare le montagne con un cannocchiale e quando ella esclama “sembrano molto vicine!”, egli paragona tale effetto alla gioventù che proiettata verso il futuro la può quasi toccare con mano, l’effetto opposto rappresenta la vecchiaia: è il cannocchiale rovesciato che rimpicciolisce e fa sembrare tutto più inafferrabile e lontano. Malgrado ciò, secondo il regista, se il vecchio non si chiude in se stesso e continua a vivere con atteggiamento positivo, anche gli ultimi anni di vita possono arricchirlo con nuove esperienze fino alla fine. Lo stesso Sorrentino ha affermato in un’intervista: - Il tempo, quello che abbiamo alle spalle e quello che ci resta da vivere è veramente l'unico tema, o almeno quello che interessa a me. il film si intitola “Giovinezza” perché è il futuro che mi interessa, il futuro come uno spazio di libertà, una condizione dell'esistenza che non ha che fare con l'età anagrafica". E anche Jane Fonda ha espresso idee simili, dicendo: "La mia Brenda è una donna che ha messo su una maschera per coprire la sua vulnerabilità. Per me l'età è una questione di atteggiamento, se hai passione e vitalità nello spirito puoi rimanere giovane per tutta la vita”. Concludendo, il futuro anche per un vecchio può rappresentare una grande occasione di libertà spirituale insieme al rispetto per il passato, per i ricordi, la memoria e soprattutto per i sentimenti: tutto ciò lo possiamo trovare in “Youth”, un film di rara bellezza, dedicato ad un altro grande regista napoletano, Francesco Rosi, scomparso da poco. Giovanna D’Arbitrio
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