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RIFIUTI TOSSICI A NAPOLI E NEL MONDO
post pubblicato in diario, il 2 dicembre 2010

I rifiuti  stanno appestando da anni la Campania, ma il problema viene preso in considerazione solo quando la spazzatura invade le strade e così ancora una volta in Italia e all’estero si parla di criminalità organizzata e di ecomafie, nonché dell’ignoranza  e dell’inciviltà dei campani, un tema tanto caro a chi vuol gettar sempre fango sulla nostra regione.

I rifiuti sono solo l’effetto più evidente di tanti traffici illegali, un altro tragico atto di una tragedia infinita. La verità è che il territorio campano scoppia per esubero di discariche legali e illegali, stracolme di  rifiuti tossici di tutti i tipi che avvelenano terra, acqua e aria, causando tante malattie. Tutti parlano della spazzatura sulle strade, ma pochi dei veleni contenuti nelle montagne di ecoballe presenti sul nostro territorio, ora davvero difficili da smaltire.

Come combattere i traffici illeciti? Arresti e confisca di beni non bastano se non si eliminano le cause endemiche solidamente radicate in tutto il Sud, non solo in Campania: ignoranza, miseria e disoccupazione. Se non verranno eliminati questi mali, la criminalità troverà sempre nuove reclute. Da tempo immemorabile tuttavia i mezzi più efficaci, cioè istruzione, occupazione e legalità, non sono stati mai presi  in considerazione in modo adeguato e pertanto lo Stato non è giunto a soluzioni concrete ed efficaci. Scuole fatiscenti, disoccupati e persone ammazzate ogni giorno sono un’incontestabile realtà. 

A quanto pare ora tutto ciò riguarda solo la Campania, colpevole di aver sprecato tanti soldi. Chi dovrebbe allora individuare e punire i colpevoli passati e presenti?  Siamo proprio sicuri che essi siano solo qui? Ma che importa! Ognuno si risolva i propri problemi come può!  Oggi  prevalgono gli interessi egoistici, mascherati con esaltazioni di dialetti, inni, bandiere regionali e quant’altro. Tutti parlano della spazzatura campana, ma pochi s’informano seriamente con qualche documentario (come “Biutiful Cauntry”) oppure con  libri che fanno luce su fatti e misfatti. Si continua quindi a sbandierare con tracotanza l’inciviltà dei campani, mentre assistiamo al “palleggiamento” delle responsabilità. In Campania però delusione e rabbia aumentano nei cittadini che hanno provato sulla loro pelle le inefficienze di tanti partiti. Non giovano certo le offese dei leghisti, o le recenti affermazioni di G. Bocca sulla “questione meridionale”, a calmare le tensioni Nord-Sud, né a consolidare una traballante Unità d’Italia.

La spazzatura campana non è che la punta di un grosso iceberg, poiché le cause sono profonde e vaste e l’informazione sui fatti, spesso manipolata, non aiuta italiani del Nord e stranieri a comprendere ciò che accade a Napoli e nel resto del mondo: manca una visione d’insieme. Lo smaltimento dei rifiuti tossici è un problema non solo “napoletano”, ma nazionale e internazionale e ben presto coinvolgerà tutti, se non si interverrà tempestivamente sulle ecomafie. Quando il Sud sarà saturo, i rifiuti tossici arriveranno anche al Nord: sta già accadendo. I grandi eventi epocali, cioè caduta del Muro di Berlino, attentato alle Torri Gemelle e globalizzazione, non solo hanno causato il crollo delle ideologie, ma hanno contribuito ad incrementare il divario tra ricchi e poveri. Alle aree sottosviluppate, dunque, toccano rifiuti tossici e sfruttamento di risorse che consentono alti profitti a bassi costi, possibili proprio perché non si rispettano regole. Per completare l’opera poi nei cosiddetti paesi “emergenti”  si favorisce il sorgere di una classe media agiata in grado di acquistare merci ed incrementare consumi, mentre in occidente si creano crisi e disoccupazione.

Così da un lato le vecchie ideologie non funzionano più e dall’altro a livello internazionale non emergono grandi personaggi capaci di indicare vie nuove e costruttive. Perfino gli entusiasmi per Obama si stanno spegnendo. Come ha osato egli sfidare le potenti lobby con riforma sanitaria e lotta alle speculazioni?!  Intanto le strategie alla “Grande Fratello” aumentano  con lo spauracchio del terrorismo:  siamo pieni di telecamere, documenti con microchip, impronte digitali e quant’altro. A cosa servono poi se il mondo pullula sempre più di traffici illegali e terroristi?  E ora arrivano anche le rivelazioni di Wikileaks che gettano ombra sulle relazioni internazionali.  

Che fare? Sperare forse che i giovani possano dare l’input ad una positiva svolta? In fondo se ci volgiamo indietro a riflettere sui passati eventi storici, constatiamo che i giovani sono sempre riusciti a generare, o supportare, cambiamenti e significativi progressi su questo pianeta.           

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

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