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PREMIO SABAUDIA CULTURA 2012
post pubblicato in diario, il 11 agosto 2012
           

Mercoledì 8 agosto, alle ore 21,00, si è conclusa  la IV edizione del Premio Sabaudia Cultura con la premiazione dei vincitori. L’importante evento culturale svoltosi sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati, è stato organizzato dal Comune di Sabaudia con la direzione artistica di Luigi Tivelli nel corso di 12 serate in cui sono stati presentati con successo  10 interessanti testi di saggistica.

 

Il Premio del Pubblico è stato assegnato al testo di Carlo Verdone, “La casa sopra i portici”, un coinvolgente racconto dei ricordi giovanili dell’attore legati alla casa della sua famiglia, degno di encomio per  lo stile scorrevole ed ironico. Il Premio della Giuria, presieduta dallo scrittore e giornalista Giovanni Russo, è stato assegnato a Marina Valensise  per il suo libro “Il sole sorge a sud”,  un viaggio-inchiesta sul Mezzogiorno visto non tanto come un “ problema” da risolvere quanto piuttosto come una “risorsa” da  valorizzare.

 

 La medaglia del Presidente della Repubblica è stata assegnata a  Paolo Savona per  “Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi”,  in cui l'autore rigetta le politiche della “vecchia Europa” ed indica le scelte giuste per uscire dalla crisi, mentre una meritata menzione speciale (con medaglia del Presidente del Senato) è stata attribuita al libro di Giuseppe Ayala “Troppe coincidenze”, una graffiante denuncia  suMafia, politica, apparati deviati, giustizia , relazione pericolose ed occasioni perdute” (come si legge nel sottotitolo).

 

 Per la sezione  dedicata alla Letteratura Migrante, il premio della Giuria è stato assegnato a Kaha Mohamed Aden con “Fra-intendimenti”, un libro sulla  Somalia e sulle condizioni delle donne somale in Italia. 

 

Ai vincitori è stata donata una preziosa scultura in bronzo di Pasquale Basile. Particolare interessante: quella assegnata a Carlo Verdone, intitolata “ Ciak si gira”, è stata ispirata dal ricordo del grande Fellini.

 

 Infine sono stati invitati a salire sul palco  Alessio Sartori e Romano Battisti, canottieri delle Fiamme Gialle, medaglie d’argento  alle Olimpiadi, appena rientrati da  Londra, ai quali è stato regalato il simbolo del Comune di Sabaudia: un momento davvero emozionante.

 

Per dovere di cronaca, mi sembra giusto citare anche gli altri libri in concorso presentati in animate conferenze e vivaci dibattiti con il pubblico:  “Storie di sport e di donne” di Giovanni Malagò, “Spudorati” di Mario Giordano; “2030 - La tempesta perfetta” di G. Comin e D. Speroni,  “Eutanasia di un potere” di Marco Damilano. Per la sezione Letteratura Migrante ricordiamo: “Noi italiani neri” di Pap Khouma, “Sud 1982” di Adrian Bravi.

Giovanna D’Arbitrio  

 

 

"HO SMESSO DI PIANGERE", un libro sul male oscuro
post pubblicato in diario, il 4 agosto 2012

La nota attrice, Veronica Pivetti,  ha presentato il suo libro "Ho smesso di piangere" (edito da Mondadori),  venerdì 3 agosto, alle ore 19,30, presso la Corte del Comune di Sabaudia, nell’ambito del premio internazionale Pavoncella dedicato alla creatività femminile, ideato e curato da Francesca d’Oriano, con il patrocinio del Comune di Sabaudia, nella persona dell’assessore ai servizi sociali, Marilena Gelardi.

 Emilia Costantini, nota giornalista del Corriere della Sera, sempre attenta alle problematiche femminili, ha intervistato l’attrice, riuscendo a mettere in evidenza il carattere dell’evento: senz’altro qualcosa in più di una mera presentazione, in quanto racconto di un’odissea realmente vissuta con grande sofferenza da Veronica Pivetti , un’odissea che ella ha voluto condividere, offrendo  umilmente ad altri qualche spunto concreto per uscirne.

Nel libro Veronica in effetti  racconta il suo drammatico percorso per combattere la malattia che, nata da una disfunzione tiroidea curata superficialmente, sfociò poi in una profonda depressione: sei anni di inferno descritti con sensibilità, spontaneità ma anche tanta ironia e verve, cercando di sdrammatizzare per essere in qualche modo d’aiuto a quanti  condividono il “male oscuro”.

 

 -Il problema della depressione – ha affermato l’attrice - è che nella maggioranza dei casi non la puoi né raccontare né descrivere. È invisibile. E non è eguale per tutti, ma è anche un male profondo e assoluto che va affrontato -. Il male psichico, inoltre, devasta anche il corpo verso il quale si perde ogni interesse, rinunciando perfino a lavarsi e a cambiarsi d’abito per lunghe settimane. Solo il lavoro e il rispetto per i contratti firmati riuscivano di tanto in tanto a scuoterla da tale stato.

 

Rendendosi conto, inoltre, che nessuno in fondo è capace di comprendere un dolore interiore così complesso (perfino in famiglia), per cui spesso “è più accettato un assassino che un depresso”, per anni ha costantemente nascosto a tutti il suo male temendo di essere considerata pazza. Si è confidata soltanto con una sua amica che le ha mostrato comprensione ed affetto e con la sua sensibile truccatrice che abilmente cancellava le tracce delle lacrime.

 

La sua sferzante ironia colpisce tanti pomposi medici, maschilisti più centrati su se stessi che sui pazienti depressi, tra i quali le donne sono più numerose.  Trovandosi di fronte alla nota attrice, inoltre, alcuni entravano in una sorta di competizione sfoggiando le proprie capacità, altri addirittura mettevano in dubbio i suoi gravi problemi. Assurdi secondo lei anche i cosiddetti “protocolli” standard che pretendono di curare con uguali medicine e metodi tutti gli ammalati, in realtà persone molto diverse, pervenute oltretutto alla malattia per cause differenti.

 

Alla fine comunque, vinta la sua dura lotta, Veronica è ora convinta che essa sia servita a farla crescere e maturare, a donarle maggiore consapevolezza sul significato della vita.

 

Un libro saggiamente definito “utile” da E. Costantini, un libro quindi che si distingue tra tanti testi che col passar del tempo non lasciano alcuna traccia.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

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