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I BAMBINI E IL MARE
post pubblicato in diario, il 29 luglio 2014
           

Quando i bambini vedono il mare per la prima volta i loro occhi si riempiono di meraviglia e di gioia, talvolta battono le mani e i più grandi e audaci corrono verso l’acqua con le piccole braccia spalancate, guazzando poi felici nelle acque poco profonde, sorvegliati con cura dagli adulti.

 

Il sole illumina i loro sorrisi che rallegrano la spiaggia, mentre genitori e nonni li guardano incantati per ogni loro prodezza o nuovi buffi modi di gesticolare o parlare per comunicare con il mondo esterno.  La sabbia offre loro mille fantastici giochi da inventare: castelli, torri, ponti e altre creative costruzioni, conchiglie  li attirano con svariate forme e colori, secchielli, palette e rastrelli e quant’altro sono sparsi intorno a loro. Spesso fanno amicizia e giocano insieme per lunghe ore.

 

Tutto sembra fermarsi in uno spazio indefinibile e in un tempo “sospeso” fuori dalla realtà in cui l’innocenza e la purezza aleggiano nell’aria. Anche gli adulti, lontani da ogni volgarità o bruttura, nell’osservarli ritrovano forse quel magico mondo dell’infanzia che purtroppo dura così poco.

 

Ci vengono poi in mente quei bambini che non hanno  un’infanzia normale, vittime di degrado, fame, malattie, violenze e guerre e ci chiediamo come mai ancor oggi possa accadere tutto ciò.  Vorremmo che tutti i bambini del mondo potessero giocare felici  sulle spiagge, vicino al mare, sotto il sole.

 

Eppure anche qui, sui lidi italiani, si annidano mille pericoli e bisogna vigilare con cura, mai distrarsi: talvolta basta un attimo e all’improvviso arriva il dramma. Quanti bambini rapiti, vittime di pedofili, quanti morti per incidenti banali o crudele fatalità!

 

Sul litorale di Sabaudia, qualche anno fa, morì una bellissima bimba di 5 anni: un avvenimento che sconvolse tutti i bagnanti. Ancora non si conoscono con precisione le cause del decesso. Congestione? Soffocamento dovuto ad una maschera usata per osservare il fondale? Un malore improvviso? Non si sa, ma sembra assurdo che una giovane vita venga stroncata così, all’improvviso, sotto gli occhi di tante persone.

 

Forse dovremmo imparare a sorvegliare tutti i bimbi che incontriamo sulla nostra strada, come se fossero nostri figli, aiutando così i genitori nel difficile compito di evitare pericoli ed incidenti.

 

Con il passar del tempo forse molti dimenticheranno questo triste evento, ma coloro che quel giorno furono presenti non potranno fare a meno di sorvegliare ora con maggiore attenzione i bambini che giocano intorno a noi. Vorremmo vederli sempre felici,  protetti e circondati dal vigile amore di tutti gli esseri umani buoni e sensibili.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

CINEMA E IMPEGNO CIVILE A VIBONATI
post pubblicato in diario, il 19 luglio 2014
           

Il Comune di Vibonati diventerà set cinematografico per il cortometraggio “I Frutti del  Lavoro” del regista salernitano Andrea D’Ambrosio, un’opera prodotta dalla società Iuppiter Group con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro.

 

L’attore Enzo Decaro interpreterà il ruolo del protagonista, Carlo, insegnante elementare che segue con grande affetto Dario, alunno vivace e sensibile il cui padre ha un grave incidente sul lavoro.

 

Nella presentazione del film si legge quanto segue: “L’opera, prodotta dalla società Iuppiter Group con il  sostegno dell’INAIL e dell’Università di Salerno, i contributi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Banca di redito Cooperativo del Cilento e Lucania Sud, e il patrocinio del Comune di Vibonati che ha rilasciato le relative autorizzazioni, si propone non solo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul delicato tema delle morti bianche e della sicurezza sul lavoro, ma anche di mostrare bellezze e tesori del Golfo di Policastro.

 

La produzione e il regista D’Ambrosio, presto di nuovo sul set con il film “2 euro l’ora”, hanno scelto come location borgo salernitano sia per il “talento” paesaggistico del luogo sia per il prezioso intervento del consigliere comunale Manuel Borrelli, cultore di cinema e da sempre impegnato in iniziative culturali e sociali, che è riuscito, con passione e professionalità, a rendere possibile la realizzazione del cortometraggio a Vibonati.

 

L’opera, grazie all’interessamento di enti pubblici, alla qualità del cast (tra gli attori citiamo Alberto Franco, Umberto Iervolino, Eva Immediato e il piccolo Gabriele D’Aquino che interpreterà Dario) e alle già avviate sinergie con associazioni e centri di aggregazione, avrà un respiro locale e nazionale con la partecipazione ai festival dedicati a temi sociali e a quegli eventi che hanno come obiettivo quello di promuovere il lavoro sicuro”.

 

Speriamo dunque che tali lodevoli iniziative possano davvero generare un positivo cambiamento in un periodo di grave crisi che costringe tante persone ad accettare lavori ad alto rischio, senza la protezione di adeguate norme di sicurezza e senza ricevere equi risarcimenti in caso di infortunio. La giustizia purtroppo non è uguale per tutti!

 

Si parla tanto di disoccupazione oggi, ma poco delle “cause” che la determinano. Perché si riducono sempre più i posti di lavoro? Che cosa sta cancellando in Europa (soprattutto nei paesi più deboli) i diritti acquisiti in campo lavorativo? Non si ha mai il coraggio di  rispondere con chiarezza a tali domande, né di trovare  concrete soluzioni.

 

Ormai l’ imperante liberismo  è  accettato come un’inevitabile evoluzione (o involuzione?) della nostra epoca, anche se delocalizza la produzione di merci, sfascia il welfare state, riduce i diritti dei lavoratori, indebolisce il potere d’acquisto delle classi medie e schiaccia spietatamente quelle più povere:  con le nuove tecnologie il “global village” è in grado di comunicare velocemente, agire in fretta e dirottare capitali dove è possibile ottenere il massimo dei profitti a basso costo, sfruttando risorse di ogni genere  con una totale mancanza di rispetto verso persone e ambiente.

 

Gli slogan “lean and mean” , “less is more”  delle strategie politico- economiche globalizzate funzionano sempre, spingendo l’umanità verso il baratro in modo irresponsabile e totalmente ottuso. Per l’egoismo di  una minoranza ci rimetteremo tutti la pelle per armi e centrali nucleari, inquinamento, disastri ambientali, crescente desertificazione, carestie che incrementeranno guerre e violenze. Un giorno forse non lontano le guerre  saranno scatenate non per il possesso di petrolio, ma per quello dell’ acqua. Quando ci sveglieremo da questo “letargo” etico-spirituale?

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

 

 

"TEATRO ALLA DERIVA"
post pubblicato in diario, il 8 luglio 2014
           

Il 16 Luglio alle Terme-Stufe di Nerone (Bacoli-NA) partirà la III edizione di “TEATRO ALLA DERIVA”  (il teatro sulla zattera), una manifestazione insignita del Premio A. Landieri 2013 come “miglior rassegna teatrale” con la seguente motivazione:  “Il Teatro in ogni posto: uno scenario unico, una rassegna dall’altissimo valore civile e sociale”. Nata da un’idea di Ernesto Colutta, con la direzione artistica di Giovanni Meola (Virus Teatrali), la rassegna inaugurata nell’estate 2012, ritorna quest’anno con quattro appuntamenti, dal 16 al 30 Luglio, più l’ultimo del 12 settembre.

 

 Nella presentazione della rassegna si legge quanto segue: “L’unicità di questa manifestazione è che gli spettacoli vengono rappresentati su di una zattera galleggiante sull’acqua costruita appositamente e posizionata sul piccolo lago termale delle Stufe di Nerone. In questo scenario suggestivo, lontano dal caos e dai rumori della città, sarà quindi possibile anche quest’anno vedere quattro spettacoli che hanno in comune impegno civile e sociale.

 

La direzione artistica ha quest’anno puntato nuovamente su compagnie indipendenti e combattive le cui scelte mostrano grande attenzione a temi capaci di far riflettere e ricordare, a volte anche in maniera leggera e divertente, ma sempre all’insegna di un contenuto di spessore, e i cui spettacoli spesso girano anche in ambito nazionale.

 

L’edizione di quest’anno si concluderà con un appuntamento a settembre, arricchendosi della presenza del noto giornalista e critico letterario Francesco Durante che, in collaborazione con Tony Laudadio (attore più volte collaboratore di Teatri Uniti e di Servillo) e con i musicisti Federico Odling e Vittorio Ricciardi (membri storici dell’ensemble musical-teatrale ‘I Virtuosi di San Martino’), in una conferenza-spettacolo inserita all’interno della macro-manifestazione Malazè (chicca del territorio flegreo in programma ad inizio settembre) ripercorre il sogno di tanti emigranti del Sud trapiantati a New York tra fine Ottocento ed inizio Novecento, per raccontare un’epopea legata ai frutti artistici che i nostri connazionali seppero partorire in un’epoca di stenti e sradicamenti.

 

Alla fine di ogni rappresentazione, il pubblico potrà incontrare gli artisti di serata e il regista Giovanni Meola per una chiacchierata informale nell’area del bar all’aperto delle Stufe di Nerone. Inoltre, dato il successo di pubblico dell’anno passato, l’organizzazione ha deciso di creare un abbonamento speciale sia per i fruitori delle Terme-Stufe di Nerone che per gli spettatori di “Teatro alla Deriva”, coniugando così benessere e teatro come accadeva nell’Antica Roma”.

 

Di tutto questo si troverà menzione sulle pagine del sito di Teatro alla Deriva e su quello ufficiale delle Terme:

http://www.termestufedinerone.it

comunicazioneteatroalladeriva@gmail.com

 

 

 

 

"L'ABITO DELLE MANI", un libro di F. Biancacci
post pubblicato in diario, il 7 luglio 2014
           

“L’Abito delle Mani – viaggio nel mondo della guanteria in forma di racconto”, il libro di Franco Biancacci scaturito da un’idea di Alberto Merola, artigiano-imprenditore, ripercorre la storia dei guanti attraverso i secoli.

 

Partendo dalla loro origine leggendaria legata alla mitologia greca, il percorso si snoda attraverso i tempi  citando nomi di grandi personaggi  in numerosi campi, come storia, arte letteratura, spettacolo e così via.

 

Una particolare attenzione è dedicata alla storia della Merola Gloves, le cui radici affondano nel mondo dell'artigianato partenopeo di fine Ottocento e i cui guanti sono stati indossati da molte persone famose, inclusi grandi divi e dive noti in tutto il mondo.

 

Il libro contiene anche una traduzione in lingua inglese ed è corredato da interessanti immagini che ne illustrano le trasformazioni estetiche e simboliche attraverso i secoli.

 

 Nella scheda di presentazione del libro elaborata dalla casa editrice che lo ha pubblicato, la GBE / Ginevra Bentivoglio Editoria, si legge quanto segue: “L’autore riporta nel suo lavoro le celebri liason che artisti e letterati hanno intrecciato con i guanti. Ci si imbatte, infatti, in prestigiose mani guantate dipinte dai maggiori artisti, da Tiziano a Mantegna, a Caravaggio, fino ad arrivare a De Chirico e al suo Canto d’amore, forse il più incisivo contributo sul soggetto guanto offerto dalla storia dell’Arte. Proseguendo il percorso, si possono incontrare personaggi del calibro di Cleopatra, Giovanna D’Arco e Oscar Wilde, oltre a numerosi altri nomi celebri che hanno attraversato i secoli e le mode con i guanti alle mani.

 

Particolare attenzione è dedicata alla Merola Gloves, società le cui radici, datate 1885, affondano nell’artigianato partenopeo. Il primo, Nicola Merola, fu esempio per fratelli e discendenti fino ad arrivare, quattro generazioni più tardi, ad Alberto Merola, odierna guida di un’azienda indissolubilmente legata anche a Hollywood e a Cinecittà.

 

 I guanti firmati Merola sono infatti stati indossati, e in varie occasioni scelti personalmente, da molteplici dive e divi tra cui Audrey Hepburn, Rita Hayworth (in Gilda), Nicole Kidman, Kate Winslet (in Titanic), Tom Cruise e il nostro Alberto Sordi”.

 

Un libro davvero interessante e gradevole da mettere in valigia nel partire per le vacanze.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

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