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FILM "SUFFRAGETTE"
post pubblicato in diario, il 8 marzo 2016
Il film “Suffragette” di Sarah Gravon, apparso sugli schermi italiani alla vigilia dell’8 marzo, giorno dedicato alla Festa delle Donne, ci invita a riflettere sulla condizione femminile. Il film inizia nel 1912 descrivendo la vita di Maud Watts, mite e sottomessa operaia nella lavanderia industriale di Mr Taylor, essere abietto che sfrutta e molesta le sue lavoranti. Tra di loro alcune già da anni sono suffragette, seguaci di Emmeline Pankhurst, fondatrice della Women’s Social and Political Union. Gradualmente anche la timida Maud si lascia coinvolgere dalle compagne, diventando una coraggiosa militante, desiderosa di ribellarsi ai soprusi subiti in fabbrica e di reclamare non solo il diritto al voto, ma anche una vita dignitosa. Quando la lotta diventa violenta negli scontri con la polizia (sassi contro le vetrine, boicottaggio delle linee telegrafiche, bombe in edifici spopolati per non far vittime, ecc.),durante le manifestazioni le suffragette vengono arrestate, sottoposte ad umilianti ricatti e violenze, come l’alimentazione forzata durante gli scioperi della fame intrapresi in carcere per protesta. Anche Maud, arrestata più volte, perde il lavoro, viene ripudiata dal marito che le impedisce di vedere il suo bambino dato da lui in adozione a una coppia benestante. Nel film vengono presentati personaggi storici e alcuni in parte creati dalla regista e sceneggiatrice che ha consultato archivi, giornali dell’epoca, diari e quant’altro, per dar corpo a personaggi come quello di Maud, emblema- mélange di tante suffragette, interpretato con intensa sensibilità da Carey Mulligan. Tra le attrici ricordiamo anche Anne- Marie Duff, nella parte della lavandaia Violet Miller, Helena Bonham Carter nel ruolo Edith Ellyn, famacista ed esperta nel preparare rudimentali esplosivi, Meryll Streep, interprete di E. Pankhurst, Natalie Press, nel ruolo di Emily Davison che durante un Derby ad Epsom nel 1913 morì gettandosi davanti al cavallo del re per attirare la sua attenzione sul movimento. Il film si chiude proprio con le immagini dei funerali della Davison che finalmente fecero balzare in primo piano su tutti i giornali il drammatico avvenimento dando visibilità alla lotta, anche se essa in realtà non era ancora finita, come viene evidenziato nei titoli di coda dove sfilano i nomi delle nazioni e le date relative all’anno in cui le donne poterono votare. E tanto per dare un’idea di ciò che accadde in seguito in alcuni paesi, ricordiamo ad esempio che in Inghilterra il voto alle donne venne concesso nel 1918, in Italia nel 1945, in Arabia Saudita nel 2015. Così dopo tanti secoli di lotte e sofferenze, le donne senz’altro hanno raggiunto dei risultati nelle cosiddette “pari opportunità”, almeno nei paesi occidentali, ma possiamo forse affermare che violenze e soprusi appartengano al passato? I dati Istat ci informano che nel 2015 il 35% delle donne ha subito violenza nel mondo, mentre in Italia le vittime sono state 6 milioni 788mila e, a quanto pare, gli uxoricidi sono in drammatico aumento. Questi sono i dati ufficiali, ma quante donne tacciono e non denunciano i violentatori per paura o per vergogna? E così festeggeremo l’8 marzo anche quest’anno con le rituali mimose, ma ci aspettiamo davvero che qualcosa cambi e che tali allarmanti dati possano decrescere velocemente, agendo soprattutto sulle “cause” che da troppo tempo generano terribili effetti. Giovanna D’Arbitrio
Napoli: convegno su "DONNE E LAVORO"
post pubblicato in diario, il 26 marzo 2014
           

Lunedì 17 Marzo 2014, alle ore 15,30, si è tenuto un importante convegno sul tema “Donne e Lavoro: prospettive ed esperienze a confronto”.

 

 Tra i relatori, in prevalenza donne, presenti diverse imprenditrici: M. Maddaloni (Presidente Camera di Commercio), V. Schiavo (Presidente Confesercenti Campania), C. Miraglia (Assessore Cultura Regione Campania), M. T. Ferrari (Presidente Comitato Imprenditoria Confesercenti), P. Scialoja (Presidente Soroptimist Club Napoli), B. D’Angelo (Consigliere Regionale Campania), L. Festa (Consigliera Pari Opportunità Provincia), R. De Cicco (attrice), M. Coppola (Vice Presidente Sorptimist), M. Catuogno (Presidente AIDDA Campania, imprenditrice), A. Letizia (resp. Coord. Donne Cisl Napoli), M. del Vecchio (Imprenditrice), C. Aiello (Unione Regionale Ordini Forensi), D. Farone (Sorptimist Club Napoli, Comitato Pari Opportunità Ordine Avvocati).

 

Nel corso dell’interessante dibattito, anche se generalmente sono stati rilevati diversi  progressi nel campo delle pari opportunità, molti hanno sottolineato che il percorso verso una piena parità è ancora lungo e che la lotta deve continuare per migliorare la situazione. Pertanto sono state indicate soluzioni, in particolare sui seguenti punti:

 

-Facilitare ed integrare il rapporto lavoro-famiglia, nonché il rispetto per le donne  (evitare discriminazioni per maternità, pretendere maggior rispetto per leggi e diritti, fornire asili  nido, supporto di psicologo aziendale e percorso socio-sanitario in caso di malattie particolari o violenze, secondo Maurizio Maddaloni, Bianca D’Angelo, Luisa Festa, Rosaria De Cicco).

 

-Comunicare, confrontarsi e collaborare attraverso forum, sportelli di imprenditoria femminile, siti on line su competenze e attività, reti con istituzioni e categorie professionali, coworking, tavoli su welfare aziendale (Paola Scialoja, Maria Teresa Ferrari, Tecla Magliacano, Mariolina Coppola, Anna Letizia).

 

-Accesso al credito, creare un fondo bancario per start up  (Vincenzo Schiavo, M. Coppola, Marta Catuogno, L. Festa).

 

-Formazione e informazione: acquisire competenze e informazioni (L. Festa, M. Coppola).

 

-Etica aziendale: non solo profitti, ma etica, equità e solidarietà in cui le donne si distinguono (Marisa Del Vecchio).

 

 Il Presidente della Confesercenti. M. Maddaloni ha affermato: “Il mondo dell’imprenditoria ha la necessità di trovare risposte al tema del binomio donne e lavoro che rappresenta sempre di più un tema centrale per la società e che ha effetti dirompenti”. E secondo i dati forniti da V. Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, nella regione operano 149mila imprese femminili su  567mila aziende (in prevalenza a Benevento e Avellino con il 36%, a Napoli con il 27%”).

 

Sicuramente encomiabili i contributi portati da donne imprenditrici in Campania, in particolare da quelle presenti al convegno che hanno offerto anche la propria esperienza personale durante il dibattito. Ed è parimenti giusto evidenziare che mentre le pari opportunità sembrano crescere in politica, imprenditoria e in altri campi, parallelamente a causa della grave crisi economica tante donne, senz’altro meno fortunate, sono le prime ad essere licenziate e le ultime ad essere assunte, vittime di lavoro nero, discriminazioni, violenze e soprusi perfino nel “civile Occidente”.

 

Ovviamente nel convegno il discorso sulla condizione femminile nei paesi de l terzo mondo non è stato nemmeno sfiorato, poiché sarebbe stato davvero troppo lungo ed impegnativo. Comunque, secondo il modesto parere della sottoscritta, le strategie più efficaci per ottenere migliori risultati, sia nei paesi più progrediti che in quelli sottosviluppati, potrebbero essere Cultura, Istruzione, Formazione (ricordando la coraggiosa battaglia di Malala), indispensabili per scardinare vecchi tabù e considerare finalmente le donne come “esseri umani non inferiori agli uomini”, con uguali diritti umani e civili, nonché pari opportunità.

 

Concludendo, ci auguriamo che i positivi cambiamenti possano essere realizzati proprio grazie alle donne che hanno raggiunto posizioni di potere e a tutti coloro lottano con impegno e  buona volontà.    

Giovanna D’Arbitrio                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

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