.
Annunci online

FILM "IN SOLITARIO"
post pubblicato in diario, il 24 novembre 2013
           

Dopo il successo del film “Quasi Amici” i produttori e l’attore protagonista  sono di nuovo insieme nell’opera prima del regista Christophe Offenstein, “In Solitario”.

 

Questa volta François Cluzet interpreta il ruolo di uno skipper, Yann Kermadec, un grintoso vedovo sessantenne che lascia a casa la figlia Léa e la compagna Marie per realizzare il suo sogno di partecipare al Vendée  Globe,  sostituendo l' amico Franck Drevil (G. Canet), bloccato da un infortunio.

 

Durante la sua “solitaria” circumnavigazione del globo terrestre, Yann è costretto a fare una sosta a Capo Verde per riparare un danno alla barca e quando riparte scopre a bordo un clandestino, Mano Ixa (S. Seghir), un ragazzo nato in Mauritania che spera di arrivare in Francia per curarsi una grave malattia.  

 

All’inizio Yann è sbigottito e irritato: quella gara rappresenta per lui un sogno nel cassetto, per realizzarlo  si è allontanato perfino da Léa e Marie,  con le quali ora comunica teneramente solo mediante Skype.

 

Concentrato e determinato nel perseguire i suoi obiettivi, egli non vuol correre il rischio di essere squalificato. Quel viaggio intorno al mondo (metafora della vita), tuttavia, sarà pieno di imprevedibili esperienze  che lo indurranno a fare le ”scelte giuste” dopo un’intima e tormentata lotta con se stesso. Il film in effetti si concluderà con un finale a sorpresa, nel rispetto di valori umani, solidarietà, amicizia e…fair play.

 

Tra oceaniche, sconfinate distese, tramonti mozzafiato e  imponenti, gigantesche onde di spaventose tempeste, il film riesce ad unire azione, suspense, humour e riflessioni introspettive che scandagliano l’animo umano,  esaltando valori e sentimenti positivi con uno stile asciutto ed essenziale che non cade nel mélo, davvero sorprendente in un’opera prima.

 

Agli appassionati di vela e di competizioni, e non solo, il film regala due ore di emozioni  e di immersione nella natura selvaggia del mare. Un film da vedere per bravura degli attori, in particolare del sensibile F. Cluzet dal volto simpatico ed espressivo, per la sceneggiatura  di J. Cottin, C. Offenstein e T. Bidegain, la fotografia di G. Schiffman, le musiche di A. Iglesias, la scenografia T. Chavenon.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"C'è qualcosa in te...", di E. Montesano
post pubblicato in diario, il 14 novembre 2013
           

E’ in scena al Teatro Augusteo di Napoli “C’è qualcosa in te…” , una bella commedia musicale scritta, recitata e diretta da Enrico Montesano con la collaborazione di G. Borrelli, N. Fano (consulenza artistica), P. De Santi (costumi),  Gaetano Castelli (scenografia), del corpo di ballo coreografato da Manolo Casalino,  Renato Serio (musiche), degli attori Michele Enrico (avv. Nicolò) e Marco Valerio Montesano (Tuttofare), Ylenia Oliviero (Delia).

 

La storia si svolge nel sottopalco del Sistina dove Nando  custodisce i costumi del musical all’italiana di Garinei e Giovannini. Purtroppo egli viene informato della minaccia di sfratto per la trasformazione del celebre teatro in centro commerciale.

 

Significativo e deludente per lui che in tale avviso “Centro Commerciale “ venga scritto con lettere maiuscole mentre “teatro sistina” sia in lettere minuscole: un evidente capovolgimento di valori.

 

Nando è ovviamente molto rattristato per quanto avviene: quel luogo è ciò che rimane di tanti magici spettacoli, come Giove in doppiopetto, Buonanotte Bettina, Rugantino , Se il tempo fosse un gambero  e tanti altri.

 

Quel teatro  inoltre racchiude  anche i ricordi della sua vita: l’amore per una donna sparita mentre aspettava una figlia, la nostalgia per un tempo in cui esisteva rispetto per valori, cultura e  “Qualità”.

 

Ora questo luogo per lui sacro è invaso da operai, avvocati, aridi affaristi e ….da una simpatica ragazza “impunita”, Delia, piombata all’improvviso nella sua vita apportando risvolti ricchi di sorprese.

 

Con il suo l’aiuto Nando potrà continuare a sognare e a sperare, dialogando con uno scurrile merlo indiano, tra riflessioni semiserie, satira politica, humour e qualche battutaccia.

 

Una commedia senz’altro da vedere, con belle scene, canzoni famose, colpi di scena, digressioni nostalgiche e tante risate che non guastano mai.

 

In tempi di crisi e di decadenza culturale fa bene pensare che alla fine la tanto paventata chiusura di quel luogo non avverrà e che sull’avviso questa volta “Teatro Sistina” sarà scritto in lettere maiuscole, mentre “centro commerciale” in minuscole, come è giusto che sia.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Memorie di un fedele servitore", un libro su Balzac
post pubblicato in diario, il 14 novembre 2013
           

 Il 18 novembre, alle ore 18,00, nell’ambito degli incontri culturali organizzati dall’Istituto Grenoble di Napoli, “Les Lundis de la Médiathéque”,  Rosa Romano Toscani presenterà il suo nuovo libro “Memorie di un fedele servitore” (Edizioni Portaparole).

 

 Parteciperanno al dibattito il prof. Giovanni Starace (Università Federico II), la prof. Valeria Sperti (Università Federico II e della Basilicata) e la dott. Piera Bianco.

 

R.R.Toscani, autrice di diversi testi, psicoterapeuta, ordinario S.I.P.P.  e  presidente della “Società Italiana degli amici di Honoré de Balzac”, con abilità intreccia nel suo libro fatti reali e inventati, aneddoti e affreschi della società ottocentesca, regalandoci un ritratto davvero inedito di Balzac, il grande maestro della “Comédie Humaine”, autorevole riferimento per gli esponenti del romanzo moderno.

 

Ella immagina che sia un fedele servitore, ormai vecchio e non più al suo servizio, a narrare le vicende quotidiane vissute accanto a Balzac, facendoci così  penetrare nella sua intimità di uomo e di scrittore, svelandoci  vizi, virtù e scottanti segreti.

 

Secondo l’intrigante racconto della Toscani, lo scrittore affida al suo fido maggiordomo un cofanetto contenente lettere compromettenti che devono essere ben vigilate, lettere che tengono ben desta l’attenzione del lettore.

 

Donnaiolo,  gran bevitore di caffè, stakanovista legato alla sua scrivania per le numerose opere da lui composte, quasi maniacale nella descrizione dei suoi personaggi,  Balzac balza fuori dalle pagine del testo  come un personaggio vivo, senz’altro diverso dall’immagine fornita dai testi di letteratura francese.

 

Per più ampie informazioni sull’autrice e le sue opere si consiglia di leggere la biografia sul  sito del “Club degli autori”: http://www.club.it/autori/benemeriti/rosa.toscani/indice-i.html

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

       

 

 

Sfoglia ottobre        dicembre