.
Annunci online

TURISMO: "IL VERO PETROLIO ITALIANO"
post pubblicato in diario, il 2 maggio 2016
In occasione delle vacanze pasquali, abbiamo accettato l’invito di alcuni amici a fare un breve tour in Umbria, regione ricca di arte, di storia e di bellezze paesaggistiche, nonché di luoghi intensamente spirituali dove S. Francesco ha lasciato la sua mistica impronta. Visitando l’Umbria ho pensato spesso anche alla mia amata Campania, un tempo definita “felix” per la fertilità delle campagne, il sole, il clima mite, il mare azzurro, una regione che nel corso dei secoli ha accumulato un patrimonio storico, artistico e culturale di un immenso valore, ora devastata da rifiuti tossici che causano gravi malattie, costantemente umiliata e offesa come terra di orribili delitti, abitata da un popolo ignorante e “lazzaro”. In passato considerata una “capitale europea”, Napoli ora viene bollata con i soliti cliché di città invivibile, piena di spazzatura, di gente pigra e indisciplinata, traffico caotico, ragazzi senza casco, sacchetti della spazzatura lanciati dai balconi in strada sulla testa dei passanti e…così via. É ciò che i napoletani spesso sono costretti ad ascoltare quando valicano i confini campani verso il Centro o il Nord. Eppure oggi forse per effetto dei timori scatenati dal terrorismo in paesi ritenuti più a rischio, o per effetto della Grande Expo di Milano e del Giubileo, le rotte turistiche si stanno dirigendo maggiormente verso le regioni italiane con pullman pieni di stranieri che stanno affollando anche il nostro Sud, in particolare i luoghi più belli di Napoli e Campania. In effetti, come Il presidente della Federalberghi Campania, Costanzo Iaccarino, ha rilevato, non solo i dati 2015 sul turismo campano sono stati molto soddisfacenti, ma addirittura si prevede “un incremento per il 2016 . Ed è infatti con l'obiettivo di allungare il periodo di incoming turistico che l'associazione regionale ha promosso il calendario di eventi campani alla Bit, la Borsa italiana del turismo di Milano, appena conclusa. Pertanto, sebbene i dati permettano di prevedere un aumento dei flussi turistici in Campania del 5% rispetto all'anno scorso, è importante per le strutture alberghiere regionali poter contare su periodi di attività anche al di fuori delle date classiche, onde poter garantire un'accoglienza professionale 365 giorni l'anno”. E i dati Istat 2015 relativi ai flussi turistici stranieri in Italia rilevano “una crescita rispetto al 2014 sia degli arrivi pari a 53.297.401, con un incremento del 3,2%, sia dei pernottamenti pari a 190.365.696, con un aumento dell'1,9%”. I dati di Banca d’Italia indicano un buon andamento sul fronte degli introiti nel 2015: la spesa dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese è stata pari a 35.765 Mln di euro, con un incremento del 4,5% rispetto all'anno precedente (si tratta di 1.525 Mln di euro in più). L'incremento della spesa è maggiore se si considera solo il motivo di vacanza (+6,1%) o solo l'alloggio presso alberghi e villaggi (+6,9%)”. E così riflettendo su questi confortanti dati, malgrado il mancato raggiungimento del quorum all’ultimo referendum su petrolio e distruttive trivellazioni lungo le nostre coste o in territori più adatti all’agricoltura, in totale disprezzo dell’ambiente, delle attività locali, di gravi malattie causate da crescente inquinamento, ci renderemo conto forse che il turismo ,“vero petrolio” italiano, potrebbe rappresentare una grande risorsa per il nostro “Bel Paese”, benedetto da Dio per il clima mite e le incomparabili bellezze naturali e ammirato in tutto il mondo per il suo meraviglioso patrimonio storico-culturale e artistico, nonché per varietà di tradizioni regionali, cibi e vini eccellenti. Giovanna D’Arbitrio
"L'ABITO DELLE MANI", un libro di F. Biancacci
post pubblicato in diario, il 7 luglio 2014
           

“L’Abito delle Mani – viaggio nel mondo della guanteria in forma di racconto”, il libro di Franco Biancacci scaturito da un’idea di Alberto Merola, artigiano-imprenditore, ripercorre la storia dei guanti attraverso i secoli.

 

Partendo dalla loro origine leggendaria legata alla mitologia greca, il percorso si snoda attraverso i tempi  citando nomi di grandi personaggi  in numerosi campi, come storia, arte letteratura, spettacolo e così via.

 

Una particolare attenzione è dedicata alla storia della Merola Gloves, le cui radici affondano nel mondo dell'artigianato partenopeo di fine Ottocento e i cui guanti sono stati indossati da molte persone famose, inclusi grandi divi e dive noti in tutto il mondo.

 

Il libro contiene anche una traduzione in lingua inglese ed è corredato da interessanti immagini che ne illustrano le trasformazioni estetiche e simboliche attraverso i secoli.

 

 Nella scheda di presentazione del libro elaborata dalla casa editrice che lo ha pubblicato, la GBE / Ginevra Bentivoglio Editoria, si legge quanto segue: “L’autore riporta nel suo lavoro le celebri liason che artisti e letterati hanno intrecciato con i guanti. Ci si imbatte, infatti, in prestigiose mani guantate dipinte dai maggiori artisti, da Tiziano a Mantegna, a Caravaggio, fino ad arrivare a De Chirico e al suo Canto d’amore, forse il più incisivo contributo sul soggetto guanto offerto dalla storia dell’Arte. Proseguendo il percorso, si possono incontrare personaggi del calibro di Cleopatra, Giovanna D’Arco e Oscar Wilde, oltre a numerosi altri nomi celebri che hanno attraversato i secoli e le mode con i guanti alle mani.

 

Particolare attenzione è dedicata alla Merola Gloves, società le cui radici, datate 1885, affondano nell’artigianato partenopeo. Il primo, Nicola Merola, fu esempio per fratelli e discendenti fino ad arrivare, quattro generazioni più tardi, ad Alberto Merola, odierna guida di un’azienda indissolubilmente legata anche a Hollywood e a Cinecittà.

 

 I guanti firmati Merola sono infatti stati indossati, e in varie occasioni scelti personalmente, da molteplici dive e divi tra cui Audrey Hepburn, Rita Hayworth (in Gilda), Nicole Kidman, Kate Winslet (in Titanic), Tom Cruise e il nostro Alberto Sordi”.

 

Un libro davvero interessante e gradevole da mettere in valigia nel partire per le vacanze.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

MY FAIR LADY
post pubblicato in diario, il 30 gennaio 2013
           

Nel 1956 ebbe grande successo a Brodway il musical “My Fair Lady” di Lerner e Loewer tratto dal “Pigmalione”, una commedia di G. B. Shaw il quale a sua volta si era ispirato all’omonimo personaggio delle “Metamorfosi” di Ovidio.

 

Nel 1964  la versione cinematografica con Audrey Hepburn e Rex Harrison portò anche sul grande schermo la storia  del prof. Herry Higgins, studioso di fonetica, che nella Londra d’inizio ‘900 scommette col suo amico, il colonnello Pickering, di riuscire a trasformare in una duchessa Eliza Doolittle, un’umile fioraia che si esprime in modo sguaiato e volgare, insegnandole buone maniere e un modo di parlare corretto e gradevole.

 

Quest’anno in Italia ripropongono questo classico teatrale  Vittoria Belvedere e Luca Ward nei panni dei due protagonisti, con la regia di Massimo R. Piparo, belle coreografie e musiche, ottimo corpo di ballo. Rappresentato a Napoli dal 18 al 27 gennaio, lo spettacolo ha riscosso un notevole successo e a febbraio sarà di nuovo in giro per l’Italia  in vari teatri.

 

Ci sembra opportuno evidenziare i nessi tra il Pigmalione di Ovidio e quello di G. B. Shaw, nonché quanto di questo personaggio rimanga invariato sotto le spoglie del prof. Higgins nel musical.

 

Ovidio racconta la storia dello scultore Pigmalione che, innamorato di una bellissima statua di donna da lui scolpita, chiede alla dea Afrodite di trasformarla in una creatura umana, una storia che simboleggia la ricerca della vera Arte attraverso Bellezza e Amore.

 

Il personaggio di Shaw, sotto la vis comica, nasconde invece una critica a superbia e snobismo dell’high society della sua epoca. In effetti Henry, sprezzante e misogino, considera l’umile Eliza  “un mucchio di stracci” che potrà trasformarsi in una signora dell’alta società solo grazie alla sua abilità. La vera metamorfosi, tuttavia, avverrà solo attraverso il potere della cultura e soprattutto dell’ Amore che, superando tutte le barriere sociali (e maschiliste), renderà anche Higgins meno tracotante, più sensibile ed umano.

 

Nel gradevole musical “My Fair Lady”, i messaggi sottesi di Ovidio e di Shaw sono fusi in un’unica visione di arte, bellezza e amore, messaggi  resi più accattivanti ed accessibili a tutti con l’aiuto di comicità, belle musiche, canti corali e danze.

 

Giovanna D’arbitrio  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL BEL PAESE - PASQUA
post pubblicato in diario, il 4 aprile 2012
           

La nostra Italia è davvero un “Bel Paese” nel quale ci potrebbero essere sempre nuove “meraviglie” da scoprire se gli stessi Italiani durante  festività e ferie smettessero di comportarsi da eterni esterofili e dedicassero maggior attenzione alle nostre bellissime regioni italiane, ricche di arte, cultura, paesaggi mozzafiato, nonché di suggestive tradizioni e usanze, cibi e vini eccellenti.

 

In questo periodo di crisi perché saggiamente non trascorriamo le vacanze pasquali in Italia? Perché non esploriamo le nostre regioni spendendo  quei pochi soldi che ancora abbiamo a beneficio del nostro paese? C’è sempre una chiesa che forse non abbiamo ancora visitato, un museo o un sito archeologico a noi ancora sconosciuto, qualche splendido paesaggio da ammirare in montagna, campagna, al mare, ai laghi, oppure nuovi cibi e pietanze “all’italiana” da assaggiare accompagnati da ottimi vini che variano da un posto all’altro del Paese con una varietà e bontà che nessuna nazione al mondo può vantare.

 

Anche a noi è capitato di scoprire qualche anno fa un paesino abruzzese, Canistro, per merito dei nostri parenti: un piccolo paradiso dove l’aria è salubre, l’acqua delle sorgenti è pura e cristallina e dove castagne “roscette”, salumi, carni, ortaggi, vini sono davvero di ottima qualità.

 

Là, a Canistro Superiore, sabato 31 marzo abbiamo seguito con interesse ed emozione il rito della Passione di Cristo. Tutto il paese era seriamente impegnato nella sacra rappresentazione: nelle varie “stazioni”( che di solito segnano gli episodi salienti della Passione secondo il racconto dei Vangeli) giovani, vecchi e bambini erano disposti in gruppi lungo le stradine che sempre più strette si avvolgono intorno al monte come un filo intorno ad un gomitolo tra boschi stupendi, folti castagneti  e scorci molto pittoreschi.

 

C’era un venticello piuttosto freddo al calar della sera, ma pareva che le persone non lo sentissero nemmeno tanto erano emotivamente coinvolte nella sacra recita. Grandi falò illuminavano suggestivamente le piccole piazze, offrendo un po’ di calore a tutti i partecipanti, attori e spettatori.  Sembrava realmente di essere tornati indietro di secoli rivivendo intense emozioni. Miracolo di una fede sincera che ancora è fortemente radicata nei piccoli paesi italiani.

 

I costumi li avevano realizzati loro con stoffe semplici che magari ognuno aveva in casa, ogni cosa era stata preparata con cura durante i mesi invernali. A Canistro non soffrono certo di solitudine! Hanno sempre qualcosa da fare, qualche evento da organizzare, ma soprattutto si vedono ogni giorno, in un contatto quotidiano fatto di amicizia, solidarietà e calore umano.

 

Da napoletana sento il dovere di rammentare a tutti che anche la Campania è una regione bellissima con abitanti “solari” e ricchi di humour malgrado i guai, regione nella quale non mancano tradizioni e riti antichi, musei, monumenti e siti archeologici, località turistiche includenti  mare, monti e campagna con possibilità di soggiorno in alberghi a 5 stelle oppure in piccole graziose pensioni ed economici bed & breakfast.

 

Perché dunque non restiamo qui a Pasqua invece di portare i nostri soldi all’estero in un momento di crisi? Perché non acquistiamo prodotti agricoli locali, vini e  cibi campani o le meravigliose creazioni dei nostri abili artigiani? Anche questo potrebbe essere un modo per aiutare la nostra regione. A tal proposito cito una divertente iniziativa di una ditta napoletana a conduzione familiare che sui prodotti mette cartellini con la scritta “E’ stato fatt’ a Napule!”.

 

Non mi stancherò mai di ripetere che il vero “Il petrolio” del nostro Bel Paese è rappresentato da arte e cultura, bellezze naturali e paesaggistiche, agricoltura, artigianato, antichi usi e costumi, varietà di tradizioni per fortuna ancora vive, un vero tesoro che se venisse pienamente sfruttato e valorizzato da strategie politiche miranti a sviluppare un Turismo ben organizzato e capace di far conoscere più a fondo  il nostro Bel Paese sia agli italiani che agli stranieri, potrebbe aiutare la nostra economia ed offrire tanti posti di lavoro in patria ai giovani.

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

Sfoglia aprile        giugno