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"C'era una volta un Vaticano" di M. Franco
post pubblicato in diario, il 30 luglio 2011

Domenica, 23 luglio, è stato presentato il libro di Massimo Franco “C’era una volta un Vativano” in concorso con altri autori per la III edizione del Premio Sabaudia Cultura 2011, supportato da Presidenza della Repubblica e patrocinato da Senato, Camera dei Deputati e Ministero per i Beni Culturali. Tra i relatori  eminenti personaggi come A. Taiani, L. Tivelli, G.Malagò, G. Russo, il sindaco M. Lucci, l’autore, M. Franco. Coordinatore:  M. Sechi .

Il sindaco M. Lucci ha evidenziato che, oltre a libri di saggistica, quest’anno saranno presentati anche i  testi di tre autori extracomunitari nella sezione “Letteratura Migrante” e l’on. Tivelli ha affermato che il Premio Sabaudia è “un premio dei cittadini e per i cittadini”, poiché essi  non solo potranno interagire nel question time con l’autore, ma potranno votare per l’autore preferito e contribuire così al Premio del Pubblico che si aggiungerà a quello della Giuria. Egli ha rivelato inoltre che diversi testi in concorso sono dedicati alle celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

L’on. A. Taiani, come esperto europarlamentare, si è soffermato soprattutto sulla necessità di consolidare le “radici cristiane” in Europa come baluardo contro un’epocale crisi di valori, mentre G. Malagò ha sottolineato  che  i recenti  scandali su pedofilia,corruzione e lotte di potere vanno contrastati mettendo in rilievo la positiva operatività di tanti sacerdoti che ogni giorno lottano coraggiosamente  in vari campi, ricordando in particolare don Andrea Celli, prete giovane, missionario, che ovunque venga inviato dai suoi superiori riesce a coinvolgere attivamente i fedeli.

Secondo l’autore, Massimo Franco, con la fine della cosiddetta “guerra fredda”, in Europa il Vaticano non è riuscito più ad influenzare i Cristiani né in campo etico  - religioso, né ad orientare gli elettorati in campo politico, sotto l’incalzare di una “laicizzazione del peccato”  e l’esigenza di cambiamento su tematiche importanti come il celibato dei sacerdoti, il ruolo delle donne nella Chiesa e nella società, il dialogo con altre religioni.

A questo punto il dibattito, guidato da M. Sechi, direttore del “Tempo”, è scivolato su temi politici con molte digressioni e commenti sull’attuale crisi politica italiana e per fortuna gli interventi del pubblico nel “question time” hanno ricondotto sui binari i conferenzieri, costringendoli ad approfondire alcune problematiche esposte nel testo.

In particolare ci è sembrato molto lucido e preciso l’intervento dell’on. R. Carelli, presente tra il pubblico, che ha chiesto all’autore il suo parere sulle probabilità di un sacerdozio esteso alle donne:  M. Franco ha espresso i suoi dubbi in merito, almeno per un futuro molto prossimo, mentre più probabile gli sembra una riforma sul celibato.

Il libro senz’altro suscita discussioni ed utili riflessioni, ma  legare la crisi di “un Vaticano” del passato alla fine della guerra fredda, sembra francamente poco credibile. Un vero Cristiano, infatti, non si lascia facilmente influenzare dagli eventi storici, riconoscendo solo in Cristo il suo unico, grande Maestro, la sua guida nella vita quotidiana vissuta in modo coerente secondo la difficile strada da Lui indicata: rispetto di sé stessi e degli altri nell’esercizio del libero arbitrio, onestà, equità sociale, rispetto dei valori democratici, altruismo e soprattutto nonviolenza, perdono e amore.   Inoltre per quanto riguarda le radici Cristiane, l’Europa forse non le ha cancellate del tutto, poiché ciò che rifiuta oggi, e ha già rifiutato in passato, è il potere temporale del Vaticano e la sua ingerenza nelle faccende politiche.

In conclusione, ricordando le parole di Cristo “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”, speriamo piuttosto che l’attuale perdita dei valori sia superata con  il positivo esempio non solo dei Cristiani europei, ma di tutti gli “uomini di buona volontà” di ogni paese, razza e religione.

 Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

 

 

 

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