.
Annunci online

FILM "IO, DANIEL BLAKE"
post pubblicato in diario, il 30 ottobre 2016
“Io, Daniel Blake (I, Daniel Blake), il nuovo film di Ken Loach, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, ci fa riflettere ancora una volta su temi socio-politici, più volte messi in risalto nei suoi numerosi film. In quest’opera egli narra la storia di un carpentiere di Newcastle, Daniel Blake (Dave Johns), costretto a chiedere un’indennità per malattia dopo un attacco cardiaco che non gli consente di lavorare, per divieto del suo medico. Il povero Daniel ben presto è costretto a subire allucinanti incongruenze burocratiche, gestite oltre tutto da personale ottuso, scortese ed impietoso. Il suo “analfabetismo” informatico, inoltre, gli procura notevoli difficoltà ad accedere a moduli e pratiche del servizio sanitario on line: stretto in un circolo vizioso è obbligato comunque a cercarsi un lavoro, pena una severa sanzione, per avere un sussidio statale. Durante una delle sue visite al centro per presentare delle pratiche, Daniel incontra Katie (Hayley Squires), una giovane madre single con due figli, in grave difficoltà economiche per mancanza di lavoro. Entrambi vessati dalle aberranti richieste burocratiche, diventano amici e cercano di aiutarsi. La conclusione di questa dolorosa via crucis sarà drammatica, ma alla fine il personaggio di Daniel esce vincente perla sua forza morale e la sua grande dignità, conservata al prezzo della vita. Il tentativo di annientare la sua identità con vessazioni sistematiche, fino a farlo diventare un “essere invisibile”, falliscono, grazie alla sua testarda ribellione: sul muro del centro davanti ai numerosi passanti, scrive i motivi della sua protesta con il suo nome in lettere cubitali, “IO, DANIEL BLAKE”. Vincenti sono anche l’amicizia e il senso di solidarietà tra umili e diseredati, gli unici forse ad aver conservato caratteristiche “umane” in un mondo di belve egoiste che pensano solo ad arricchirsi sulla pelle degli altri. L’immagine del florido Uk, un tempo regno incontrastato del Welfare State, esce piuttosto malconcia dal film con i suoi tagli su posti di lavoro, sanità, sussidi e quant’altro: a quanto pare anche nel Regno Unito globalizzazione e sfrenato liberismo imperversano mietendo vittime. E così le lunghe file dei diseredati che aspettano un pasto caldo, offerto per beneficenza, stanno diventando sempre più numerose anche là, come in tanti paesi europei. Un film bellissimo e commovente, raccontato in modo semplice ed essenziale (sceneggiatura di Paul Laverty), un film che fa riflettere seriamente sui problemi della nostra epoca. Ecco un significativa intervista al regista: https://www.youtube.com/watch?v=fZZR6xdnj0E Giovanna D’arbitrio
TERREMOTI IN ITALIA
post pubblicato in diario, il 28 ottobre 2016
Ieri mentre l’ennesimo terremoto si abbatteva sull’Italia e si susseguivano frenetiche telefonate a parenti e amici residenti nelle zone colpite, mille pensieri, idee, interrogativi, misti a sconforto e rabbia ci attraversavano la mente confusamente. Da anni il nostro Paese è sconvolto da terremoti: si sa che tutta la penisola è ad altro rischio sismico, eppure continuiamo a subire devastazioni con drammatiche perdite di vite umane, senza mettere in atto seri provvedimenti per proteggere i cittadini, come è stato fatto ad esempio in Giappone. A quanto pare la principale differenza tra Giappone e Italia sta nell’edilizia: nell’arcipelago tutto è antisismico e le strutture vengono controllate e rinnovate periodicamente. La popolazione, inoltre, viene addestrata ad affrontare i disastri naturali fin dalle scuole elementari, con esercitazioni di protezione civile di massa che si tengono ogni primo settembre. In ogni famiglia giapponese è normale la presenza di kit di emergenza. Attrezzature scientifiche e infrastrutture tecnologiche all’avanguardia sono in grado di monitorare i movimenti tellurici ed elaborare dati: in caso di forti scosse, i cittadini vengono tempestivamente informati. Cosa accade in Italia invece? Niente di tutto ciò. Sembra che ad ogni tragico sisma tutto si ripeta secondo un drammatico copione che si recita sempre alla stesso modo: urla strazianti, lacrime e sangue, episodi di eroismo affidati alla buona volontà e al coraggio di protezione civile, esercito italiano e una gran massa di volontari, poi funerali e discorsi di rito con la promessa che mai più tutto ciò debba accadere. E così mentre la gente soffre per aver perduto familiari e case, le registrazioni di vergognose telefonate di intrallazzatori hanno mostrato agli italiani più di una volta che sulla pelle degli altri si pensa a trarre lauti guadagni dagli appalti per le ricostruzioni, talvolta tra frizzi e lazzi e risatine di compiacimento. Come se tutto ciò non bastasse poi scopriamo che su tali ricostruzioni e perfino sulle cosiddette “Grandi Opere” si continua a rubare con l’uso di materiali del tutto inadeguati, così al posto del cemento armato ci ritroviamo con una sorta di “colla” che si sbriciola e vien giù come un castello di carte. A questo punto come madre, nonché insegnante, mi è venuto in mente il terremoto dell’80 seguito poi dal bradisismo di Pozzuoli: mi sono ricordata di quelle scuole fatiscenti nelle quali ho tremato di paura insieme ai miei alunni, con il cuore e il pensiero contemporaneamente rivolti ai miei figli seduti nei banchi di scuole altrettanto a rischio. Per anni “abbiamo ballato” al ritmo di scosse quotidiane provando quella terribile sensazione d’instabilità che ti scuote il sistema nervoso e ti angoscia al pensiero dei tuoi cari, una sensazione che la può comprendere solo chi ne ha fatto esperienza. Per quanti anni ancora dovremo subire tutto questo? Sicuramente ci sono fenomeni naturali che l’Uomo non riesce ancora a dominare, ma c’è bisogno di renderli ancora più gravi e pesanti con intrallazzi, corruzione e malvagità? Cosa ha fatto lo Stato in tutti questi anni per proteggere i cittadini da questi malfattori? E’ urgente intervenire in questo campo. Giovanna D’Arbitrio
FILM "LA VERITA' STA IN CIELO"
post pubblicato in diario, il 11 ottobre 2016
Tutto è così incredibilmente vero da sembrare impossibile (Shakespeare) La frase di Shakespeare, usata da R. Faenza, è illuminante per inquadrare il suo nuovo film, “La Verità sta in cielo”, tratto dal romanzo di Vito Bruschini “La verità sul caso Orlandi” (New Compton Ed.). In effetti il regista (e sceneggiatore) in quest’opera cerca di far luce sul difficile e misterioso caso di Emanuela Orlandi, quindicenne figlia di un messo pontificio, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983. Il racconto inizia con le indagini sull’attuale Mafia Capitale da parte di un giornalista inglese, John (Shel Shapiro), che incarica la sua collega Maria (Maya Sansa), di far ricerche sulla vicenda di E. Orlandi. Maria riesce a contattare Raffaella Notariale (Valentina Lodovini) che aveva già ottenuto scottanti rivelazioni da Sabrina Minardi (Greta Scarano), ex amante di Enrico De Pedis (Riccardo Scamarcio), detto Renatino, malavitoso coinvolto nella scomparsa di Emanuela. Attraverso un dettagliato lavoro di ricerca basato su materiali di archivio e contatti con la famiglia Orlandi, R. Faenza tenta di ricostruire quello che fu uno dei più dolorosi e clamorosi casi irrisolti italiani. Lunghi anni di indagini, oscure ipotesi, presunti coinvolgimenti tra criminalità, poteri forti dello Stato, alta finanza e Vaticano sono stati ampiamente illustrati da mass media nonché da scrittori in numerosi libri, ma non sono stati mai convalidati dalla Giustizia italiana: la Cassazione ha archiviato l’inchiesta nel maggio 2016. Il titolo del film ha origine dalla risposta di Papa Francesco - “Emanuela ora sta in cielo”- data al fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Intervistato, il regista ha dichiarato che l’obiettivo del film è ovviamente quello di cercare la Verità qui in terra, in un’Italia machiavellica piena di misteri che restano sempre oscuri e irrisolti in tutti i tempi. Un film interessante, ma che lascia negli spettatori un grande senso di amarezza e di sfiducia in Stato, Chiesa e Giustizia, mettendo in risalto la loro incapacità di combattere intrighi e corruzione. Ecco un video sull’’intervista rilasciata dal regista: https://www.youtube.com/watch?v=ksNqXPkLDfI Giovanna D’Arbitrio
Sfoglia settembre        novembre