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NOEMI, NAPOLI E IL RESTO DEL MONDO
post pubblicato in diario, il 15 maggio 2019
Migliorano le condizioni della piccola Noemi, colpita da un proiettile il 3 maggio durante un agguato camorristico a Piazza Nazionale, e i napoletani che hanno pregato per sua guarigione, mostrano non solo sentita partecipazione ovunque se ne parli, ma anche grande preoccupazione per una dilagante criminalità nei “quartieri a rischio”. Senz’altro lodevole la reazione emotiva dei napoletani e degli italiani che hanno seguito, e ancora seguono, minuto per minuto i bollettini medici sulle condizioni di salute di Noemi, giuste anche le preghiere nelle chiese e nelle case, comprensibile l’interessamento dei mass media che hanno dato ampio risalto al drammatico avvenimento. Urgono tuttavia significative riflessioni sui nostri comportamenti, nonché su quelli dei media che accendono o spengono i riflettori dove sembra loro più opportuno dirigere (o dirottare) l’attenzione delle masse. Ancor oggi tutte le Tv e i giornali continuano a parlano per ore di Noemi e della criminalità organizzata a Napoli, mentre quotidianamente si tace sulle condizioni di degrado di tante zone periferiche di tutta l’Italia e del mondo… per non parlare del terzo mondo! Su tale tema ho già scritto un articolo: http://www.scenaillustrata.com/public/spip.php?article4428 E ci chiediamo allora perché la morte di un solo bambino susciti tanta emozione, mentre quella di centinaia di minori migranti annegati in mare rientrino quasi in una “normalità”, alla quale ci abituiamo a tal punto da ascoltare notizie dei Tg mentre pranziamo a casa tranquillamente. E ancora, perché non si parli tutti i giorni di bambini vittime di guerre, terrorismo, fame, di traffico di organi, di pedofilia, di lavoro minorile in totale assenza di diritto allo studio. E poi ci domandiamo che fine abbia fatto nei mass media il resto del Meridione sotto ndrangheta e mafia? E come mai solo di tanto in tanto vengono a galla connivenze tra politica, industria e una criminalità che ormai agisce a livello nazionale e internazionale. Ci viene allora in mente il film di Pif “La mafia uccide solo d’estate”, una spiegazione fornita da un padre per tranquillizzare il figlio, mentre sottolinea in aggiunta che è la camorra di Napoli il vero pericolo. In effetti se riflettiamo la strategia è sempre la stessa: si cerca di allontanare da noi un fenomeno che potrebbe colpirci, spostandolo altrove. Più è lontano, meno ci riguarda. Noemi invece è vicina: potrebbe succedere anche ai nostri figli! Eppure non si può restare indifferenti leggendo il rapporto 2019 dell’UNICEF, "Humanitarian Action for Children": https://www.unicef.it/doc/8833/rapporto-emergenze-2019.htm -In esso si parla di ben 34 milioni i bambini che vivono in situazioni di guerra o disastri naturali e che hanno urgente necessità di misure di protezione. Fra loro, 6,6 milioni vivono nello Yemen, 5,5 milioni in Siria e 4 milioni nella Repubblica Democratica del Congo. Drammatica la situazione anche in altri paesi: Libia: 241.000 bambini sono bisognosi di assistenza umanitaria; Venezuela: vari paesi dell’America Latina e dei Caraibi stanno ospitando 2,4 milioni di rifugiati e migranti venezuelani; Afghanistan: si stima che nel 2019 3,8 milioni di bambini avranno bisogno di assistenza umanitaria e protezione; Sud Sudan: 2,2 milioni di bambini non frequentano la scuola; emergenza Rohingya: da agosto 2017, più di 730.000 profughi di etnia Rohingya, di cui 400.000 bambini, sono fuggiti dalle violenze nel Myanmar, rifugiandosi nel distretto di Cox’s Bazar nel vicino Bangladesh; Bacino del Lago Ciad (Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Niger e Nigeria): quasi 21 milioni di persone sono coinvolte nei conflitti in corso; Repubblica Centrafricana: nel 2019, 1,5 milioni di bambini – due terzi della popolazione infantile del paese – avranno bisogno di assistenza umanitaria; Etiopia: 1,5 milioni di bambini sono sfollati; Ucraina Orientale: quasi mezzo milione di bambini sono vittime del conflitto e hanno bisogno di protezione e assistenza umanitaria. E allora, concludendo, senz’altro più semplice oggi in Italia parlare solo di Napoli, concentrando qui tutti i mali e allontanando così dalle altre parti d’Italia pericoli, incluse le responsabilità! E senza dubbio funziona anche la strategia di tacere sul degrado di tutte le periferie del mondo civile: ci sentiamo più tranquilli, pensando che tali fenomeni si verificano solo in certi luoghi oppure in nazioni sottosviluppate per fortuna lontane da noi. In fondo è più facile alzare muri contro i migranti e rimanere indifferenti, senza pensare mai alle “cause” che generano orrori, senza ritenere nemmeno possibile cambiare politiche internazionali e nazionali basate su denaro e potere. In “1984”, il Grande Fratello di G. Orwell afferma che “L’ignoranza è forza”: funziona sempre per la gestione di un Potere senza etica. In alternativa ci sforziamo di ricordare invece che Istruzione, formazione, lavoro, solidarietà e pace sono le uniche armi valide per combattere il degrado e aiutare tutti i bambini del mondo. Giovanna D’Arbitrio
IL TEMA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE
post pubblicato in diario, il 31 marzo 2018
Il tema della violenza sulle donne è senz'altro di scottante attualità e si moltiplicano le iniziative per cercare di comprendere e lottare contro un fenomeno che diventa sempre più grave. Di particolare interesse si è rivelato un convegno tenutosi lo scorso 14 marzo nella Sala Pignatiello del Comune di Napoli, alle ore 11,00, organizzato dalla dott. Marisa Del Vecchio, Presidente del Soroptimist Club Napoli. Autorevoli personaggi hanno illustrato con competenza l'iter più idoneo da seguire per una donna che voglia difendersi e trovare un valido supporto. ? stato distribuito, quindi, ai presenti un’utile brochure, una sorta di vademecum sui punti salienti di tale iter. Il Soroptimist, inoltre, si è battuto per la realizzazione della "stanza tutta per sé", (presso la Caserma dei Carabinieri di Colli Aminei), in cui le donne soggette a violenze sono accolte e ascoltate con sensibilità ed umanità da personale specializzato che cercherà di metterle a proprio agio, vincendo paure e resistenze di ogni genere. In quest’ultimo periodo numerosi film e libri stanno puntando i riflettori sui problemi della condizione femminile, sull’onda emotiva scatenata sia dalle crescenti efferate violenze contro le donne, sia dallo scandalo Weinstein su stupri e molestie nel mondo del cinema che hanno incoraggiato tante donne a fare outing, a livello nazionale e internazionale. Interessante il libro della giornalista Tiziana Ferrario “Orgoglio e Pregiudizi - Il risveglio delle donne ai tempi di Trump”, in cui l’autrice inizia la sua analisi partendo dalla marcia storica contro il maschilista Trum avvenuta in USA 21 gennaio 2017, marcia alla quale parteciparono un milione di donne e che ha segnato un risveglio delle lotte femministe in tutto il mondo. Nella presentazione del libro si legge : “Le donne sono tornate ad alzare la voce chiedendo stesse opportunità di carriera, stessi salari e diritti. Dalle campionesse dello sport alle scienziate più geniali, dalle attrici di Hollywood a tante donne comuni che si stanno preparando per entrare in politica alla ricerca di una rivincita. Dai corsi dedicati alle bambine sull'autostima alle esperienze nei college, dove si cerca di arginare il dramma degli stupri. E ancora le giornaliste delle redazioni più importanti al mondo che hanno affrontato sfide eccezionali a testa alta. Storie di donne famose come quella di Megyn Kelly, star tv di Fox News e NBC, che ha osato sfidare Trump in diretta tv, e storie di donne sconosciute, ma altrettanto potenti“. Nonostante l’esaltazione di tale “risveglio”, la stessa T. Ferrario nel prologo sottolinea che intanto gli ultimi dati dell’Unicef sono sconfortanti: 84 milioni di adolescenti hanno subito violenze, 200 milioni sono le donne sottoposte a mutilazioni genitali, 700 milioni sono spose bambine, il 50% dei 65,3 milioni di profughi è costituito da donne e bambine secondo l’UNHCR (Agenzia Onu per i rifugiati) In Italia poi, secondo i dati 2016, una donna viene uccisa ogni tre giorni, senza contare violenze e soprusi, e non va certo meglio fino ad oggi. La strada è ancora lunga ed aspra per le donne su questo pianeta, ma se tante donne oggi hanno ripreso a lottare, si spera almeno che ”l’unione possa fare la forza”. Giovanna d’arbitrio
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