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NUCLEARE E ACQUA
post pubblicato in diario, il 30 marzo 2011

Numerosi  e significativi sono stati gli slogan della manifestazione svoltasi il 26 marzo a Roma per difendere l’acqua pubblica e lottare contro le centrali nucleari. Tra essi ricordiamo ” l’acqua non si vende-  due sì per l’acqua bene comune - water is not a business - l’unica cosa sicura del nucleare sono i rischi - meglio attivi che radioattivi”.

 Oggi l’aspetto più nuovo di molte proteste di piazza (oltre all’immane mobilitazione di gruppi e associazioni) consiste senza dubbio in un sincero e spontaneo coinvolgimento di persone comuni, preoccupate del futuro del pianeta e stanche di logore strategie politiche nazionali ed internazionali che mettono sempre al primo posto interessi e vantaggi economici, incuranti dei consequenziali rischi e danni già inflitti e ancora infliggibili a tutta l’umanità.

 Nemmeno lo spaventoso tzunami e il disastro di Fukushima son bastati a far cambiare rotta agli accaniti devastatori della Terra. Niente riesce a fermarli nella testarda difesa del nucleare! Come mai non provano brividi di paura pensando alle numerose centrali presenti in tutto il mondo alle quali si aggiunge l’orrendo e mortale corredo di armi atomiche ormai in possesso di troppi paesi? Come può un paese come il Giappone, che ha  già sperimentato a Nagasaki e Hiroshima il devastante poter dell’energia nucleare, ricadere nell’errore di usare tale potere in un territorio ad altissimo rischio sismico?

 Il nucleare sembra qualcosa di pericoloso finito nelle mani di bambini inesperti che dovrebbero stare attenti a non scherzare con ciò che non conoscono a fondo. Probabilmente servono ulteriori studi, ricerche, approfondimenti, maggiore senso di responsabilità, rispetto per persone e ambiente, prima di poterlo usare senza rischi. Il progresso scientifico e tecnologico se impiegato al servizio dell’umanità non fa paura. Chi potrebbe negare l’utilità del laser in medicina?

L’Uomo è davvero un essere incomprensibile che spesso non impara le lezioni impartite dalla storia e pensa solo a vantaggi e profitti immediati, senza tener conto delle cause e degli effetti scatenati da ogni sua azione.  Non è folle ad esempio il progetto (si spera cancellato per sempre!) di installare una centrale in Campania, una vera “terra del fuoco”, se  solo si considera la presenza del Vesuvio e  dei Campi Flegrei? E’ incredibile la mancanza di rispetto verso la nostra regione, ogni giorno vilipesa in Tv e su tanti giornali ma sempre al primo posto quando si tratta di scaricare rifiuti tossici, centrali nucleari e ora anche obiettivi sensibili, come Capodichino, aeroporto civile usato come centro di coordinamento delle basi NATO nell’attuale conflitto con la Libia.

Eppure qualcosa sta cambiando nel mondo: a Berlino si è appena concluso un referendum nel quale il 90% dei votanti si è dichiarato favorevole alla gestione pubblica dell’acqua e per quanto riguarda il nucleare A. Merkel  ha auspicato una rapida “uscita” dall’attuale situazione.

 Per fortuna, dunque, idee nuove stanno  mobilitando milioni di persone in tutto il mondo in una sorta di globalizzazione alternativa, lontana da interessi e profitti, fortemente radicata invece nei diritti umani e nella salvaguardia di quei “beni comuni” come acqua, cibo, casa, ambiente, salute, istruzione, occupazione che,  essendo “trasversali”, vanno al di là degli interessi locali e nazionali, dell’Occidente e dell’Oriente, del Nord e del Sud.

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

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