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"ITALIANO DI NAPOLI", di Sal Da Vinci
post pubblicato in diario, il 10 gennaio 2017
“Italiano di Napoli”, una commedia musicale di Sal Da Vinci, scritta con la collaborazione di Alessandro Siani che ne ha curato anche la regia, sta ottenendo notevole successo al Teatro Augusteo di Napoli, dove andrà in scena fino al 19 gennaio. Supportato da una variegata e vivace compagnia di attori, fantasisti, acrobati, ballerini, con orchestra dal vivo (6 elementi), Sal Da Vinci conduce per mano gli spettatori attraverso un viaggio nei sentimenti, passati e presenti, avvalendosi delle sue canzoni, nonché di varie incursioni nel repertorio della musica italiana e napoletana: un viaggio che è una riflessione sulla nostra identità di napoletani e di cittadini di un’Italia che sulla scena non è più solo un’espressione geografica, ma diventa un personaggio femminile che prova sentimenti, soffre, gioisce, protesta, spera. Ed è pertanto vero ciò che si legge nella presentazione di Italiano di Napoli, poiché “ogni passaggio è lo spunto per una riflessione, un aneddoto, uno sketch. Ogni canzone è la tessera di un affascinante puzzle che diventa l'essenza della nostra anima, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni. Uno spettacolo che diverte grazie ai guizzi comici di Davide Marotta e Lello Radice, affascina con la talentuosa Lorena Cacciatore, commuove e fa riflettere. Un viaggio suggestivo e incantato che, grazie alla prodigiosa voce di Sal Da Vinci fa vibrare, ancora una volta, le corde del cuore”. In effetti la commedia coinvolge, fa riflettere e diverte con il suo scoppiettante, allegro melange di colori, luci, danze, canti e suoni. Senz’altro condivisibili, quindi, ci sembrano le affermazioni di Alessandro Siani sul teatro, luogo magico in cui poesia e musica s’incontrano, “un luogo vibrante e coinvolgente, le cui strade sono vissute da abitanti magici e surreali...le piazze ricche di saltimbanchi acrobati e voci della luna...e poi i vicoli stretti con muri antichi che si aprono verso il mare ossia verso l’infinito. In questo infinito si alterneranno le note, le canzoni e i racconti del protagonista ed ideatore Sal Da Vinci: un italiano di Napoli che attraverso la sua musica ci trascinerà verso un mondo più vero, senza pregiudizi né differenze, perché in fondo sono le differenze a renderci speciali. L'Italia non è uno stivale, ma un essere umano. Le città sono gli organi vitali. Milano potrebbe essere il cervello...Roma l'anima e Napoli il cuore, ma tutto è nelle mani del pubblico. Si nelle mani, perché saranno i vostri applausi, i vostri silenzi e le vostre risate a decretare se per due ore avete vissuto una favola o per una volta e dico una volta, la realtà di questo pazzo paese può essere meravigliosa ad occhi aperti!” Uno spettacolo senz’altro da vedere che ancora una volta sottolinea la creatività, la fantasia e il talento di artisti napoletani, come Sal Da Vinci, Alessandro Siani e di tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa bella commedia musicale. Giovanna D’Arbitrio
"I CARNIVAL" E LA LORO MUSICA ELETTRONICA
post pubblicato in diario, il 15 maggio 2016
Ben noti In Europa (e perfino in Cina) dove sono sempre In cima alle classifiche di musica elettronica , I Carnival non sono abbastanza conosciuti invece in Italia, la loro patria. Ci sembra giusto quindi raccontare in breve la loro storia che iniziò nel 2009 a Roma al Saint Louis College of Music, quando Marcello Mazzocco e Viola Zorzi s’incontrarono e decisero di dar vita ad un progetto internazionale di musica elettronica traendo ispirazione da un mix di vari generi, quali dub e trip hop, lounge e dance, rock e jazz. Elaborarono il loro primo pezzo “The Circus” e cominciarono a sperimentare linguaggi diversi, scambiando idee ed esperienze con molti artisti a livello internazionale. Arrivano così in concerto al WORM MUSEUM di Rotterdam con un live show ricco di video mapping, ologrammi ed effetti luce che aprirono ai Carnival anche la via dell’allestimento digitale. Iniziò quindi una nuova avventura alla quale si aggiunge la partecipazione di giocolieri professionisti: un'esperienza audiovisiva unica per il pubblico, trasportato in una dimensione fatta di divertimento e sogno. Il loro messaggio al pubblico, “sei splendido”, è anche la frase d'apertura dell'album d'esordio “Love = Solution” del 2013, che nello stesso anno sale in testa alle classifiche olandesi e canadesi. Ospitati in Olanda, Canada, Repubblica Ceca, Austria, Italia, Germania e anche Cina (per la celebrazione dell'Anno della Tigre), I Carnival con le mille sfumature e mix di colori e suggestioni sempre unico, rappresentano senz’altro un fenomeno innovativo in campo musicale e faranno senza dubbio “scuola” per le future generazioni. Molte le lusinghiere recensioni, tra le quali citiamo la seguente (http://www.ghigliottina.it/2015/04/21/il-viaggio-progressivo): -Lo scorso 14 aprile il Teatro Lo Spazio di Roma ha ospitato la performance live dell’electronic duo “Carnival” dal titolo “Il viaggio progressivo”. Diventati in breve un nuovo fenomeno europeo, trovano rinnovato calore anche nel pubblico di casa. Per lungo tempo e senza sosta l’azione salvifica della musica sull’animo umano è stata oggetto di ricerche ed analisi. Filosofia e psicologia sono solo due delle scienze che ogni giorno, ed in ogni epoca, hanno provato a svelarne i segreti. Musica è bellezza, unione, libertà, amore e soprattutto realtà: senso profondo di stare al mondo, sentire e sentirsi per una volta interamente.…. I Carnival, international duo composto da Viola Zorzi e Marcello Mazzocco (voce, synth e composer),emergono in terra straniera, a Den Haag (L’Aia, Olanda) con un progetto ben preciso: trasmettere la musica come totale libertà di espressione e contorsione dell’anima, come goccia scavatrice nelle rocciose coscienze umane. I due musicisti, con l’aiuto di console, mixer e microfono ipnotizzavano il pubblico romano, portandolo per mano in un lungo viaggio verso la consapevolezza di sé, al seguito del fluido movimento sempre andante delle note. A stimolare la vista nello stesso modo, le eccentriche giocolerie e le perfette acrobazie luminose di Lisa Vuik e Niels Houg (SoulFire Netherlands), che hanno agitato fiaccole infuocate, hula-hop coloratissimi e lampade cangianti seguendo il ritmo trascinante di Viola e Marcello, trasformando lo spettacolo in un tangibile e gioioso “carnevale”. Insieme ai piedi, danzavano anche gli occhi, i cuori e gli animi, così egregiamente stimolati dalle fluorescenze musicali dei Carnival. Nei momenti più intensi, quando il gioco ed il ritmo cedevano il seggio alla riflessione, la chiara voce di Daniel Terranegra guidava lo spettatore, tramite alcune letture, nel riconoscimento di Il Viaggio Progressivo: musica e visioni di modernità. Cavalcando l’onda del felice “Love=Solution”, album di successo del 2013 che li ha fatti conoscere, hanno incluso nel tour anche la madrepatria (portando nuovi lavori) e la tappa romana non ha deluso le aspettative. Il pubblico, ricettivo e aperto al punto giusto, ha applaudito a piene mani il lavoro dei musicisti e la vastità del messaggio è sembrata immediatamente tangibile. Non resta che consigliare, a chi lo ha perso, di aguzzare lo sguardo in attesa di un nuovo spettacolo. Nello specifico agli scettici e agli amanti del classico, ai critici aprioristici e ai timpani difficili, si lancia il guanto di sfida più sospirato. La performance totale non deluderà e indubbiamente, citando proprio i Carnival, “if you are smiling it can’t be wrong (http://www.the-carnival.com/)-. I Carnival, Marcello Mazzocco e Viola Zorzi, due italiani che ci fanno onore a livello internazionale, meritano senza dubbio tutta la nostra attenzione anche in Italia, in particolare a Napoli, essendo i genitori di Marcello, Gilda e Corrado, campani doc. On line ci sono molti video sui loro show. Eccone uno: https://www.youtube.com/watch?v=4L25vsueJAE Giovanna D’Arbitrio
NATALE, I BAMBINI E LE GUERRE
post pubblicato in diario, il 12 dicembre 2015
Mentre preparavo il presepe e l’albero di Natale, una notizia data quasi en passant da un tg è arrivata dalla televisore fino a me come un pugno nello stomaco: “700 bambini, figli di migranti, sono morti in mare quest’anno”. Sconvolgente! Come mai non avevamo portato il conto finora?! E a quanto pare, il numero è destinato a crescere se guerre e violenze continueranno. Eppure qualche mese fa l’immagine di un solo bambino, trovato morto sulla spiaggia, aveva fatto commuovere migliaia di persone in tutto il mondo e molte nazioni si erano aperte alla solidarietà verso i migranti, ma dopo i recenti attentati terroristici la paura fa innalzare ancora barriere e così nemmeno i 700 bambini già morti, né quelli che continueranno a morire riusciranno a suscitare di nuovo un po’ di pietà. Allora ho pensato ad un articolo da me scritto tempo fa sul particolare rapporto che lega “i bambini e il mare” (titolo dell’articolo). Eccone uno stralcio: “Quando i bambini vedono il mare per la prima volta i loro occhi si riempiono di meraviglia e di gioia, talvolta battono le mani e i più grandi e audaci corrono verso l’acqua con le piccole braccia spalancate, guazzando poi felici nelle acque poco profonde, sorvegliati con cura dagli adulti. Il sole illumina i loro sorrisi che rallegrano la spiaggia, mentre genitori e nonni li guardano incantati per ogni loro prodezza o nuovi buffi modi di gesticolare o parlare per comunicare con il mondo esterno. La sabbia offre loro mille fantastici giochi da inventare: castelli, torri, ponti e altre creative costruzioni, conchiglie li attirano con svariate forme e colori, secchielli, palette e rastrelli e quant’altro sono sparsi intorno a loro. Spesso fanno amicizia e giocano insieme per lunghe ore. Tutto sembra fermarsi in uno spazio indefinibile e in un tempo “sospeso” fuori dalla realtà in cui l’innocenza e la purezza aleggiano nell’aria. Anche gli adulti, lontani da ogni volgarità o bruttura, nell’osservarli ritrovano forse quel magico mondo dell’infanzia che purtroppo dura così poco. Ci vengono poi in mente quei bambini che non hanno un’infanzia normale, vittime di degrado, fame, malattie, violenze e guerre e ci chiediamo come mai ancor oggi possa accadere tutto ciò. Vorremmo che tutti i bambini del mondo potessero giocare felici sulle spiagge, vicino al mare, sotto il sole”. Il mare dovrebbe essere fonte di gioia per i bambini, non un grande, mostruoso cimitero che li ghermisce tutti i giorni con crudeltà. E l’antica domanda ritorna quando si parla di guerre o altri eventi storici: “Cui prodest? A chi giova?”. Di sicuro, non ai bambini. Comprendiamo che il terrorismo vada combattuto, ma auspichiamo soluzioni che non conducano ad una nuova guerra mondiale: interventi ONU per il mantenimento della pace, sistemi d’intelligence congiunti per utile scambio d’informazioni, strategie economico-finanziarie globalizzate più umane che rispettino persone e ambiente, supporto degli arabi democratici. Senza dubbio tutte le strade che portano alla pace vanno percorse, pur di evitare altre guerre e ulteriore spargimento di sangue. Mi ritorna spesso in mente la bella canzone natalizia di J. Lennon “Happy ‘Xmas - War is over” oppure l’impareggiabile “Imagine”, in cui egli ci invita ad immaginare un mondo futuro pacificato e unito. Eccole: https://www.youtube.com/watch?v=z8Vfp48laS8 https://www.youtube.com/watch?v=X-asa07vXOU Giovanna D’Arbitrio
"LA MUSICA PROVATA", al teatro Bellini di Napoli
post pubblicato in diario, il 28 ottobre 2015
Al teatro Bellini di Napoli andrà in scena(3-8 novembre 2015) “La musica provata”, uno spettacolo ispirato all’omonimo libro di Erri De Luca. Nella presentazione del testo così viene descritta la “musica provata”:-La musica provata comincia sui banchi del liceo con il celebre invito omerico alla musa "cantami o diva del pelide Achille", con la Napoli delle canzoni ottocentesche, con Ciccio Formaggio, con le incisioni beethoveniane di Arturo Toscanini, e prosegue dentro i canti di Pete Seeger negli anni Sessanta, Il disertore di Boris Vian, le canzoni scritte o rimaneggiate insieme all'amico Gian Maria Testa, l'armonica di Mauro Corona. Ci sono le bombe di Sarajevo e la memoria dei canti della fatica, quelli legati alla terra, quelli legati al lavoro operaio, c'è la musica di Stefano Di Battista e la voce di Nicky Nicolai. C'è il Mediterraneo. C'è tutta una vita che prova a intonare la voce-. Sulla scena De Luca fa rivivere tutte le passioni musicali descritte nel libro attraverso ricordi e canzoni che ricostruiscono una sorta di storia canora, una “chiacchierata musicale” che è un mix poetico di parole e musica. "Patriota del vocabolario" come egli stesso si definisce, ricorda momenti importanti della sua vita e di varie epoche, costruendo racconti intorno al mar Mediterraneo, centro di eventi passati e presenti, di antiche civiltà e divinità, di religioni, riti e tradizioni, di viaggi avventurosi e di migranti. E così nella presentazione dello spettacolo leggiamo: “Un'ironia mai amara quella di Erri, che però non risparmia accuse, contro lo stupro del territorio, contro le atrocità della guerra, che esemplifica nella vita vissuta nella Sarajevo assediata, non per questo vuota di amanti e di storie meravigliose di poeti conosciuti. E la poesia salva, ricostruisce, dà quel bagliore che illumina anche i tempi più tetri. La splendida band che dà il suono alle parole, è in qualche modo da lui diretta, perché le musiche sono sue poesie e sono legate in modo indissolubile alla sua poetica: una splendida Nicky Nicolai, non solo le canta magistralmente, ma le riempie della sua prorompente vitalità, in qualche modo reinterpretandole e rivivendole, come nella metamorfosi della canzone napoletana Je te vurria vasa', trasformata da versi stupendi di Erri, in quello che ogni amante vorrebbe sentirsi dire.- Je te vurria vasa'- sospira la canzone- Ma prima e più di questo io ti vorrei bastare. Je te vurria vasa', come la gola al canto, come il coltello al pane, come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare, Io te vurria abbasta'. Io te vurria vasa'- insiste la canzone- ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare. Io te vurria manca' più del fiato in salita, più di neve a Natale, di benda su ferite, più di farina e sale. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare, in nessun altro odore addormentare. Io ti vorrei mancare, Io tu vurria mancà”. Il sax di Stefano Di Battista è un fantastico complemento, e con sottolineature musicali ardite e commoventi, fa de "La musica provata" uno spettacolo che entra nell’anima”. Giovanna D’Arbitrio
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