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"UN BARATTOLO PIENO DI LUCCIOLE", un libro di Donata Carelli
post pubblicato in diario, il 26 agosto 2014
           

Continuano le “Conversazioni della Corte” a Sabaudia dove domenica 24 agosto, alle ore 21,00, è stato presentato il libro “Un barattolo pieno di lucciole-Storia di Igor Man e Maria Rosa Carreri” (Editore Guida), di Donata Carelli. Docente di Lettere,  l’autrice è anche  sceneggiatrice e in tal campo considera  suo maestro” Ugo Pirro al quale ha dedicato un toccante ritratto in Soltanto un nome nei titoli di testa. Un suo nuovo copione, 2 euro l’ora (sulla tragica morte di due donne campane) è stato presentato alla National Academy of Art & Science di New York.

 

Un barattolo pieno di lucciole è il suo primo libro, un testo davvero interessante in cui ella narra con delicatezza e sensibilità la storia di Maria Rosa Carreri e suo marito Igor Man (Igor Manlio Mazzella), il celebre giornalista del quotidiano “La Stampa” che seppe  raccontare con coraggio  la verità su tanti drammatici eventi, come la guerra nel Vietnam, gli orrori della Palestina, l’embargo di Cuba, l’assassinio di Sadat in Egitto, descrivendo tanti personaggi come Che Guevara, Khomeini, Arafat, Fidel Castro, Gheddafi e tanti altri.

 

In una gradevole serata, nella Corte del Comune di Sabaudia, la giornalista Marianna Parlapiano ha condotto un vivace dibattito destreggiandosi con abilità tra i vari interventi dei partecipanti, legati a Donata da rapporti d’amicizia. Tra i presenti, l’autrice stessa,  Marilena Gelardi (assessore alla Cultura), Valeria Fedeli (vice presidente del Senato), Angelo Favaro (docente dell’Università di Tor Vergata), Federico Manzella (figlio di Igor e Mariarosa) che hanno parlato del libro in una conversazione agile, piacevole, elegante tra persone colte, con quel tocco di complicità e di armoniosa empatia che si stabilisce tra amici.

 

Anche la sottoscritta, conoscendo Donata e la sua famiglia, ha seguito il dibattito con particolare interesse, pensando che nella famiglia Carelli la Cultura è “pane quotidiano”: la madre Carla Melegari, docente di Lettere,  dirigente scolastico nelle locali scuole, ha scritto il libro Sabaudia, oh cara , il padre Rodolfo, noto uomo politico e sensibile poeta, è autore di  numerose raccolte di successo, tra le quali ricordiamo Per questo tuo ostinato amore, Il compasso, L’altra metà del cielo, L’artista e il suo rovello. Nel 1980 ha fondato il Premio di Poesia Circe Sabaudia.

 

Come i relatori hanno sottolineato durante la presentazione, Un barattolo pieno di lucciole ci offre un dialogo a “cuore aperto” tra Donata e Maria Rosa che poi  si trasforma non solo in una sorta di romanzo su una grande storia d’amore, ma anche in un documento di essenziali verità su cinquant’anni di storia nazionale e internazionale.

 
La stessa  autrice ha asserito quanto segue sul  suo libro: “È  una cronaca nuda, onesta di una serie di incontri avvenuti con Mariarosa Carreri Man, inizialmente destinati ad una intervista. Man mano che le conversazioni procedevano, nello scenario del Villaggio giornalisti sulle rive del lago di Paola, ai piedi del Circeo, mi rendevo conto che la vita di questa coppia, con le sue dinamiche, le sfide, i viaggi, i ritorni, meritava ben più di un'intervista. Ho proposto a Mariarosa un romanzo che registrasse questo fluire di ricordi e considerazioni, e lei mi ha dato fiducia. Ed io gliene sono grata così come ringrazio l'editore, Diego Guida, per aver sposato da subito, con slancio, questo progetto."

 

Il testo inizia con due interessanti prefazioni, una del prof. Andrea Riccardi, ordinario di Storia Contemporanea all'Università di Bari, alla Sapienza e di Roma, nonché fondatore nel 1968 della Comunità di Sant'Egidio e Ministro  nel governo Mario Monti; l'altra prefazione è di Marcello Sorgi, giornalista, politologo, scrittore, già direttore del Tg1 e del quotidiano La Stampa del quale è editorialista.

 

Nella prefazione Andrea Riccardi  afferma che "Igor Man portava con sé, di ritorno a casa, le ferite di un popolo, come nel caso del Vietnam negli anni ‘60, esperienza che segnò la sua vita in modo profondo e che forse contribuì alla crescita della sua attenzione ai deboli: il più debole, in quanto tale, va sempre rispettato e trattato con maggiore attenzione, insegnava al figlio Federico.. … Al cuore di questo libro c'è una storia di affetto, per alcuni versi intima, raccontata sempre con grazia, pudore, senza infingimenti. Raccontare questa storia di amore vuol dire anche narrare la scoperta del mondo, ma anche la vita di Roma in quegli anni. E' uno dei motivi di interesse per questo volume".

 

Ricordando Igor Man e sua moglie, Sorgi riferisce invece che mentre  “Igor era avventuroso, istintivo, sognatore, preso dalla passione indomabile per il suo mestiere, Mariarosa era razionale, dolce, ma inflessibile nello svelare i miraggi davanti ai quali lui si perdeva di tanto in tanto, nelle grandi praterie delle illusioni che i giornalisti amano attraversare, un mondo fantastico e ammaliante senza il quale non avrebbe senso la dura vita del cronista, con i suoi orari impossibili, le attese interminabili, le notti che si allungano fino all'alba, aspettando che si smorzi l'eccitazione e l'effetto dell'adrenalina che ha forgiato le righe una ad una".

 

 Leggendo il libro ho ritrovato non solo tutto ciò che avevo appreso dai relatori, ma ho potuto apprezzare in pieno “la magia delle parole” in uno stile fluido, colto e schietto, a tratti poetico, capace di creare un’ atmosfera particolare di foscoliani “amorosi sensi”, senza peraltro cadere nel mélo, rilevata già durante la presentazione. Quella sera mi sembrava in effetti  che aleggiasse nell’aria “uno spirto soave pien d’amore” (Dante): c’era non solo l’amore tra Mariarosa ed Igor, ma anche  l’amore per Sabaudia, un luogo magico che aveva affascinato anche loro.  In un’intervista infatti Igor dichiarò: “Mi sono innamorato di questa terra, anzi del suo straordinario silenzio. Ed in questa realtà chiamata Sabaudia mi ci sono tuffato letteralmente dentro…Poi di un luogo ci si innamora, ci si può innamorare, come ci si innamora di una donna. E puoi anche non sapere nemmeno perché. Ma accade. E’ la magia, il fascino, il mistero di un luogo rispetto ad un altro..”.   

Anche Donata ha parlato con emozione della sua terra, definendo i veri sabaudiani “abitanti dell’isola Eea”, forse  perché coloro che amano davvero Sabaudia, l’amano sempre, anche d’inverno, non solo d’estate, e ne subiscono il  fascino, come Ulisse quando approdò su queste coste incantate: “ E su l’isola Eea giungemmo, dove Circe, diva terribile dal crespo crine e dal dolce canto, avea  soggiorno” (Odissea, libro X).

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

"QUEL SEGNO SULLA FRONTE", un libro di E. Costantini
post pubblicato in diario, il 17 agosto 2014
           

Nell’ambito delle “Conversazioni della Corte”, il 16 agosto 2014, alle ore 21,00  è stato presentato a Sabaudia il nuovo libro della giornalista Emilia Costantini, “Quel segno sulla fronte”,  sulla difficile tematica del traffico clandestino di organi umani che purtroppo coinvolge un numero crescente di minori. L ’assessore alla Cultura, Marilena Gelardi,  ha evidenziato che il libro è in qualche modo legato al “Premio Pavoncella”, un premio  ideato ed organizzato da Francesca d’Oriano (presidente dell’associazione ArteOltre) come riconoscimento ed omaggio alla creatività e all’impegno femminile in svariati campi,  con una particolare attenzione ai problemi sociali.

 

La presentazione è stata condotta da Isabella Di Chio, giornalista Rai del Tgr Lazio, che ha intervistato l’autrice stessa, E. Costantini, Stefano Reali, regista e sceneggiatore e il vice prefetto Erminia Ocello. Nel corso del dibattito è emersa in parte la trama centrata sulla la storia di una coppia di trentenni: Jasmine e Umberto, dopo vari tentativi finalmente riescono ad arrivare ad una sospirata gravidanza. Purtroppo durante una vacanza a Istanbul, Jasmine nel fare l'elemosina ad un bambino, viene investita da un motociclista che lo rapisce. A causa dell'incidente, la gravidanza di Jasmine s’interrompe drammaticamente. Da questo tragico evento prende il via un percorso interiore e allo stesso tempo rocambolesco che condurrà i protagonisti nell’infame giro del traffico di organi umani.

 

 Davvero sconvolgente la testimonianza fornita da Stefano Reali, autore di “Ultimo”, dello “Scandalo della Banca Romana” e di altre fiction televisive di grande successo. Una presenza non casuale nel dibattito, in quanto nel 2004 egli realizzò “Il Tramite”, un film che affrontava la tragedia del traffico dei minori e di organi destinati all’espianto, un tema su cui, allora come oggi, è sceso un silenzio tombale. In effetti “Il Tramite” non è mai apparso sugli schermi italiani, mentre all’estero è stato proiettato in molti paesi. Secondo lui tale tragedia umana, presente vistosamente anche Italia, alimenta purtroppo interessi finanziari enormi: insomma essa è la dimostrazione di come con i soldi ci si possa comprare tutto, anche la vita di poveri ragazzi, soprattutto i cosiddetti “minori migranti non accompagnati” che approdano a Lampedusa e su altre coste italiane.

 

Il vice prefetto, Erminia Ocello, ha sottolineato che essi cadono nella rete della criminalità organizzata a livello nazionale ed internazionale già durante il viaggio o all’approdo, nonostante l’iter obbligatorio dei controlli effettuati sugli immigrati che arrivano sulle nostre coste. Ha asserito “che si fa tanto per impedire i traffici illegali, ma purtroppo le moderne tecnologie favoriscono le organizzazioni di reti internazionali, vere multinazionali del Male”. Ella suggerisce, pertanto, un inasprimento delle pene per tali reati, una maggiore collaborazione tra paesi civili e un incremento di donazioni legali di organi presso strutture pubbliche.

 

Emilia Costantini ha evidenziato che per il suo ultimo libro, come per i precedenti “Tu dentro di me” e “Oltre lo specchio”, si è ispirata ad una storia vera anche se ha inventato il contenitore della vicenda, cambiando nomi e situazioni. Al centro del romanzo ancora una volta ella pone il tema della maternità che facilita “il viaggio di una donna dentro se stessa”. Ha sottolineato, inoltre, il frequente uso di flash back nella descrizione dei personaggi per “farli vedere” attraverso i fatti, più che mediante un uso frequente di aggettivi: insomma uno stile giornalistico acquisito in particolare lavorando in trasmissioni radiofoniche. Infine ha affermato che il suo obiettivo principale nello scrivere il libro è stato quello di “suscitare interrogativi e dubbi” nel lettore.

 

Alquanto angosciata nell’apprendere che anche in Italia migliaia di  bambini sono vittime di tali orrori, ho condiviso in pieno  l’intervento conclusivo di S. Reali il quale ha elogiato  film e libri che spesso portano alla luce verità occultate per diversi motivi. Registi e scrittori coraggiosi hanno dunque il merito di fornire informazioni su scottanti problemi ed è nostro dovere aiutarli a “svegliare”  le coscienze.

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

"IN FONDO AL TUO CUORE", un romanzo di M. de Giovanni
post pubblicato in diario, il 8 agosto 2014
           

Maurizio de Giovanni, scrittore napoletano di successo, ha inaugurato la rassegna culturale “Incontri all’Imbrunire” (XIII edizione) il 28 luglio 2014 al Park Hotel del Circeo con il suo ultimo libro  In Fondo al Tuo Cuore- Inferno per il commissario Ricciardi”,  edito da Einaudi.

Il libro è stato presentato dall’ideatore della rassegna, Gianluigi Superti, dalla scrittrice Enrica Corradini e dal direttore di RadioRadio, Francesco Vergovich. Da 11 anni i giardini del Circeo Park Hotel accolgono scrittori, registi, cantautori e pubblico che si confrontano in interessanti dibattiti. Numerosi i personaggi famosi che nel corso degli anni hanno dato lustro a tale manifestazione, come Nantas Salvalaggio, Luciano De Crescenzo,  Amedeo Minghi, Ivan Lins,  Mario Sconcerti, Giancarlo De Cataldo, Giuseppe Ayala e tanti altri.

 

Il nuovo romanzo di M. de Giovanni ancora una volta ci fa incontrare, in una Napoli  anni ’30,  il commissario Ricciardi e Maione, il suo brigadiere, che si aggirano per le vie della città nel caldo torrido del mese di luglio: nel trambusto dei preparativi per la Festa del Carmine, la città appare sospesa tra cielo e inferno, come si legge in alcuni righi del testo che evidenziano l’abilità dell’autore: In giro c'era la solita frenesia, appena rallentata dal caldo sospeso nell'aria come una colata di metallo fuso. Non sarebbe stata una fine della settimana come le altre, quella: c'era il Carmine, quella settimana. C'era la festa, la festa dell'estate e del caldo, la festa della Madonna Bruna e delle grazie chieste e ricevute, la festa delle danze in piazza e dell'incendio del Campanile”.

 

Quando un noto chirurgo cade dalla finestra del suo ufficio, per Ricciardi e Maione inizia un’ indagine che li travolgerà tra sentimenti e passioni forti e sconvolgenti: infedeltà, dolore e tradimento s’intrecciano con  gioia e amore. Il dubbio attanaglia i due investigatori, sconcertati dai lati oscuri dell’anima.

 

Nella scheda di presentazione del libro, preparata dall’editore, si legge quanto segue: -Maurizio de Giovanni mette in scena con superba maestria, nel suo romanzo di più ampio respiro, una galleria di personaggi e ambienti diversissimi, antichi mestieri coltivati e tramandati come religioni, accanto a quartieri malfamati, interni borghesi troppo tranquilli. Angeliche, infernali e appassionate, sui destini di ciascuno, volano le note di una delle più belle canzoni mai scritte a Napoli, mentre tutto rischia di precipitare nell’abisso. “Perché il caldo, quello vero, viene dall’inferno”-.

 

Particolarmente “azzeccato” ci sembra il seguente commento di Corrado Augias sull’opera: “I numerosi personaggi sono così credibili nelle loro debolezze, desideri ed ipocrisie da moltiplicare il numero dei possibili colpevoli, lasciando intatta la suspense”.

 

Dalle note biografiche sull’autore, apprendiamo che è nato a Napoli nel 1958, dove vive e lavora. Ha vinto nel 2005 un concorso per “giallisti” esordienti con un racconto focalizzato sul personaggio del commissario Ricciardi che poi ha dato vita ad un ciclo di romanzi pubblicati da Einaudi: Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio e Premio Camaiore). Nel 2012 è apparso Il metodo del coccodrillo (Mondadori,) nel 2013 sono stati pubblicati da Einaudi I bastardi di Pizzofalcone  e Buio.

 

Un autore davvero interessante Maurizio De Giovanni che in breve tempo è riuscito a farsi apprezzare da un numero crescente di lettori  in Italia e all’estero dove le sue opere sono state tradotte in varie lingue.

 

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

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