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ARTE MODERNA: MOSTRA "PANE AL PANE" A NAPOLI
post pubblicato in diario, il 28 ottobre 2015
La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli presenta (dal 22 ottobre al 1° novembre) la mostra “Pane al Pane” di Lorenzo Scotto Di Luzio, realizzata nel contesto di Progetto XXI (ed. 2015), in collaborazione con Fondazione Morra Greco e nell’ambito della mostra “L’albero della Cuccagna. Nutrimenti dell’arte” (a cura di Achille Bonito Oliva con il patrocinio di Expo Milano 2015), progetto espositivo che si articola in vari interventi su tutto il territorio nazionale presso musei pubblici e fondazioni private. Il N°3 di Largo Avellino, un tempo negozio di barbiere, è il luogo scelto da Lorenzo Scotto di Luzio, che decide di inaugurare per la Fondazione Morra Greco un nuovo spazio espositivo, posto a livello stradale ed esposto allo sguardo dei passanti, con l‘installazione site-specific che consiste nella realizzazione di un sistema idraulico ispirato al tema dell’abbondanza. Nella presentazione dell’evento culturale si legge che l’opera in cui “una pioggia di vino rosso cade dal soffitto per depositarsi in un’ampia vasca di raccolta, approfondisce e sviluppa il già ampio repertorio di lavori dell’artista caratterizzato da allegorie cariche di ambiguità, in continuo conflitto tra austera eleganza e senso del grottesco. Un appello morale al principio di realtà, come l’espressione Pane al Pane suggerisce, che funge da contrappasso verso un falso ideologico tutto da disinnescare”. Dai cenni biografici si apprende che l’autore “formatosi presso lo studio napoletano di Giuseppe Desiato, subito dopo gli studi all'Istituto d'arte, volse la sua attenzione a elementi dell'universo popolare e dell'ideologia, declinandoli in chiave fantastica, tragicomica o straniante. Dal 1992 al 1994 ha promosso, insieme a Giulia Piscitelli e Pasquale Cassandro, il progetto multimediale Studio Aperto. Articolando fra loro media diversi, dal disegno al video, dall'installazione alla fotografia, dalla scultura alla performance e all'opera sonora, Scotto di Luzio ha partecipato a numerose mostre collettive quali, fra le altre, Intenzione Manifesta (2014), Castello di Rivoli-Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, The 6th Momentum Biennial, Moss in Norvegia, Futurama. Arte in Italia (2000) al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Castelli in aria. Arte a Napoli di fine millennio (2000) e Napoli anno zero. Qui e ora (2002), Castel Sant'Elmo a Napoli, Le opere e i giorni (2003) alla Certosa di San Lorenzo a Padula”. Nel 2007 il museo Madre dedica all’artista, a cura di Mario Codognato, una mostra personale. L’installazione è visibile dall’esterno 24 ore su 24, fino al 1° novembre Visite didattiche: i Servizi Educativi del museo Madre propongono un ricco programma di visite dedicate all’opera Pane al Pane di Lorenzo Scotto Di Luzio, con la guida dell’assistente curatore del progetto, Anna Cuomo, e di un operatore didattico del museo Madre Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria Info e prenotazioni: 081. 19313016 Giovanna D’Arbitrio
"LA MUSICA PROVATA", al teatro Bellini di Napoli
post pubblicato in diario, il 28 ottobre 2015
Al teatro Bellini di Napoli andrà in scena(3-8 novembre 2015) “La musica provata”, uno spettacolo ispirato all’omonimo libro di Erri De Luca. Nella presentazione del testo così viene descritta la “musica provata”:-La musica provata comincia sui banchi del liceo con il celebre invito omerico alla musa "cantami o diva del pelide Achille", con la Napoli delle canzoni ottocentesche, con Ciccio Formaggio, con le incisioni beethoveniane di Arturo Toscanini, e prosegue dentro i canti di Pete Seeger negli anni Sessanta, Il disertore di Boris Vian, le canzoni scritte o rimaneggiate insieme all'amico Gian Maria Testa, l'armonica di Mauro Corona. Ci sono le bombe di Sarajevo e la memoria dei canti della fatica, quelli legati alla terra, quelli legati al lavoro operaio, c'è la musica di Stefano Di Battista e la voce di Nicky Nicolai. C'è il Mediterraneo. C'è tutta una vita che prova a intonare la voce-. Sulla scena De Luca fa rivivere tutte le passioni musicali descritte nel libro attraverso ricordi e canzoni che ricostruiscono una sorta di storia canora, una “chiacchierata musicale” che è un mix poetico di parole e musica. "Patriota del vocabolario" come egli stesso si definisce, ricorda momenti importanti della sua vita e di varie epoche, costruendo racconti intorno al mar Mediterraneo, centro di eventi passati e presenti, di antiche civiltà e divinità, di religioni, riti e tradizioni, di viaggi avventurosi e di migranti. E così nella presentazione dello spettacolo leggiamo: “Un'ironia mai amara quella di Erri, che però non risparmia accuse, contro lo stupro del territorio, contro le atrocità della guerra, che esemplifica nella vita vissuta nella Sarajevo assediata, non per questo vuota di amanti e di storie meravigliose di poeti conosciuti. E la poesia salva, ricostruisce, dà quel bagliore che illumina anche i tempi più tetri. La splendida band che dà il suono alle parole, è in qualche modo da lui diretta, perché le musiche sono sue poesie e sono legate in modo indissolubile alla sua poetica: una splendida Nicky Nicolai, non solo le canta magistralmente, ma le riempie della sua prorompente vitalità, in qualche modo reinterpretandole e rivivendole, come nella metamorfosi della canzone napoletana Je te vurria vasa', trasformata da versi stupendi di Erri, in quello che ogni amante vorrebbe sentirsi dire.- Je te vurria vasa'- sospira la canzone- Ma prima e più di questo io ti vorrei bastare. Je te vurria vasa', come la gola al canto, come il coltello al pane, come la fede al santo io ti vorrei bastare. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare, io ti vorrei bastare, Io te vurria abbasta'. Io te vurria vasa'- insiste la canzone- ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare. Io te vurria manca' più del fiato in salita, più di neve a Natale, di benda su ferite, più di farina e sale. E nessun altro abbraccio potessi tu cercare, in nessun altro odore addormentare. Io ti vorrei mancare, Io tu vurria mancà”. Il sax di Stefano Di Battista è un fantastico complemento, e con sottolineature musicali ardite e commoventi, fa de "La musica provata" uno spettacolo che entra nell’anima”. Giovanna D’Arbitrio
IL DIRITTO DEI POPOLI A CIBO E ACQUA
post pubblicato in diario, il 14 ottobre 2015
Quando il sole splende a Napoli e il mare brilla calmo sotto i suoi raggi, la nostra città ci appare come un angolo di paradiso, spazzando via tutto il grigiore e perfino le paure di giorni in cui piogge disastrose hanno causato danni in Campania e in altre regioni italiane. Certo volte ci chiediamo pieni di sgomento se anche a Napoli ci stiamo abituando proprio a tutto: a inquinamento da rifiuti tossici, clima tropicalizzato con pesanti piogge, enormi chicchi di grandine e alberi che ci cadono sulla testa, allagamenti e fango, perdita di case e preziose attività lavorative e, cosa ancor più grave, al sentirsi impotenti di fronte a migliaia di profughi che muoiono in mare o che attraversano l’Europa a piedi, agli occhi spenti dei bambini con l’orrore stampato nelle pupille da violenze, sofferenze, fame e stenti. E come se non bastasse ogni giorno si parla di guerre e di un’ eventuale partecipazione dell’ Italia ad esse in questo o quel paese, mentre ci sentiamo sempre più in balia di attacchi terroristici con il Giubileo alle porte. Dopo queste dolorose riflessioni su un quadro nazionale e internazionale davvero impressionante, troviamo un po’ di conforto e speranza ricordando iniziative positive, come la recente campagna “Cibo per tutti” di ActionAid, i discorsi di Papa Francesco e l’impegno di Expo 2015 sullo stesso tema. E ci auguriamo vivamente che alle parole seguano fatti concreti. Secondo i dati FAO “Il numero complessivo delle persone che soffrono la fame nel mondo è sceso a 795 milioni - 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92”, ma Papa Francesco commentando tale aggiornamento, ha affermato che occorre comunque un maggiore impegno per affrontare il problema. Dopo l’enciclica “Laudato si’, mi’ Signore” in difesa dell’ambiente, anche il discorso tenuto lo scorso giugno in Vaticano ai rappresentanti FAO, ci sembra una coraggiosa presa di posizione contro le speculazioni delle multinazionali. Egli, in effetti, ha chiesto alla FAO di garantire difesa dell’ambiente, cibo e acqua a tutti i popoli, poiché “i prodotti della terra hanno un valore che possiamo definire sacro in quanto frutto del lavoro quotidiano di persone, famiglie, comunità, contadini …L'acqua resta simbolo di vita. Bisogna pertanto rivedere i modelli di comportamento mondiali e garantire, oggi e in futuro, che tutti possano accedere all'acqua, fermando accaparramento della terra che sottrae l'acqua a popoli e persone”. Ha sottolineato, inoltre, che sarebbe opportuno “modificare gli stili di vita” con senso di responsabilità e maggiore sobrietà, evitando immani sprechi e sfruttando meno risorse (http://www.onuitalia.com/2015/06/12/fao-papa-usa-parole-dure-per-diritto-a-cibo-e-acqua-contro-multinazionali/). Ed infine anche l’ Expo 2015 ha messo in evidenza l’importanza di cibo e acqua, lanciando il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. A quanto pare l’acqua, bene prezioso, è ancora un sogno per milioni di persone, poiché “permane la tragedia degli 884 milioni di esseri umani privi di accesso all’acqua potabile e dei 2,6 miliardi privi di servizi igienici di base….Expo Milano 2015 è l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo: se da una parte c’è ancora chi soffre la fame (circa 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012), dall’altra c’è chi muore per disturbi di salute legati a un’alimentazione scorretta e troppo cibo (circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso). Inoltre ogni anno, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate. Per questo motivo servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse” (http://www.expo2015.org/it/cos-e/il-tema ). Concludendo, ambiente, acqua e cibo, considerati “beni comuni” insieme al diritto a istruzione, lavoro e cultura sono davvero fondamentali per raggiungere un più alto livello di civiltà radicato in pace, libertà e democrazia. Giovanna D’Arbitrio
FILM "A NAPOLI NON PIOVE MAI"
post pubblicato in diario, il 5 ottobre 2015
Di recente è apparso sugli schermi il film “A Napoli non piove mai” di Sergio Assisi, attore più noto in televisione che a cinema, il quale si cimenta con successo nel triplice ruolo di regista, sceneggiatore , nonché interprete in un’opera prima solare e fantasiosa sulla sua città. Il film racconta la storia di tre personaggi, ognuno condizionato da una particolare sindrome, i quali si conoscono per caso a Napoli, un incontro che avrà effetti imprevedibili sulle loro vite: Barnaba S. Assisi), affetto da sindrome di Peter Pan, pur avendo quasi 40 anni vive ancora con i genitori e rifiuta ogni proposta di lavoro, sognando di diventare un fotografo; Jacopo (Ernesto Lama), con sindrome dell’abbandono (lasciato in un cassonetto della spazzatura da neonato e poi dalla fidanzata sull’altare), maltrattato e offeso dal suo capufficio, tenta continuamente di suicidarsi; Sonia (Valentina Corti), pur soffrendo della sindrome di Stendhal con continui svenimenti alla vista di opere d’arte, continua a fare la restauratrice trasferendosi dal Nord a Napoli per lavorare su un affresco di una piccola chiesa. L’ amicizia e l’amore faranno miracoli e alla fine Barnaba, Sonia e Jacopo riusciranno a superare le rispettive sindromi e ad affrontare la vita con ottimismo e positività, come se ci fosse sempre il sole, poiché “tanto a Napoli non piove mai” e poi anche se dovesse piovere, “trovi sempre qualcuno che ti offre un ombrello”. In questa città anche i sogni sono importanti e vanno protetti, così “chi ha un sogno deve difenderlo” anche per dare un buon esempio agli altri. A quanto pare anche Sergio Assisi aveva un sogno e l’ha realizzato nel dirigere, scrivere ed interpretare questa commedia solare, ricca di archetipi e stereotipi rivisitati in chiave ironica, né volgare né stupida, con molti spunti a volte grotteschi e a volte allegorici (come l’immagine della mela che passa di mano in mano quasi a indicare un misterioso “filo” del destino che unisce i personaggi), con un cast di bravi attori tra i quali ricordiamo (oltre a quelli già citati), Nunzia Schiano (la perpetua, donna Concetta), Giuseppe Cantore (Padre Gennaro), Francesco Paolantoni (vigile del fuoco), Benedetto Casillo (il cicerone). In diverse interviste Assisi non ha nascosto la sua ammirazione per la scuola comica napoletana teatrale e cabarettistica di grandi interpreti del passato e del presente ed ha pertanto affermato: “Nel film sono disseminati omaggi a Totà, Eduardo, Massimo Troisi… Citazioni e ganci per il solo gusto di ricordare grandi napoletani che hanno portato la loro cultura nel mondo, senza vergognarsi, come fanno molti. Le musiche straordinarie di Louis Siciliano hanno quel quid quanto più vicino possibile al grande Pino. Scelte queste per far capire quanto sia orgoglioso di essere napoletano e appartenere a quella parte di Napoli per cui vale la pena esserlo”. Un film gradevole che pur stimolando riflessioni su tanti aspetti della vita, ci fa sorridere e ci dona finalmente un’immagine positiva di Napoli e dei suoi abitanti. Giovanna D’Arbitrio
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