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L'HOMO "ZAPPENS" di G. MERMET
post pubblicato in diario, il 9 febbraio 2016
Il sociologo Gérard Mermet, autore di “Francoscopie” (Ed. Larousse), analizzando i cambiamenti della società, rileva che i francesi sono sempre più afflitti da “mobilità” in tutti i campi della vita quotidiana, sia privata che pubblica. Dalla lettura dei suoi scritti, tuttavia, ci accorgiamo che in effetti tali cambiamenti non stanno coinvolgendo solo la Francia, ma gran parte del mondo, soprattutto con l’avanzare della globalizzazione: secondo Mermet dall’Homo Sapiens stiamo passando all’Homo “Zappens”, poiché a quanto pare lo “zapping” (temine usato per indicare il saltare continuo da un canale Tv all’altro)si sta estendendo a tutti gli aspetti della vita. Per quanto riguarda la vita familiare in Francia, ad esempio, si registra un numero crescente di convivenze prevalenti su matrimoni tradizionali, sia civili che religiosi, con un aumento di divorzi seguiti da nuovi matrimoni o nuove convivenze: il numero dei divorzi si è quadruplicato dal 1960, più di un bambino su 10 vive oggi in una famiglia monoparentale (cioè con un solo genitore), circa due milioni di giovani vivono in famiglie “allargate”. La vita lavorativa presenta un’evoluzione simile, con delle carriere che non sono più lineari, ma complicate da un’ ininterrotta successione di impieghi non solo su territorio nazionale, ma estesi a paesi esteri, con numerosi spostamenti che senza dubbio non facilitano rapporti umani stabili. In materia di consumi i francesi cambiano sempre di più prodotti e negozi, a seconda dell’umore o delle offerte speciali. Come fare a meno delle “offerte speciali” in periodo di crisi? Anche in Italia ne sappiamo qualcosa. In un mondo caratterizzato da complessità e incertezza, i francesi cercano spiegazioni e nuovi punti di ancoraggio, dal momento che quelli vecchi sono in crisi: la Scuola non riesce a impersonare con successo il suo ruolo educativo e formativo, la Chiesa non è più capace di attirare i giovani, la Politica condizionata da economia e finanza, disorienta gli elettori che non riescono più a ritrovare le connotazioni classiche di destra e sinistra, le Istituzioni della Repubblica laica non sono più in grado di fornire risposte adeguate. Risultato: sfiducia e populismi predominano. Si parla in genere di una perdita di valori, ma secondo Mermet in realtà è in atto qualcosa di molto più grave. Si tratta di una trasformazione profonda, “un’ inversione spettacolare rispetto ai grandi principi sui quali si fondava la società francese”: il concetto stesso di trascendenza su un mondo spirituale ed eterno è rimpiazzato da una visione materialistica a breve termine; l’apparire ha rimpiazzato l’essere; la forma prevale sul contenuto; i sensi prevalgono sul senso; danaro e prestigio non provengono più dal lavoro serio e onesto, ma dalla notorietà, dal darsi in pasto ai mass media, dal far spettacolo; il principio di continuità è messo a dura prova da nuove tecnologie e progressi scientifici mal utilizzati, eventi socio-culturali e politici causano continui choc, terrorismo incluso. Insomma è in atto un processo di distruzione verso tutto ciò che precedentemente era stato pazientemente costruito e preservato: più che una nuova società, si tratta di una nuova pericolosa civiltà che sta sorgendo. Un quadro davvero negativo del futuro, non solo per i francesi, ma per tutta l’Umanità. E in verità, pur riconoscendo in esso tutto il malessere della nostra epoca che indubbiamente ci condurrà ad affrontare dure prove, non ci sentiamo di accettare le conclusioni pessimistiche di Mermet, rinunciando alla speranza di un mondo migliore. Non tutta l’Umanità è marcia, violenta e distruttiva, c’è una parte di essa che in silenzio continua a lottare strenuamente, preservando i propri ideali. Ne parla con fiducia il filosofo Marco Guzzi nel libro, “La Nuova Umanità” in cui egli sottolinea l’esistenza di un numero crescente di esseri umani più consapevoli e maturi che lottano ogni giorno contro tutte le iniquità, le ingiustizie, le guerre e le violenze del vecchio mondo, con la speranza di poter edificare sulle sue ceneri un mondo nuovo pieno di pace, fratellanza e libertà. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO SABAUDIA CULTURA 2012
post pubblicato in diario, il 11 agosto 2012
           

Mercoledì 8 agosto, alle ore 21,00, si è conclusa  la IV edizione del Premio Sabaudia Cultura con la premiazione dei vincitori. L’importante evento culturale svoltosi sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati, è stato organizzato dal Comune di Sabaudia con la direzione artistica di Luigi Tivelli nel corso di 12 serate in cui sono stati presentati con successo  10 interessanti testi di saggistica.

 

Il Premio del Pubblico è stato assegnato al testo di Carlo Verdone, “La casa sopra i portici”, un coinvolgente racconto dei ricordi giovanili dell’attore legati alla casa della sua famiglia, degno di encomio per  lo stile scorrevole ed ironico. Il Premio della Giuria, presieduta dallo scrittore e giornalista Giovanni Russo, è stato assegnato a Marina Valensise  per il suo libro “Il sole sorge a sud”,  un viaggio-inchiesta sul Mezzogiorno visto non tanto come un “ problema” da risolvere quanto piuttosto come una “risorsa” da  valorizzare.

 

 La medaglia del Presidente della Repubblica è stata assegnata a  Paolo Savona per  “Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi”,  in cui l'autore rigetta le politiche della “vecchia Europa” ed indica le scelte giuste per uscire dalla crisi, mentre una meritata menzione speciale (con medaglia del Presidente del Senato) è stata attribuita al libro di Giuseppe Ayala “Troppe coincidenze”, una graffiante denuncia  suMafia, politica, apparati deviati, giustizia , relazione pericolose ed occasioni perdute” (come si legge nel sottotitolo).

 

 Per la sezione  dedicata alla Letteratura Migrante, il premio della Giuria è stato assegnato a Kaha Mohamed Aden con “Fra-intendimenti”, un libro sulla  Somalia e sulle condizioni delle donne somale in Italia. 

 

Ai vincitori è stata donata una preziosa scultura in bronzo di Pasquale Basile. Particolare interessante: quella assegnata a Carlo Verdone, intitolata “ Ciak si gira”, è stata ispirata dal ricordo del grande Fellini.

 

 Infine sono stati invitati a salire sul palco  Alessio Sartori e Romano Battisti, canottieri delle Fiamme Gialle, medaglie d’argento  alle Olimpiadi, appena rientrati da  Londra, ai quali è stato regalato il simbolo del Comune di Sabaudia: un momento davvero emozionante.

 

Per dovere di cronaca, mi sembra giusto citare anche gli altri libri in concorso presentati in animate conferenze e vivaci dibattiti con il pubblico:  “Storie di sport e di donne” di Giovanni Malagò, “Spudorati” di Mario Giordano; “2030 - La tempesta perfetta” di G. Comin e D. Speroni,  “Eutanasia di un potere” di Marco Damilano. Per la sezione Letteratura Migrante ricordiamo: “Noi italiani neri” di Pap Khouma, “Sud 1982” di Adrian Bravi.

Giovanna D’Arbitrio  

 

 

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