.
Annunci online

NATALE A NAPOLI
post pubblicato in diario, il 31 dicembre 2017
Mentre imperversano i soliti cliché negativi su Napoli situata da statistiche varie negli ultimi posti per qualità di vita, per fortuna i turisti sono tornati in massa nella nostra città e ne elogiano il patrimonio artistico e culturale, le bellezze paesaggistiche, nonché gli eccellenti cibi e vini, pizza napoletana inclusa, divenuta patrimonio dell’UNESCO. “Così cantava Parthenope, che provava un dolore dolce. La sua voce era una freccia che colpì il mio cuore”, scrisse il filosofo e letterato tedesco J. G. Herder” e mi sembra che questi versi accompagnino da sempre la mia amata città, dolente e bellissima, che affascina ancora e colpisce il cuore di coloro che la visitano, ammirando vestigia prestigiose di un antico passato storico che attraverso i secoli hanno arricchito la città fin dai tempi della “Magna Grecia”, quando il mito di una bella sirena le donò il nome di Partenope (VIII sec. A. C.). Amo talmente la mia città che nei miei pensieri talvolta le parlo come se fosse essa stessa la mitica sirena:- Quante dominazioni hai subito, cara Partenope! Eppure hai saputo rielaborare, trasformare, integrare culture e tradizioni diverse fin dai tempi della tua fondazione, antica colonia greca ricca di arte e bellezza, divenuta in seguito Neapolis (Città Nuova) ad opera dei Cumani, passata poi nel corso della storia ad Osci, Romani, Bizantini, Goti, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Borboni, a Bonaparte e la sua schiatta, di nuovo ai Borbone ed infine all’ Unità d’Italia per la quale il tuo popolo versò generosamente il suo sangue sognando un’unica patria, forte e coesa, capace di respingere nuovi invasori. Un sogno mai pienamente realizzato. Tu che sei Sud d’ Italia, rimani “terra di conquista”, come tutti i Sud del mondo. E con l’avvicinarsi del periodo natalizio indossi una veste scintillante intessuta di luci e colori, malgrado la crisi economica e i numerosi irrisolti problemi che ti attanagliano. E le tue meravigliose famiglie, ricche di valori antichi e irrinunciabili, si riuniscono intorno al desco e tornano dall’estero i numerosi migranti, inclusi laureati con la valigia licenziati in tronco e sballottati qua e là da Brexit e protezionismo “alla Trump”. Che dire, cara Napoli? Sovente vilipesa, denigrata, schiacciata, tu rimani comunque “viva” e come l’araba fenice combatti per rinascere dalle tue ceneri, conservando ciò che di positivo è nel tuo passato di sofferenze e tiranniche repressioni, e t’inventi di tutto pur di sopravvivere grazie a fantasia, creatività, gioia di vivere che si rivela in una vivace tarantella o in una sagace battuta di spirito per cui si distinguono i tuoi abitanti. Oppure ecco svelate in un lampo sensibilità, intensi sentimenti, malinconia, dolente rassegnazione al fato, attraverso le tue melodiose canzoni conosciute in tutto il mondo. Sono contenta di essere nata qui, quando dall’alto delle tue colline ammiro stupendi paesaggi che si tingono di colori e sfumature diverse a seconda delle ore del giorno. Sei impareggiabile in quell’ ora che segue il tramonto “e ai marinai intenerisce il core” (Dante) con le tinte tenui che ricordano certe gouache della Scuola di Posillipo. Sono contenta di essere napoletana e campana quando penso all’ immenso patrimonio artistico e culturale del tuo territorio, sono fiera quando posso mettere in risalto i tuoi aspetti positivi pur combattendo contro quelli negativi, sperando sempre che in tutto il Sud d’ Italia, e in tutti i sud del mondo, istruzione, formazione e lavoro possano un giorno generare un cambiamento -. Ai napoletani faccio una raccomandazione: per favore non gettate le carte per terra, altrimenti sarete sempre considerati un popolo di “lazzari” e delinquenti anche se state morendo di cancro per rifiuti tossici e quant’altro, sempre criticati per “effetti” negativi le cui “cause” non vengono mai analizzate. Smettiamo dunque di sperare nell’ altrui aiuto e rimbocchiamoci le maniche, reagiamo alle offese e lottiamo. E che il 2018 sia un anno diverso. Giovanna D’Arbitrio
VIAGGIO IN OLANDA
post pubblicato in diario, il 9 dicembre 2017
Quando eravamo giovani sognavamo di girare il mondo, esplorare posti nuovi, conoscere altri paesi, confrontarci con persone di diverse culture. Per fortuna con l’aiuto dei nostri amici stranieri abbiamo realizzato i nostri sogni, cominciando a visitare i paesi europei. Memori della cosiddetta “guerra fredda” tra USA e URSS, sognavamo allora un’Europa forte e unita dai grandi valori di Cultura, Democrazia, Libertà, una sorta di grande confederazione, un Stato “cuscinetto” che bilanciasse il potere delle suddette grandi nazioni. Viaggiammo molto a quei tempi e conoscemmo tanti paesi europei nei quali ora abbiamo ancora amici e spesso ricordo con piacere tanti particolari impressi in modo indelebile nella mia mente. Bellissimo il viaggio in Olanda degli anni’80, quando in nostri amici Jan, Rossella e la loro figlia, Clarissa, ci invitarono a trascorrere un periodo con loro. La nostra amicizia si consolidò col passare degli anni e così più volte ci invitarono all’Aia per partecipare ad importanti eventi familiari, come se fossimo loro parenti. Era primavera quando arrivammo per la prima volta all’aeroporto di Den Haag e fummo sorpresi nel trovare in un paese nordico sole e clima mite. Mentre Jan ci conduceva verso la sua casa, ci colpirono subito le enormi distese di tulipani multicolori e i mulini a vento. Rossella e Clarissa ci accolsero sorridenti e ci mostrarono la loro meravigliosa casa. Nei giorni successivi il tempo cambiò e conoscemmo il gelido vento del Nord, mentre con i nostri amici visitavamo la città. Gli olandesi hanno in genere famiglie numerose e mostrano rispetto e amore per i rapporti familiari. Non so se sia ancora così dopo tanti anni, ma mi colpì ad esempio il riunirsi della famiglia nel tardo pomeriggio per far quattro chiacchiere e stare insieme, prendendo un aperitivo prima di cena. Si sente il calore familiare anche nella preparazione dei loro cibi caratteristici che avemmo l’opportunità di gustare non solo a casa dei nostri amici, ma anche in accoglienti ristoranti. Gustammo il Kaas il buon formaggio olandese, le ottime patate, bollite fritte o al forno, condite con salsa e cipolline taglliate, lo stamppot (salsiccia affumicata, patate, cavolo e cipolla), le zuppe ( tomatensoep con pomodoro e crema, erwtenswoep conpiselli e salsiccia), le Bitterballen, polpettine fritte di carne di manzo. Ottimo anche il pesce, in particolare le aringhe affumicate, le anguille (palin), sgombro, cozze e infine gran varietà di biscotti e dolci. Insieme ai loro numerosi amici e parenti partecipammo ad una grande festa in famiglia, pranzando al Kurhaus di Scheveningen, un famoso complesso che include un albergo, 2 ristoranti e uno stabilimento balneare. Le origini del Kurhaus risalgono al 1818, quando Jacob Pronk costruì uno stabilimento balneare in legno. Nel 1885,l'edificio fu trasformato in uno stabilimento per le cure (Kurhaus). L'edificio fu poi distrutto da un incendio e ricostruito tra il 1886 in stile barocco dagli architetti tedeschi J. F. Henkenhaf e F. Ebert. Nei giorni che seguirono visitammo Il Binnenhof (Corte interna), grande complesso architettonico sede del parlamento olandese e il Mauritshuis, un tempo residenza del conte J. Maurits van Nassau-Siegen, da cui prende il nome, oggi un museo che ospita dipinti dei più famosi pittori olandesi, come” La Ragazza col turbante o Ragazza con l'orecchino di perla “di Jan Vermeer. Tanti in verità sono i maestosi palazzi e le chiese in questa città: Oude Stadhuis, il Municipio Vecchio in stile rinascimentale olandese (1565); Il Palazzo Noordeinde, edificio degli Stati Generali nel 1595, poi passato al principe Federico Enrico d'Orange nel 1640; Il Palazzo della Pace (sec. XIX )che ospita la Corte internazionale di giustizia e l'accademia del diritto internazionale: Huis ten Bosch,( Casa nei boschi), Palazzo Reale dell'Aia, una delle tre residenze ufficiali della Famiglia Reale, costruito nel 1645; Grote Kerk (Chiesa Grande), la chiesa principale della città in stile gotico con una torre fornita di un carillon di 52 campane, edificata nel XIV secolo in stile gotico; Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova)in stile barocco olandese (1649). Ci incantarono in modo particolare i meravigliosi giardini del Keukenhof, un parco botanico sorto nel 1949 nei pressi di Lisse, non lontano da Amsterdam. In esso si possono ammirare milioni di tulipani insieme a tanti altri fiori, 2500 alberi, un lago, canali e vasche d'acqua con fontane, un mulino a vento e numerose sculture. E che dire dell’imponente diga l’Afsluitd?k ?! Costruita fra il 1927 ed il 1932, lunga 32 km, larga 90m, 7,25 m sopra il livello del mare, attraversata perfino da un'autostrada. Fu inaugurata dalla regina Guglielmina nel maggio 1932. L’ Afsluitdijk ha separato l'insenatura dello Zuiderzee dal Mare del Nord, trasformandolo in un lago d'acqua dolce (lo IJsselmeer) e permettendo di strappare alle acque i territori che oggi costituiscono la provincia di Flevoland. E dopo aver elencato solo alcune delle meraviglie di questo bellissimo Paese, ancora una volta ribadisco che viaggiare è importante, soprattutto se i luoghi vengono mostrati con amore dai loro abitanti… con il “collante” importantissimo dell’amicizia che apre sempre nuovi orizzonti e rafforza i legami tra i popoli. Questa è l’Europa che abbiamo sognato noi giovani di un tempo e questo valore abbiamo cercato di inculcare nei nostri figli, ai quali un giorno passeremo il testimone. Allora non si parlava di banche e Spread! Altri tempi, si dirà, ma perché non riproporli con rinnovate energie giovanili?! Ciò che è Bello non ha tempo. Giovanna D’Arbitrio
TURISMO: "IL VERO PETROLIO ITALIANO"
post pubblicato in diario, il 2 maggio 2016
In occasione delle vacanze pasquali, abbiamo accettato l’invito di alcuni amici a fare un breve tour in Umbria, regione ricca di arte, di storia e di bellezze paesaggistiche, nonché di luoghi intensamente spirituali dove S. Francesco ha lasciato la sua mistica impronta. Visitando l’Umbria ho pensato spesso anche alla mia amata Campania, un tempo definita “felix” per la fertilità delle campagne, il sole, il clima mite, il mare azzurro, una regione che nel corso dei secoli ha accumulato un patrimonio storico, artistico e culturale di un immenso valore, ora devastata da rifiuti tossici che causano gravi malattie, costantemente umiliata e offesa come terra di orribili delitti, abitata da un popolo ignorante e “lazzaro”. In passato considerata una “capitale europea”, Napoli ora viene bollata con i soliti cliché di città invivibile, piena di spazzatura, di gente pigra e indisciplinata, traffico caotico, ragazzi senza casco, sacchetti della spazzatura lanciati dai balconi in strada sulla testa dei passanti e…così via. É ciò che i napoletani spesso sono costretti ad ascoltare quando valicano i confini campani verso il Centro o il Nord. Eppure oggi forse per effetto dei timori scatenati dal terrorismo in paesi ritenuti più a rischio, o per effetto della Grande Expo di Milano e del Giubileo, le rotte turistiche si stanno dirigendo maggiormente verso le regioni italiane con pullman pieni di stranieri che stanno affollando anche il nostro Sud, in particolare i luoghi più belli di Napoli e Campania. In effetti, come Il presidente della Federalberghi Campania, Costanzo Iaccarino, ha rilevato, non solo i dati 2015 sul turismo campano sono stati molto soddisfacenti, ma addirittura si prevede “un incremento per il 2016 . Ed è infatti con l'obiettivo di allungare il periodo di incoming turistico che l'associazione regionale ha promosso il calendario di eventi campani alla Bit, la Borsa italiana del turismo di Milano, appena conclusa. Pertanto, sebbene i dati permettano di prevedere un aumento dei flussi turistici in Campania del 5% rispetto all'anno scorso, è importante per le strutture alberghiere regionali poter contare su periodi di attività anche al di fuori delle date classiche, onde poter garantire un'accoglienza professionale 365 giorni l'anno”. E i dati Istat 2015 relativi ai flussi turistici stranieri in Italia rilevano “una crescita rispetto al 2014 sia degli arrivi pari a 53.297.401, con un incremento del 3,2%, sia dei pernottamenti pari a 190.365.696, con un aumento dell'1,9%”. I dati di Banca d’Italia indicano un buon andamento sul fronte degli introiti nel 2015: la spesa dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese è stata pari a 35.765 Mln di euro, con un incremento del 4,5% rispetto all'anno precedente (si tratta di 1.525 Mln di euro in più). L'incremento della spesa è maggiore se si considera solo il motivo di vacanza (+6,1%) o solo l'alloggio presso alberghi e villaggi (+6,9%)”. E così riflettendo su questi confortanti dati, malgrado il mancato raggiungimento del quorum all’ultimo referendum su petrolio e distruttive trivellazioni lungo le nostre coste o in territori più adatti all’agricoltura, in totale disprezzo dell’ambiente, delle attività locali, di gravi malattie causate da crescente inquinamento, ci renderemo conto forse che il turismo ,“vero petrolio” italiano, potrebbe rappresentare una grande risorsa per il nostro “Bel Paese”, benedetto da Dio per il clima mite e le incomparabili bellezze naturali e ammirato in tutto il mondo per il suo meraviglioso patrimonio storico-culturale e artistico, nonché per varietà di tradizioni regionali, cibi e vini eccellenti. Giovanna D’Arbitrio
Napoli: convegno su "DONNE E LAVORO"
post pubblicato in diario, il 26 marzo 2014
           

Lunedì 17 Marzo 2014, alle ore 15,30, si è tenuto un importante convegno sul tema “Donne e Lavoro: prospettive ed esperienze a confronto”.

 

 Tra i relatori, in prevalenza donne, presenti diverse imprenditrici: M. Maddaloni (Presidente Camera di Commercio), V. Schiavo (Presidente Confesercenti Campania), C. Miraglia (Assessore Cultura Regione Campania), M. T. Ferrari (Presidente Comitato Imprenditoria Confesercenti), P. Scialoja (Presidente Soroptimist Club Napoli), B. D’Angelo (Consigliere Regionale Campania), L. Festa (Consigliera Pari Opportunità Provincia), R. De Cicco (attrice), M. Coppola (Vice Presidente Sorptimist), M. Catuogno (Presidente AIDDA Campania, imprenditrice), A. Letizia (resp. Coord. Donne Cisl Napoli), M. del Vecchio (Imprenditrice), C. Aiello (Unione Regionale Ordini Forensi), D. Farone (Sorptimist Club Napoli, Comitato Pari Opportunità Ordine Avvocati).

 

Nel corso dell’interessante dibattito, anche se generalmente sono stati rilevati diversi  progressi nel campo delle pari opportunità, molti hanno sottolineato che il percorso verso una piena parità è ancora lungo e che la lotta deve continuare per migliorare la situazione. Pertanto sono state indicate soluzioni, in particolare sui seguenti punti:

 

-Facilitare ed integrare il rapporto lavoro-famiglia, nonché il rispetto per le donne  (evitare discriminazioni per maternità, pretendere maggior rispetto per leggi e diritti, fornire asili  nido, supporto di psicologo aziendale e percorso socio-sanitario in caso di malattie particolari o violenze, secondo Maurizio Maddaloni, Bianca D’Angelo, Luisa Festa, Rosaria De Cicco).

 

-Comunicare, confrontarsi e collaborare attraverso forum, sportelli di imprenditoria femminile, siti on line su competenze e attività, reti con istituzioni e categorie professionali, coworking, tavoli su welfare aziendale (Paola Scialoja, Maria Teresa Ferrari, Tecla Magliacano, Mariolina Coppola, Anna Letizia).

 

-Accesso al credito, creare un fondo bancario per start up  (Vincenzo Schiavo, M. Coppola, Marta Catuogno, L. Festa).

 

-Formazione e informazione: acquisire competenze e informazioni (L. Festa, M. Coppola).

 

-Etica aziendale: non solo profitti, ma etica, equità e solidarietà in cui le donne si distinguono (Marisa Del Vecchio).

 

 Il Presidente della Confesercenti. M. Maddaloni ha affermato: “Il mondo dell’imprenditoria ha la necessità di trovare risposte al tema del binomio donne e lavoro che rappresenta sempre di più un tema centrale per la società e che ha effetti dirompenti”. E secondo i dati forniti da V. Schiavo, presidente di Confesercenti Campania, nella regione operano 149mila imprese femminili su  567mila aziende (in prevalenza a Benevento e Avellino con il 36%, a Napoli con il 27%”).

 

Sicuramente encomiabili i contributi portati da donne imprenditrici in Campania, in particolare da quelle presenti al convegno che hanno offerto anche la propria esperienza personale durante il dibattito. Ed è parimenti giusto evidenziare che mentre le pari opportunità sembrano crescere in politica, imprenditoria e in altri campi, parallelamente a causa della grave crisi economica tante donne, senz’altro meno fortunate, sono le prime ad essere licenziate e le ultime ad essere assunte, vittime di lavoro nero, discriminazioni, violenze e soprusi perfino nel “civile Occidente”.

 

Ovviamente nel convegno il discorso sulla condizione femminile nei paesi de l terzo mondo non è stato nemmeno sfiorato, poiché sarebbe stato davvero troppo lungo ed impegnativo. Comunque, secondo il modesto parere della sottoscritta, le strategie più efficaci per ottenere migliori risultati, sia nei paesi più progrediti che in quelli sottosviluppati, potrebbero essere Cultura, Istruzione, Formazione (ricordando la coraggiosa battaglia di Malala), indispensabili per scardinare vecchi tabù e considerare finalmente le donne come “esseri umani non inferiori agli uomini”, con uguali diritti umani e civili, nonché pari opportunità.

 

Concludendo, ci auguriamo che i positivi cambiamenti possano essere realizzati proprio grazie alle donne che hanno raggiunto posizioni di potere e a tutti coloro lottano con impegno e  buona volontà.    

Giovanna D’Arbitrio                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

IL BEL PAESE - PASQUA
post pubblicato in diario, il 4 aprile 2012
           

La nostra Italia è davvero un “Bel Paese” nel quale ci potrebbero essere sempre nuove “meraviglie” da scoprire se gli stessi Italiani durante  festività e ferie smettessero di comportarsi da eterni esterofili e dedicassero maggior attenzione alle nostre bellissime regioni italiane, ricche di arte, cultura, paesaggi mozzafiato, nonché di suggestive tradizioni e usanze, cibi e vini eccellenti.

 

In questo periodo di crisi perché saggiamente non trascorriamo le vacanze pasquali in Italia? Perché non esploriamo le nostre regioni spendendo  quei pochi soldi che ancora abbiamo a beneficio del nostro paese? C’è sempre una chiesa che forse non abbiamo ancora visitato, un museo o un sito archeologico a noi ancora sconosciuto, qualche splendido paesaggio da ammirare in montagna, campagna, al mare, ai laghi, oppure nuovi cibi e pietanze “all’italiana” da assaggiare accompagnati da ottimi vini che variano da un posto all’altro del Paese con una varietà e bontà che nessuna nazione al mondo può vantare.

 

Anche a noi è capitato di scoprire qualche anno fa un paesino abruzzese, Canistro, per merito dei nostri parenti: un piccolo paradiso dove l’aria è salubre, l’acqua delle sorgenti è pura e cristallina e dove castagne “roscette”, salumi, carni, ortaggi, vini sono davvero di ottima qualità.

 

Là, a Canistro Superiore, sabato 31 marzo abbiamo seguito con interesse ed emozione il rito della Passione di Cristo. Tutto il paese era seriamente impegnato nella sacra rappresentazione: nelle varie “stazioni”( che di solito segnano gli episodi salienti della Passione secondo il racconto dei Vangeli) giovani, vecchi e bambini erano disposti in gruppi lungo le stradine che sempre più strette si avvolgono intorno al monte come un filo intorno ad un gomitolo tra boschi stupendi, folti castagneti  e scorci molto pittoreschi.

 

C’era un venticello piuttosto freddo al calar della sera, ma pareva che le persone non lo sentissero nemmeno tanto erano emotivamente coinvolte nella sacra recita. Grandi falò illuminavano suggestivamente le piccole piazze, offrendo un po’ di calore a tutti i partecipanti, attori e spettatori.  Sembrava realmente di essere tornati indietro di secoli rivivendo intense emozioni. Miracolo di una fede sincera che ancora è fortemente radicata nei piccoli paesi italiani.

 

I costumi li avevano realizzati loro con stoffe semplici che magari ognuno aveva in casa, ogni cosa era stata preparata con cura durante i mesi invernali. A Canistro non soffrono certo di solitudine! Hanno sempre qualcosa da fare, qualche evento da organizzare, ma soprattutto si vedono ogni giorno, in un contatto quotidiano fatto di amicizia, solidarietà e calore umano.

 

Da napoletana sento il dovere di rammentare a tutti che anche la Campania è una regione bellissima con abitanti “solari” e ricchi di humour malgrado i guai, regione nella quale non mancano tradizioni e riti antichi, musei, monumenti e siti archeologici, località turistiche includenti  mare, monti e campagna con possibilità di soggiorno in alberghi a 5 stelle oppure in piccole graziose pensioni ed economici bed & breakfast.

 

Perché dunque non restiamo qui a Pasqua invece di portare i nostri soldi all’estero in un momento di crisi? Perché non acquistiamo prodotti agricoli locali, vini e  cibi campani o le meravigliose creazioni dei nostri abili artigiani? Anche questo potrebbe essere un modo per aiutare la nostra regione. A tal proposito cito una divertente iniziativa di una ditta napoletana a conduzione familiare che sui prodotti mette cartellini con la scritta “E’ stato fatt’ a Napule!”.

 

Non mi stancherò mai di ripetere che il vero “Il petrolio” del nostro Bel Paese è rappresentato da arte e cultura, bellezze naturali e paesaggistiche, agricoltura, artigianato, antichi usi e costumi, varietà di tradizioni per fortuna ancora vive, un vero tesoro che se venisse pienamente sfruttato e valorizzato da strategie politiche miranti a sviluppare un Turismo ben organizzato e capace di far conoscere più a fondo  il nostro Bel Paese sia agli italiani che agli stranieri, potrebbe aiutare la nostra economia ed offrire tanti posti di lavoro in patria ai giovani.

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

"La Costituzione. Il Pilastro di Cristallo" di G. Fonseca
post pubblicato in diario, il 26 gennaio 2011

Giovedì 20 gennaio 2011, alle ore 18,00, alla “Feltrinelli” di Napoli è stato presentato il libro di G. Fonseca “La Costituzione. Il pilastro di Cristallo” (La Scuola di Pitagora Editrice) che si propone di offrire uno sguardo storico sull’origine dell’idea costituzionale nell’Europa moderna e in Italia, con riferimenti anche ai tempi attuali. Ne hanno discusso con l’autore autorevoli personaggi,come F. P. Casavola ( Presidente della Corte Costituzionale negli anni  1992-95), G. D’Agostino, M. Villone, M. Marotta.

Gli stati sono stati definiti dal Prof. Casavola “organismi viventi” e pertanto, come i corpi umani, si potrebbero  facilmente disgregare se non fossero retti da leggi, ma mentre la fine  dei corpi è opera della Natura, quella degli stati dipende dall’ Uomo e dal tipo di leggi che sceglie.  Attraverso un rapido excursus  storico, da Platone ai nostri giorni, si può costatare che il costituzionalismo vero e proprio appartiene all’epoca pre-moderna e moderna e che le  prime costituzioni europee,  all’inizio per lo più denominate Statuti, subirono l’influsso del modello francese. Per evitare sia l’urto violento e rivoluzionario sia il pericolo della dittatura della maggioranza, il passo successivo fu il trasferimento del potere del popolo ai rappresentati  eletti in Parlamento. Nonostante tutto ciò, alla base delle costituzioni moderne rimane ancora il concetto di Forza: il popolo deve difendersi dalla Forza del Potere e gli stessi poteri dello Stato devono salvaguardare la loro legittimazione, ben diversa dal “Gratia Dei” dei monarchi assoluti. La Costituzione italiana del ‘48, invece cerca di superare il concetto di Forza, poiché tiene conto anche della “Carta Universale dei Diritti dell’Uomo”, redatta nello stesso anno  sull’onda dell’orrore suscitato da tante violenze e atrocità, in particolare quelle dell’Olocausto. La nostra Costituzione va dunque difesa poiché è basata sul riconoscimento della “persona umana”.

G. D’Agostino, ha messo in evidenza che l’Italia nel ’48, provata da dittatura e guerra, riuscì a condividere i valori contenuti nella Costituzione, considerata allora come uno “spazio condiviso” da tutte le classi sociali. Oggi invece il pericolo maggiore per la nostra Costituzione viene da un’ Italia divisa e confusa, imbarbarita da degrado etico e culturale, da conflittualità politiche, da errori addebitabili non solo alla destra, ma anche alla sinistra.

 Per questi motivi dunque, secondo M. Villone, la nostra Costituzione, pur essendo un pilastro, deve essere gestita con cura poiché, se modificata in modo invasivo, potrebbe diventare fragile come il “cristallo”. Sarebbe preferibile quindi  migliorarne solo qualche punto debole attraverso il quale si potrebbero alterare i delicati equilibri tra i poteri dello Stato, con perdita di democrazia e libertà. In effetti oggi la situazione italiana sembra alquanto preoccupante per il degrado culturale di una parte del paese, una generale perdita di valori, l’incapacità della politica nel salvaguardare gli interessi della nazione (essendo più incline a conservare il potere che a risolvere i problemi), la debolezza dell’Opposizione che non riesce a formare un fronte unico per offrire una valida alternativa (e ci si augura che tale unità d’intenti sia ritrovata al più presto).

La conclusione della discussione è stata affidata all’autore, G. Fonseca, il quale si è mostrato più ottimista nell’indicare come strada alternativa una ripresa costruttiva del dialogo attraverso “la capacità di mediare” per consolidare l’Unità nazionale, il rilancio di cultura, informazione e formazione con progetti che coinvolgano soprattutto i giovani, tra i quali ve ne sono  già tanti che non si lasciano così facilmente  condizionare e strumentalizzare, come molti  erroneamente credono.

Giovanna D’Arbitrio 

 

 

 

 

 

Sfoglia novembre        gennaio