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SABAUDIA: MUSICA IN BLU
post pubblicato in diario, il 1 agosto 2017
Nella ricca offerta culturale di Sabaudia si inserisce anche “Musica in blu – Dove il canto recita”, la quinta edizione di una rassegna di musica e recitazione promossa dall’Ufficio Cultura, Turismo, Spettacolo e Sport del Comune di Sabaudia, con il patrocinio della Pro Loco. Grande il successo della prima serata, il 31 luglio, con lo spettacolo “I colori del bel canto”, in cui il baritono Fabio Capitanucci ha cantato brani tratti da famose Opere liriche con la sua possente voce, accompagnato al pianoforte dal Ugo Mariani e con clarinetto da Andrea Loccia. Fabio Capitanucci, nato a Sabaudia, è bell’esempio di impegno generoso e presenza scenica: vanta già alla sua età numerosi successi in campo internazionale. Mozart, Rossini e Donizetti sono suoi cavalli di battaglia, ma si distingue anche in repertorio pucciniano e verdiano. Un Artista sempre più apprezzato e richiesto da grandi teatri. Allestito nello spazio antistante il Palazzo Mazzoni, lo spettacolo ha coinvolto ed emozionato gli spettatori in un luogo suggestivo al quale il sapiente gioco di luci dona un particolare fascino, esaltando la bellezza del grande pino che si staglia contro il color blu dello storico edificio. Altri 4 incontri sono previsti 5, con bravi artisti che eseguiranno brani di musica classica e moderna, intervallati da momenti di recitazione: Martedì 1 agosto – gli attori/cantanti Claudia Campagnola e Marco Morandi in “Chi mi manca sei tu” accompagnati da pianoforte e chitarra. Omaggio a Rino Gaetano Mercoledì 2 agosto – Per i 50 anni dalla morte di Antonio De Curtis, Clara Galante in “Totò il buono”. Al pianoforte Giovanni Monti. Giovedì 3 agosto – l’attore Gianni De Feo in “Ballata notturna per Oscar Wilde” Venerdì 4 agosto – Maria Letizia Gorga in “Dalida” Giovanna D’Arbitrio
MOSTRA DI PAOLA PAVONE A SABAUDIA
post pubblicato in diario, il 27 luglio 2016
A Sabaudia, al Museo Emilio Greco, dal 19 al 25 luglio turisti e residenti hanno potuto ammirare l’interessante mostra di Paola Pavone. Tarantina di nascita, da molti anni vive e lavora a Roma dove nel2006 cominciò a frequentare corsi di pittura popolare (UPTER). Come afferma il critico Lino Di Stefano, l’artista è “dotata di una innata sensibilità per le questioni dell’arte, essa è incline ad analizzare quelle tematiche aventi, in particolare, come soggetti i paesaggi e le immagini della realtà. Componenti che saltano subito agli occhi già ad una semplice ricognizione dei lavori, tutti indovinati e tutti qualificati da efficaci degradazioni dell’intensità dei colori che spesso rimandano a motivi impressionistici di singolare valenza creativa viste, appunto, le sfumature che dominano nei quadri conferendo ad essi riusciti effetti espressivi dai quali si ricavano gli opportuni giudizi di valore”. Davvero interessante le sua descrizione di alcune opere, in particolare di “Barche sul fiume, con i contorni di alberi e una barca all’approdo caratterizzati dai toni giallo-azzurro-verdi dolcemente confusi fra loro, del quadro “In attesa della prossima stagione” da cui emergono su una spiaggia solitaria sia degli ombrelloni ammainati, sia una donna, vestita di nero, appoggiata ad una sdraio mentre, malinconicamente, scruta l’orizzonte sempre in un contesto di smorte - ma non riduttive - tonalità. In tale lavoro, la sagoma della donna ha un effetto potente e sicuro anche perché incarnante un clima di tristezza che rimanda al male di vivere dell’essere umano; il tutto, in linea col tenore dell’ambiente circostante”. Altre opere citate da Lino Di Stefano sono: “Ingresso in città con navetta”, in cui spicca il guidatore con un ampio cappello giallo, “Palmeto” piante tropicali un tempo molto presenti a Sabaudia ora quasi tutte distrutte, “Remi al sole” con uno specchio d’acqua azzurra e barche appoggiate sulla riva. “Tramonto” in toni di grigio, giallo e rosa, con ombrelloni e una bandiera che sventola, “Via dei casali di Paola” con uno sfondo dai colori sfumati contro il quale risaltano un ponticello su un corso d’acqua e due simboli geometrico-metafisici. “Le menzionate tele rappresentano solo una parte dell’ampia produzione della artista di Taranto- come sottolinea Lino Di Stefano- le cui qualità di pittrice si dimostrano originali non solo per i soggetti felicemente ideati, ma anche per la non meno genuina tecnica che trova nel cromatismo e nelle relative sfumature l’estrinsecazione di quell’arte figurativa che si chiama dipingere”. A parte alcuni simboli metafisici e qua e là forme geometriche, le opere di Paola Pavone in verità non mi ricordano le opere del grande De Chirico che tra l’altro non mi attirano particolarmente. Non sono un’esperta d’arte e quindi non mi permetto di entrare in dettagliate descrizioni e valutazioni. Credo che l’arte debba suscitare emozioni, secondo quanto affermarono poeti e artisti Romantici: in effetti ammirando le opere di Paola Pavone, ho ritrovato in esse l’amore per Sabaudia e talvolta il fascino un po’ melanconico che la caratterizza, soprattutto sul finire dell’estate, quando noi villeggianti ci prepariamo a lasciarla con un po’ di nostalgia per i bei momenti trascorsi qui durante l’estate. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA FILM FESTIVAL 2016
post pubblicato in diario, il 20 luglio 2016
Il 17 luglio 2016 si è concluso a Sabaudia con le rituali premiazioni la Seconda edizione del “Festival della Commedia all’italiana”, iniziato il 9 luglio. Oltre alle pellicole partecipanti al concorso, sono stati proiettati a Palazzo Mazzoni anche molti film dedicati al tema della “diversità” e interessanti tavole rotonde sui problemi delle “extentended families” in occidente. Nel complesso un Festival ben organizzato e realizzato a basso costo, grazie al supporto di BNL Gruppo BMP Paribas, del Comune di Sabaudia Ente promotore, del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, del Maestro Basile con le sculture in bronzo denominate “Regia di Circe”, assegnati ai personaggi selezionati dalla giuria. Bravi Ricky Tognazzi e Simona Izzo che insieme alla presentatrice Olivia Tassara hanno condotto le serate alle quali hanno partecipato numerosi registi e attori, come Paolo Genovese, Ennio Fantastichini, Fausto Brizzi, Laura Morante, Rocco Papaleo, Ferzan Ozpetek e tanti altri. Alla fine, a sorpresa , il pubblico ha votato in massa a favore di “Troppo Napoletano”, mentre il film “Perfetti Sconosciuti” ha vinto due premi assegnati dalla Giuria (presieduta da Marco Risi e composta da Nancy Brilli, Laura Delli Colli, Iaia Forte, Marco Giusti). Il Premio per Miglior Film e Migliore Sceneggiatura è andato a “Quo Vado?” che si è aggiudicato anche i premi per il Miglior Attore, Checco Zalone, e Migliore Attrice, Chiara Giovanardi. Miglior attore non protagonista, Lillo Petrolo per “Forever Young”. Premio Monica Scattini alla carriera per Lino Banfi e Premio Cosmari, consegnato da Francesco Traversa al Personaggio dell'anno, Nino Frassica. Francesco Traversa, amministratore del Consorzio di Cisterna di Latina che si occupa della gestione dei rifiuti industriali, si è mostrato molto soddisfatto del connubio tra cinema e ambiente, poiché “si può fare cultura anche parlando di rispetto per l’ambiente”- come ha affermato Traversa- il quale dopo una serie di iniziative nelle scuole, ha deciso di intraprendere anche campagne di promozione culturale centrate sul rispetto dell’ambiente. I film hanno riscosso interesse e applausi dal folto pubblico che talvolta ha manifestato un po’ d’impazienza quando le presentazioni introduttive duravano troppo ritardando la proiezione dei film. Una parte del pubblico, inoltre, non ha approvato le tematiche di alcuni film, ritenute non adatte ai minori presenti in Piazza del Comune. Infine ci sembra giusto sottolineare la chiusura dell’unico cinema di Sabaudia, lo storico “Augustus”, chiusura avvenuta tre anni fa, fatto grave in una piccola città così ricca di eventi culturali. Per maggiori dettagli sui film inclusi nel programma del Festival, si consiglia di visitare il seguente sito: http://www.latinatoday.it/eventi/sabaudia-film-festival-cinema2016.html Giovanna D’Arbitrio
"UNA DONNA TANTE DONNE", UN BEL LIBRO
post pubblicato in diario, il 17 giugno 2016
“UNA DONNA TANTE DONNE” (Ed. Albatros), di Maria Rosa Vitiello, candidato al Premio Pavoncella 2016, dedicato alla creatività femminile, si è classificato tra i primi cinque libri scelti dalla Giuria nel settore Narrativa tra diverse opere proposte quest’anno da note case editrici. Molto più alto senz’altro il livello rispetto agli altri anni, con libri complessi e originali sia per contenuto che per forma. La casa editrice Albatros ha così presentato il libro: “Una donna: quante realtà diverse può essere una donna durante il suo percorso? Una bambina, una ragazza, un’adulta, una moglie, un’amante, una complice, una madre, un’amica, una nonna, un sogno, una speranza. Eppure è sempre una, come uno è il diamante che mostra mille sfaccettature iridescenti. Siamo in un tempo che sembra lontano millenni, ma che ancora palpita nel cuore di chi l’ha vissuto ed è oggi tra noi. Seconda metà del Novecento: la guerra è ¬ finita da poco, il Paese si organizza e lentamente si ricostruisce. C’è gran fermento in casa della piccola Marina, sei anni, mentre si attende lo zio d’America. In poche semplici parole, Maria Rosaria Vitiello riesce a dipingere un quadro straordinario e dettagliato su un’Italia ingiallita dal tempo. Quello stesso tempo che abbraccia le radici di tutti noi”. Dai cenni biografici apprendiamo che Maria Rosaria Vitiello è nata a Napoli nel 1942. Dopo la laurea in Pedagogia presso la Facoltà di Magistero dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, ha conseguito il Diploma di abilitazione per l’insegnamento di materie letterarie nella scuola media e la specializzazione per lo svolgimento di attività psicopedagogica nella scuola elementare e media svolta come Funzione obiettivo per disagio, orientamento, integrazione ed inserimento di alunni extracomunitari. È Presidente dell’associazione culturale “Sabaudia per Sabaudia” ¬ finalizzata alla salvaguardia del patrimonio architettonico e alla promozione di eventi culturali ed artistici. Ho conosciuto l’autrice in casa di amici a Sabaudia e mi ha colpita per la vis comica (tipicamente napoletana) nel raccontare barzellette, nonché per la sua cultura e tanti valori che ci accomunano, comprese certe delusioni a livello politico di una gioventù anni ‘60 che sperava di cambiare il mondo. Quanto squallore ci ha regalato quest’epoca in cui prevalgono poltrone, intrighi, inciuci, corruzione banche e finanza, sia a livello locale (con baruffe chiozzotte!), che nazionale e internazionale! Nel leggere il suo libro ho ritrovato una parte dei miei ricordi d’infanzia, in particolare del dopoguerra e degli anni ’50, anche se le trama è molto centrata sulle vicende autobiografiche dell’autrice: ricordi che fanno parte della “nostra memoria collettiva”, del nostro passato. Penso che tutti i napoletani, non solo le donne, nel leggere il libro si ritroveranno nelle realistiche e folcloristiche descrizioni di vicoli, tradizioni, giochi d’infanzia, nonché nel personaggio dello “zio d’America”, presente in molte famiglie. Un libro “vero”, semplice, scritto con il cuore e che si legge tutto d’un fiato, avendo il pregio di essere conciso e breve. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2016
post pubblicato in diario, il 22 aprile 2016
È per me davvero un onore far parte della Giuria del Premio Pavoncella dedicato alla creatività femminile, un evento culturale di grande spessore che sta “crescendo” di anno in anno, riscuotendo successi e consensi sia a livello nazionale che internazionale. Con grande piacere quindi diffondo il primo comunicato stampa, relativo all’edizione 2016, a cura di Romano Tripodi. Quest’anno tra le premiate, come lo scorso anno ci saranno due giovani napoletane: Alice Hansen, restauratrice di opere d’arte moderne e contemporanee specializzata in conservazione delle opere d’arte e di design in materiali sintetici; Federica De Rosa, storica dell’arte. “É la “rosa” dei libri finalisti, a fare da apripista alla V edizione del “Premio Pavoncella alla creatività femminile”, che si svolgerà il 4 giugno prossimo a Sabaudia. Un Evento ideato ed organizzato da Francesca d’Oriano, presidente di Arte Oltre, che gode del Patrocinio del Senato della Repubblica, del Comune di Sabaudia, della Regione Lazio, della Provincia di Latina, dell’Ente Parco del Circeo e della Pro Loco di Sabaudia, e che ha ormai assunto una acclarata valenza nazionale ed internazionale, con un obiettivo di fondo: dare il giusto riconoscimento e ribalta mediatica alle “eccellenze in rosa” che hanno brillato e si sono generosamente spese, sovente nell’anonimato assoluto, nei vari comparti della società civile, del mondo universitario , del sociale, della ricerca scientifica, dell’arte e dell’imprenditoria. Una scelta non facile che ha impegnato, per otto mesi e su una base di mero volontariato, la Giuria , presieduta da Fiorenza Taricone, professore ordinario di storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, e formata dalle firme più illustri del giornalismo italiano, carta stampata ed emittenti televisive. Nella “rosa” delle autrici finaliste, dalle quali saranno scelte, entro il 15 maggio, le due vincitrici per il Romanzo e l’Opera prima, sono entrate a far parte: Emanuela Abbadessa con “Fiammetta” (Rizzoli editore); Ludina Barzini con “Solo Amore” (Bompiani); Lavinia Petti con “Il ladro di nebbia” (Longanesi); Maria Rosaria Vitiello “Una donna, tante donne” (Albatros); Alessia Lionello per “Sono morto dalle risate” (Bompiani); Francesca Fornario con “La banda della culla” (Einaudi); e Paola Cereda con “Le tre notti dell’abbondanza”(Piemme Editore). Madrina di questa V edizione del “Pavoncella” sarà Pamela Villoresi, una delle interpreti più importanti e significative del Teatro italiano. Il tema della nutrizione e dell’alimentazione umana costituirà invece il “fil rouge” che unirà le scienziate, le ricercatrici, le neo laureate e le specializzanti, che la Giuria ha deciso di premiare quest’anno con attestati mirati ed una borsa di studio intitolata a Dino Rago, un imprenditore lucano, dalla grande onestà e dalle larghe vedute professionali ,scomparso prematuramente trent’anni fa e che il fratello Donato, che ne ha raccolto il testimone, vuole ricordare, insieme ai nipoti. Si rinsalda anche questa volta il legame con Napoli e la sua Cultura premiando due giovani docenti del capoluogo partenopeo: Federica De Rosa per la conoscenza dell’Arte italiana e napoletana ed Alice Hansen per la valorizzazione dell’Arte e del Design. Ed è un’altra giovane, la violoncellista, Kyung Mi Lee, artista di fama mondiale, ad aggiudicarsi il “Pavoncella” per la “internazionalizzazione dei linguaggi musicali”. Grande attesa infine per gli speciali riconoscimenti “Donna dell’Anno” e “Donna dello Stato e per lo Stato” che verranno annunciati tra giorni unitamente alle donazioni che l’organizzazione ha previsto per due associazioni che operano da anni nel sociale.(a cura di Romano Tripodi)”. Napoli e Sabaudia, due luoghi a me cari per il particolare fascino che da essi s’irradia, un mix di cultura e luminosi paesaggi, di storia e antiche leggende: una degna sede per onorare le donne e la loro creatività. Giovanna D’Arbitrio
CONCERTO "SALIERI E MOZART A PROCESSO"
post pubblicato in diario, il 26 agosto 2015
Il 25 agosto alle ore 21:00, nella Corte Comunale del Comune di Sabaudia, ha avuto luogo il concerto “Salieri e Mozart a processo”, nell'ambito dell'estate musicale di Sabaudia. L'orchestra ASSAMI, diretta da Beatrice Venezi e composta da allievi diplomati del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, ha svolto il ruolo di guida musicale ala rappresentazione dell processo che si celebrò il 17 maggio 1997 nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano e che vide Antonio Salieri imputato, a due secoli di distanza, della morte di Mozart. Nel comunicato stampa dell’Ufficio Cultura di Sabaudia si legge quanto segue: ”Singolari i protagonisti e singolare il capo d'imputazione, ma del tutto rituale il processo celebrato da un collegio giudicante composto da Magistrati in funzione e presieduto dall'allora presidente della Corte d'Appello di Milano, in cui il ruolo di Pubblico Ministero fu ricoperto da altro Magistrato effettivo e la difesa garantita da valenti Avvocati del Foro di Milano. Il dispositivo finale fu – e non poteva essere diversamente – di assoluzione per non aver commesso il fatto, non essendo state acquisite prove di un avvelenamento di Mozart da parte di Salieri, ma il processo del 17 maggio fu comunque un'occasione per rievocare la figura di due grandi musicisti che, pur riproposti al pubblico in termini alquanto diversi dalla loro reale personalità dal famoso film “Amadeus” di Milos Forman, hanno caratterizzato l'evoluzione musicale dal 700 all'800. Ci preme segnalare che l'Ensemble dell'ASSAMI – che ha eseguito “Armonia per un tempio nella notte” di Antonio Salieri e la “Gran partita” K 361 di Mozart – è stao diretto nell'occasione da Beatrice Venezi che, pur nella sua ancora brevissima carriera di direttore d'orchestra, ha saputo mettere in luce un brillante talento che le è valso, tra gli altri riconoscimenti, il prestigioso premio “La Musica per la Vita”, conferitole l'8 marzo 2015 dall'ASSAMI. Consapevole del prestigio dell'evento, con grande soddisfazione, l'Assessore alla Cultura Turismo e Spettacolo Marilena Gelardi, ha così commentato: “ho trovato interessante e di grande valore la proposta dell'associazione ASSAMI di presentare a Sabaudia il concerto “Salieri e Mozart a processo”, per offrire un'ulteriore esibizione di altissimo livello agli amanti della buona musica”. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA FILM FESTIVAL
post pubblicato in diario, il 15 luglio 2015
In questi giorni si sta svolgendo a Sabaudia il primo festival cinematografico dedicato alla commedia italiana. Nel corso della manifestazione, iniziata il 10 luglio e diretta da Franco Montini, giornalista e presidente del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), saranno presentate otto commedie di successo apparse sugli schermi nel 2014-15 e una retrospettiva di sei film di carattere balneare, “Filmare”, con la presenza di attori e registi. Si discute inoltre sulla storia della commedia italiana in una serie di dibattiti denominati “Confronti”. Le serate, ad ingresso libero, sono condotte Da Olivia Tassara, giornalista di Sky Tg24, e le commedie sono proiettate sul grande schermo allestito all’aperto in Viale Umberto I. Gli appuntamenti pomeridiani della serie “Filmare” hanno luogo nella Corte Comunale e mentre i “Confronti” si svolgono presso il Centro di Documentazione Angiolo Mazzoni. Il “Sabaudia film Festival” si concluderà il 18 luglio con le premiazioni di giuria e pubblico. Walter Veltroni, presidente della giuria, guiderà il gruppo di esperti (P. Casella, A. Purgatori, G. Scarpelli e O. Spila) che premierà migliore opera prima, migliore attore, migliore attrice, mentre il pubblico sceglierà la migliore commedia tra i film in concorso. Nel corso della manifestazione è stato più volte sottolineato che Sabaudia ha sempre attirato attori, attrici e registi che l’hanno scelta sia come luogo di vacanze, sia come set per numerosi film, tra i quali ricordiamo Divorzio all’italiana, La voglia matta, Per grazia ricevuta, La luna, Amore mio aiutami, L’amico di famiglia, Compagni di scuola, Storia di Piera, Non ti muovere, Il Caimano, Caos Calmo e tanti altri. La bellezza dei paesaggi, la sua particolare architettura, il fascino di antiche legende fanno di Sabaudia una location ideale per numerose pellicole. Tutto ciò ci sembra lodevole e pertanto francamente non comprendiamo i motivi per i quali lo storico cinema “Augustus” di Sabaudia da qualche anno sia stato chiuso e, fatto ancor più grave, si vocifera che diventerà un supermercato. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA: PRIMA MOSTRA NAZIONALE DEL PASTELLO
post pubblicato in diario, il 8 luglio 2015
Nell’ambito della XX edizione della rassegna Segni e Forme, a Sabaudia sarà aperta al pubblico, dal 4 al 26 luglio, la Prima Mostra Nazionale del Pastello, presso il Museo Emilio Greco. L’esposizione è curata dall’ associazione PASIT- Pastellisti Italiani, con il contributo di 34 artisti. Riconducibile al 1700, tale arte è stata troppo spesso trascurata in Italia, considerata meno importante della pittura alla quale per molto tempo ha offerto spesso rifiniture, all’estero invece (soprattutto negli Stati Uniti, Francia e Spagna) vanta grandi tradizioni. La mostra organizzata a Sabaudia è senz’altro interessante per il genere di tecnica antica e raffinata, caratterizzata da colori vivi e brillanti e particolari sfumature, ottenute utilizzando i polpastrelli come pennelli. Secondo Marilena Gelardi, assessore alla Cultura, Turismo e Spettacolo, questo evento culturale “rappresenta un’ulteriore grande opportunità per la crescita di Sabaudia, onorata di poter ospitare la Prima Mostra Nazionale del Pastello in Italia, dimostrando ancora una volta grande attenzione per eventi di elevata qualità artistica”. L’intento primario dell’Associazione “Pasit”, che proprio a luglio con la mostra nazionale festeggerà il primo anno di vita, è quello di porsi come punto di riferimento per tutelare e valorizzare quest’ arte. Numerose sono le tecniche usate dai pastellisti tra i quali ricordiamo il presidente di “Pasit”, lo spagnolo Ruben Belloso Adorna, che esporrà alcune opere e proporrà, come gli altri artisti, una dimostrazione dal vivo. La mostra si concluderà con un concorso e con assegnazione di un Premio della Critica e un Premio del Pubblico. Giovanna D’Arbitrio
"UN BARATTOLO PIENO DI LUCCIOLE", un libro di Donata Carelli
post pubblicato in diario, il 26 agosto 2014
           

Continuano le “Conversazioni della Corte” a Sabaudia dove domenica 24 agosto, alle ore 21,00, è stato presentato il libro “Un barattolo pieno di lucciole-Storia di Igor Man e Maria Rosa Carreri” (Editore Guida), di Donata Carelli. Docente di Lettere,  l’autrice è anche  sceneggiatrice e in tal campo considera  suo maestro” Ugo Pirro al quale ha dedicato un toccante ritratto in Soltanto un nome nei titoli di testa. Un suo nuovo copione, 2 euro l’ora (sulla tragica morte di due donne campane) è stato presentato alla National Academy of Art & Science di New York.

 

Un barattolo pieno di lucciole è il suo primo libro, un testo davvero interessante in cui ella narra con delicatezza e sensibilità la storia di Maria Rosa Carreri e suo marito Igor Man (Igor Manlio Mazzella), il celebre giornalista del quotidiano “La Stampa” che seppe  raccontare con coraggio  la verità su tanti drammatici eventi, come la guerra nel Vietnam, gli orrori della Palestina, l’embargo di Cuba, l’assassinio di Sadat in Egitto, descrivendo tanti personaggi come Che Guevara, Khomeini, Arafat, Fidel Castro, Gheddafi e tanti altri.

 

In una gradevole serata, nella Corte del Comune di Sabaudia, la giornalista Marianna Parlapiano ha condotto un vivace dibattito destreggiandosi con abilità tra i vari interventi dei partecipanti, legati a Donata da rapporti d’amicizia. Tra i presenti, l’autrice stessa,  Marilena Gelardi (assessore alla Cultura), Valeria Fedeli (vice presidente del Senato), Angelo Favaro (docente dell’Università di Tor Vergata), Federico Manzella (figlio di Igor e Mariarosa) che hanno parlato del libro in una conversazione agile, piacevole, elegante tra persone colte, con quel tocco di complicità e di armoniosa empatia che si stabilisce tra amici.

 

Anche la sottoscritta, conoscendo Donata e la sua famiglia, ha seguito il dibattito con particolare interesse, pensando che nella famiglia Carelli la Cultura è “pane quotidiano”: la madre Carla Melegari, docente di Lettere,  dirigente scolastico nelle locali scuole, ha scritto il libro Sabaudia, oh cara , il padre Rodolfo, noto uomo politico e sensibile poeta, è autore di  numerose raccolte di successo, tra le quali ricordiamo Per questo tuo ostinato amore, Il compasso, L’altra metà del cielo, L’artista e il suo rovello. Nel 1980 ha fondato il Premio di Poesia Circe Sabaudia.

 

Come i relatori hanno sottolineato durante la presentazione, Un barattolo pieno di lucciole ci offre un dialogo a “cuore aperto” tra Donata e Maria Rosa che poi  si trasforma non solo in una sorta di romanzo su una grande storia d’amore, ma anche in un documento di essenziali verità su cinquant’anni di storia nazionale e internazionale.

 
La stessa  autrice ha asserito quanto segue sul  suo libro: “È  una cronaca nuda, onesta di una serie di incontri avvenuti con Mariarosa Carreri Man, inizialmente destinati ad una intervista. Man mano che le conversazioni procedevano, nello scenario del Villaggio giornalisti sulle rive del lago di Paola, ai piedi del Circeo, mi rendevo conto che la vita di questa coppia, con le sue dinamiche, le sfide, i viaggi, i ritorni, meritava ben più di un'intervista. Ho proposto a Mariarosa un romanzo che registrasse questo fluire di ricordi e considerazioni, e lei mi ha dato fiducia. Ed io gliene sono grata così come ringrazio l'editore, Diego Guida, per aver sposato da subito, con slancio, questo progetto."

 

Il testo inizia con due interessanti prefazioni, una del prof. Andrea Riccardi, ordinario di Storia Contemporanea all'Università di Bari, alla Sapienza e di Roma, nonché fondatore nel 1968 della Comunità di Sant'Egidio e Ministro  nel governo Mario Monti; l'altra prefazione è di Marcello Sorgi, giornalista, politologo, scrittore, già direttore del Tg1 e del quotidiano La Stampa del quale è editorialista.

 

Nella prefazione Andrea Riccardi  afferma che "Igor Man portava con sé, di ritorno a casa, le ferite di un popolo, come nel caso del Vietnam negli anni ‘60, esperienza che segnò la sua vita in modo profondo e che forse contribuì alla crescita della sua attenzione ai deboli: il più debole, in quanto tale, va sempre rispettato e trattato con maggiore attenzione, insegnava al figlio Federico.. … Al cuore di questo libro c'è una storia di affetto, per alcuni versi intima, raccontata sempre con grazia, pudore, senza infingimenti. Raccontare questa storia di amore vuol dire anche narrare la scoperta del mondo, ma anche la vita di Roma in quegli anni. E' uno dei motivi di interesse per questo volume".

 

Ricordando Igor Man e sua moglie, Sorgi riferisce invece che mentre  “Igor era avventuroso, istintivo, sognatore, preso dalla passione indomabile per il suo mestiere, Mariarosa era razionale, dolce, ma inflessibile nello svelare i miraggi davanti ai quali lui si perdeva di tanto in tanto, nelle grandi praterie delle illusioni che i giornalisti amano attraversare, un mondo fantastico e ammaliante senza il quale non avrebbe senso la dura vita del cronista, con i suoi orari impossibili, le attese interminabili, le notti che si allungano fino all'alba, aspettando che si smorzi l'eccitazione e l'effetto dell'adrenalina che ha forgiato le righe una ad una".

 

 Leggendo il libro ho ritrovato non solo tutto ciò che avevo appreso dai relatori, ma ho potuto apprezzare in pieno “la magia delle parole” in uno stile fluido, colto e schietto, a tratti poetico, capace di creare un’ atmosfera particolare di foscoliani “amorosi sensi”, senza peraltro cadere nel mélo, rilevata già durante la presentazione. Quella sera mi sembrava in effetti  che aleggiasse nell’aria “uno spirto soave pien d’amore” (Dante): c’era non solo l’amore tra Mariarosa ed Igor, ma anche  l’amore per Sabaudia, un luogo magico che aveva affascinato anche loro.  In un’intervista infatti Igor dichiarò: “Mi sono innamorato di questa terra, anzi del suo straordinario silenzio. Ed in questa realtà chiamata Sabaudia mi ci sono tuffato letteralmente dentro…Poi di un luogo ci si innamora, ci si può innamorare, come ci si innamora di una donna. E puoi anche non sapere nemmeno perché. Ma accade. E’ la magia, il fascino, il mistero di un luogo rispetto ad un altro..”.   

Anche Donata ha parlato con emozione della sua terra, definendo i veri sabaudiani “abitanti dell’isola Eea”, forse  perché coloro che amano davvero Sabaudia, l’amano sempre, anche d’inverno, non solo d’estate, e ne subiscono il  fascino, come Ulisse quando approdò su queste coste incantate: “ E su l’isola Eea giungemmo, dove Circe, diva terribile dal crespo crine e dal dolce canto, avea  soggiorno” (Odissea, libro X).

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

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