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FILM "JULIETA"
post pubblicato in diario, il 31 maggio 2016
Presentato al Festival di Cannes 2016, il nuovo film di Pedro Almodóvar , “Julieta”, è arrivato da qualche giorno sugli schermi italiani, stimolando discussioni e riflessioni come sempre accade per le opere del grande regista. Ispirato a tre racconti del libro di Alice Munro “In Fuga”, la pellicola è centrata sul rapporto madre-figlia e su problematiche femminili che, a quanto pare, in questo periodo sollecitano alquanto l’attenzione del cinema. Il racconto inizia a Madrid nel momento in cui Julieta (Emma Suarez) si prepara a partire per il Portogallo con Lorenzo (Dario Grandinetti), il suo compagno, e poi subito dopo incontra per strada Beatriz, una vecchia amica di Antia (Blanca Parés), sua figlia, allontanatasi da lei in modo brusco e imprevedibile diversi anni prima. Avere dopo tanto tempo notizie della figlia, la fa ricadere in una profonda depressione alimentata da enormi sensi di colpa: annulla la partenza, lascia Lorenzo, si trasferisce nell’appartamento in cui viveva con la figlia in passato e inizia a scrivere su un quaderno tutto ciò che non era mai riuscita a dire ad Antia. Nella sua mente cominciano a scorrere i ricordi e sullo schermo appare una giovane e bella Julieta (Adriana Ugarte), in vistoso look anni ’80, in viaggio su un treno in una notte di tempesta. Qui incontra due uomini che condizioneranno la sua vita: un triste compagno di viaggio col quale rifiuta di parlare e che poi finisce suicida sotto il treno (generando in lei i primi sensi di colpa), e Xoan (Daniel Grao), prestante pescatore, suo futuro marito. Segue la descrizione della sua vita coniugale nella casetta sul mare dell’amato Xoan, uomo complicato con una governante arcigna, Mariam (Rossy de Palma), e un’amica-amante Ava (Imma Cuesta), con la quale tradisce la moglie durante una sua assenza per far visita alla madre malata di Alzheimer. Altre sofferenze per Julieta: il padre ha una relazione con la domestica. Al suo ritorno a casa con la piccola Antia, in seguito ad una lite con Xoan, scoppia il dramma che coinvolgerà madre e figlia e le separerà per molti anni, finché la vita non infliggerà ad Antia una dura lezione che la farà riavvicinare alla madre. Anche se alla fine il regista punta su recupero di rapporti uomo-donna (Julieta e il paziente Lorenzo) e madre- figlia (Julieta-Antia), il film risulta angosciante: la vita è vista prevalentemente come un mare in tempesta in cui tutto può accadere. Il mare in effetti è un simbolo importante nel film: la giovane Julieta illustra ai suoi alunni i due aspetti del mare che, secondo la mitologia greca, sono rappresentati da Talassa, divinità femminile accogliente e rassicurante, e da Ponto, suo fratello, pericoloso e infido. Insomma nel mare della vita siamo tutti sbattuti qua e là da Talassa e Ponto, che potrebbero rappresentare anche un tema ricorrente nelle opere di Almodovar, cioè la mancanza di equilibrio tra femminile e maschile. Presente, anche qui, la sua costante ossessione per la figura della “madre”. “Julieta è la mia madre più vulnerabile, più debole, le altre combattevano. Lei è vittima delle perdite. E' quasi uno zombie, senza direzione o speranza”, ha affermato il regista in un’intervista . Particolare l’uso del colore, una caratteristica dei film di Almodovar, magnifica la fotografia (J. C Larrieu) che dà un tocco magico alle immagini (ad esempio quella del cervo in fuga), notevoli le musiche (Alberto Iglesias) e la bravura degli attori. Giovanna D’Arbitrio
PREMIO PAVONCELLA 2016: ARTICOLO SU "SCENA ILLUSTRATA"
post pubblicato in diario, il 28 maggio 2016
La V edizione del Premio Pavoncella si terrà il 4 giugno 2016 a Sabaudia, presso l’Auditorium del Parco Nazionale del Circeo con il Patrocinio del Senato della Repubblica. dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, della Regione Lazio, del Comune di Sabaudia, della Provincia di Latina, del Parco Nazionale del Circeo e della Pro Loco di Sabaudia. Donazioni e borse di studio verranno assegnate a neolaureate ed associazioni impegnate nel sociale, grazie alla generosità di sponsor privati quali Casa Rago, Acea, GlGroup, Grimaldi Group, Stim, e Sangalli. A condurre l’evento sarà l’attrice Irene Ferri, Mentre madrina della serata sarà l’attrice Pamela Villoresi L’evento, ideato ed organizzato da Francesca d’Oriano, presidente di Arte Oltre, quest’anno si arricchirà di nuove “eccellenze rosa” sia a livello nazionale che internazionale. In effetti l’evento avrà il grande onore della partecipazione (tramite un video preregistrato) di Louise Richardson, nominata Rettore della prestigiosa università di Oxford, prima donna ad aver un incarico così importante dopo più di 800 anni di predominio maschile. Per maggiori dettagli consiglio di leggere il mio articolo su SCENA ILLUSTRATA: http://www.scenaillustrata.com/public/spip.php?article1835 Il sito del Premio Pavoncella è il seguente: www.premiopavoncella.com Giovanna D'Arbitrio
FILM "LA PAZZA GIOIA"
post pubblicato in diario, il 25 maggio 2016
Dopo il successo del film “Il Capitale Umano”, Paolo Virzì torna sugli schermi con una nuova opera, “La Pazza Gioia”, che sta riscuotendo molti consensi di critica e di pubblico. Diretto e scritto insieme a Francesca Archibugi, il film racconta la storia di Beatrice Morandini Valdigrana (Valeria Bruni Tedeschi), logorroica e ricca signora borghese, e di Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti), giovane madre “coatta”, molto depressa e infelice per essere stata allontanata dal figlio, dato in adozione ad una famiglia benestante: due povere donne fragili e sfortunate, la cui vita è stata segnata dalla mancanza d’amore di genitori, di mariti e di amanti. Si incontrano e diventano amiche a Villa Biondi, un istituto in cui si praticano terapie di recupero per donne affette da disturbi mentali, in custodia giudiziaria per reati commessi in uno stato alterato di coscienza. Anche se molto diverse l’una dall’altra, sono entrambe animate da un gran desiderio di libertà e di voglia di vivere malgrado i loro gravi problemi. E così un giorno eludendo la sorveglianza di medici ed infermieri, riescono a fuggire iniziando un viaggio per darsi “alla pazza gioia”. Nel corso di rocambolesche avventure e drammatiche ricerche per ritrovare il figlio di Donatella, alcuni flash sugli squallidi personaggi della loro vita passata fanno intuire le cause del loro disagio psichico. Nella parte finale del film, benché segnata dal ritorno di Beatrice e Donatella a Villa Biondi, il regista fa intravedere una possibilità di guarigione e di ritrovati affetti. Pur avendo le caratteristiche di un road movie che ricorda “Thelma e Louise” di Ridley Scott per i riferimenti alla condizione femminile e al tema della libertà, il film si muove nell’ambito della tradizione della commedia all’italiana di cui Virzì si mostra degno erede, abile nel fondere aspetti comici e drammatici ai quali aggiunge in quest’opera una particolare capacità nell’introspezione psicologica di un mondo tutto al femminile. Ottima la scelta di V. B. Tedeschi e M. Ramazzotti, magistrali interpreti dei due personaggi principali. In un’intervista rilasciata a Cannes, dove il film è stato presentato nella sezione “Quinzaine des Réalizateurs” che propone il cinema più innovativo, Il regista ha spiegato come gli è venuta l’idea di far recitare in un film sua moglie, Micaela, e Valeria: ““Il 4 marzo del mio compleanno del 2013 –ha detto Virzì– Micaela arrivò sul set del film Il Capitale Umano, a mia insaputa, e da lontano la vidi per mano a Valeria Bruni Tedeschi. Si incontravano anche loro per la prima volta e Valeria la stava guidando dal campo base fino verso il capannone del catering. Le ho viste per la prima volta insieme e ho pensato: ma guarda come sono buffe, belle e strane quelle due insieme. Forse quello è stato il giorno in cui è scoppiata una delle prime scintille che mi ha portato poi a fare questo film". Ci sembra giusto, infine, ricordare alcuni film di successo di Paolo Virzì, come Ovo Sodo, Baci e Abbracci, Caterina va in città, Tutta la vita davanti, La prima cosa bella, Il Capitale umano. Giovanna D’Arbitrio
"I CARNIVAL" E LA LORO MUSICA ELETTRONICA
post pubblicato in diario, il 15 maggio 2016
Ben noti In Europa (e perfino in Cina) dove sono sempre In cima alle classifiche di musica elettronica , I Carnival non sono abbastanza conosciuti invece in Italia, la loro patria. Ci sembra giusto quindi raccontare in breve la loro storia che iniziò nel 2009 a Roma al Saint Louis College of Music, quando Marcello Mazzocco e Viola Zorzi s’incontrarono e decisero di dar vita ad un progetto internazionale di musica elettronica traendo ispirazione da un mix di vari generi, quali dub e trip hop, lounge e dance, rock e jazz. Elaborarono il loro primo pezzo “The Circus” e cominciarono a sperimentare linguaggi diversi, scambiando idee ed esperienze con molti artisti a livello internazionale. Arrivano così in concerto al WORM MUSEUM di Rotterdam con un live show ricco di video mapping, ologrammi ed effetti luce che aprirono ai Carnival anche la via dell’allestimento digitale. Iniziò quindi una nuova avventura alla quale si aggiunge la partecipazione di giocolieri professionisti: un'esperienza audiovisiva unica per il pubblico, trasportato in una dimensione fatta di divertimento e sogno. Il loro messaggio al pubblico, “sei splendido”, è anche la frase d'apertura dell'album d'esordio “Love = Solution” del 2013, che nello stesso anno sale in testa alle classifiche olandesi e canadesi. Ospitati in Olanda, Canada, Repubblica Ceca, Austria, Italia, Germania e anche Cina (per la celebrazione dell'Anno della Tigre), I Carnival con le mille sfumature e mix di colori e suggestioni sempre unico, rappresentano senz’altro un fenomeno innovativo in campo musicale e faranno senza dubbio “scuola” per le future generazioni. Molte le lusinghiere recensioni, tra le quali citiamo la seguente (http://www.ghigliottina.it/2015/04/21/il-viaggio-progressivo): -Lo scorso 14 aprile il Teatro Lo Spazio di Roma ha ospitato la performance live dell’electronic duo “Carnival” dal titolo “Il viaggio progressivo”. Diventati in breve un nuovo fenomeno europeo, trovano rinnovato calore anche nel pubblico di casa. Per lungo tempo e senza sosta l’azione salvifica della musica sull’animo umano è stata oggetto di ricerche ed analisi. Filosofia e psicologia sono solo due delle scienze che ogni giorno, ed in ogni epoca, hanno provato a svelarne i segreti. Musica è bellezza, unione, libertà, amore e soprattutto realtà: senso profondo di stare al mondo, sentire e sentirsi per una volta interamente.…. I Carnival, international duo composto da Viola Zorzi e Marcello Mazzocco (voce, synth e composer),emergono in terra straniera, a Den Haag (L’Aia, Olanda) con un progetto ben preciso: trasmettere la musica come totale libertà di espressione e contorsione dell’anima, come goccia scavatrice nelle rocciose coscienze umane. I due musicisti, con l’aiuto di console, mixer e microfono ipnotizzavano il pubblico romano, portandolo per mano in un lungo viaggio verso la consapevolezza di sé, al seguito del fluido movimento sempre andante delle note. A stimolare la vista nello stesso modo, le eccentriche giocolerie e le perfette acrobazie luminose di Lisa Vuik e Niels Houg (SoulFire Netherlands), che hanno agitato fiaccole infuocate, hula-hop coloratissimi e lampade cangianti seguendo il ritmo trascinante di Viola e Marcello, trasformando lo spettacolo in un tangibile e gioioso “carnevale”. Insieme ai piedi, danzavano anche gli occhi, i cuori e gli animi, così egregiamente stimolati dalle fluorescenze musicali dei Carnival. Nei momenti più intensi, quando il gioco ed il ritmo cedevano il seggio alla riflessione, la chiara voce di Daniel Terranegra guidava lo spettatore, tramite alcune letture, nel riconoscimento di Il Viaggio Progressivo: musica e visioni di modernità. Cavalcando l’onda del felice “Love=Solution”, album di successo del 2013 che li ha fatti conoscere, hanno incluso nel tour anche la madrepatria (portando nuovi lavori) e la tappa romana non ha deluso le aspettative. Il pubblico, ricettivo e aperto al punto giusto, ha applaudito a piene mani il lavoro dei musicisti e la vastità del messaggio è sembrata immediatamente tangibile. Non resta che consigliare, a chi lo ha perso, di aguzzare lo sguardo in attesa di un nuovo spettacolo. Nello specifico agli scettici e agli amanti del classico, ai critici aprioristici e ai timpani difficili, si lancia il guanto di sfida più sospirato. La performance totale non deluderà e indubbiamente, citando proprio i Carnival, “if you are smiling it can’t be wrong (http://www.the-carnival.com/)-. I Carnival, Marcello Mazzocco e Viola Zorzi, due italiani che ci fanno onore a livello internazionale, meritano senza dubbio tutta la nostra attenzione anche in Italia, in particolare a Napoli, essendo i genitori di Marcello, Gilda e Corrado, campani doc. On line ci sono molti video sui loro show. Eccone uno: https://www.youtube.com/watch?v=4L25vsueJAE Giovanna D’Arbitrio
FILM "THE DRESSMAKER"
post pubblicato in diario, il 12 maggio 2016
Il film “The Dressmaker - Il diavolo è tornato” della regista, sceneggiatrice e produttrice australiana Jocelyn Moorhouse, tratto dal romanzo omonimo di Rosaline Ham, evidenzia ancora una volta il costante legame tra cinema e letteratura. Il racconto inizia nel 1951 a Dungatar, un paesino isolato dal mondo, in cui la bella Tilly (Kate Winslet) ritorna per assistere Molly (Judy Davis), la madre malata e mentalmente instabile. Cacciata dal paese venti anni prima per un drammatico incidente da lei rimosso a livello psicologico, vi ritorna come affermata stilista suscitando ancora una volta sospetti, pettegolezzi e intrighi tra gli ipocriti e malevoli abitanti. Nonostante tutto ciò, la talentuosa Tilly riesce a guadagnarsi l’ammirazione delle signore che fanno a gara per acquistare i suoi meravigliosi abiti. Quando tutto sembra andar bene, sia per il nuovo rapporto stabilito con i villici sia per l’amore del bel Teddy (Liam Hemsworth), il passato riemerge e con esso tutta la cattiveria degli abitanti, scatenando in Tilly un distruttivo sentimento di vendetta. Una senso di desolazione suscitano gli squallidi paesaggi sui quali si agitano personaggi strani, grotteschi, cattivi, visti attraverso una sorta di lente deformante che ne evidenzia i difetti: solo Tilly e i suoi splendidi abiti portano una nota di vivacità e di colore in quelle desertiche lande. Chi si aspetta di vedere un film simile al “Il diavolo veste Prada” di D. Frankel, resta certamente sorpreso poiché qui i vestiti non rappresentano solo il mondo della moda: inizialmente sono il simbolo di un riscatto dal passato attraverso gli effetti positivi di una mentalità più aperta appresa da Tilly oltreoceano, in una seconda fase gli abiti diventano strumento di vendetta, come pallottole scaricate contro gli abitanti dell’ottusa società di Dungatar. Un film particolare che fa riflettere e segna un cammino in ascesa per la regista, nonché sceneggiatrice, dopo opere come “Gli anni dei ricordi” e “Segreti”. Degni di menzione sono gli abiti della costumista M. Boyce, l’ottimo cast di attori, la fotografia Donald McAlpine, le musiche di David Hirschfelden, la scenografia di Roger Ford. Il film è stato presentato al Festival di Toronto 2015 e si è già guadagnato diverse nomination all’ AACTA AWARD australiano. Giovanna D’Arbitrio
TURISMO: "IL VERO PETROLIO ITALIANO"
post pubblicato in diario, il 2 maggio 2016
In occasione delle vacanze pasquali, abbiamo accettato l’invito di alcuni amici a fare un breve tour in Umbria, regione ricca di arte, di storia e di bellezze paesaggistiche, nonché di luoghi intensamente spirituali dove S. Francesco ha lasciato la sua mistica impronta. Visitando l’Umbria ho pensato spesso anche alla mia amata Campania, un tempo definita “felix” per la fertilità delle campagne, il sole, il clima mite, il mare azzurro, una regione che nel corso dei secoli ha accumulato un patrimonio storico, artistico e culturale di un immenso valore, ora devastata da rifiuti tossici che causano gravi malattie, costantemente umiliata e offesa come terra di orribili delitti, abitata da un popolo ignorante e “lazzaro”. In passato considerata una “capitale europea”, Napoli ora viene bollata con i soliti cliché di città invivibile, piena di spazzatura, di gente pigra e indisciplinata, traffico caotico, ragazzi senza casco, sacchetti della spazzatura lanciati dai balconi in strada sulla testa dei passanti e…così via. É ciò che i napoletani spesso sono costretti ad ascoltare quando valicano i confini campani verso il Centro o il Nord. Eppure oggi forse per effetto dei timori scatenati dal terrorismo in paesi ritenuti più a rischio, o per effetto della Grande Expo di Milano e del Giubileo, le rotte turistiche si stanno dirigendo maggiormente verso le regioni italiane con pullman pieni di stranieri che stanno affollando anche il nostro Sud, in particolare i luoghi più belli di Napoli e Campania. In effetti, come Il presidente della Federalberghi Campania, Costanzo Iaccarino, ha rilevato, non solo i dati 2015 sul turismo campano sono stati molto soddisfacenti, ma addirittura si prevede “un incremento per il 2016 . Ed è infatti con l'obiettivo di allungare il periodo di incoming turistico che l'associazione regionale ha promosso il calendario di eventi campani alla Bit, la Borsa italiana del turismo di Milano, appena conclusa. Pertanto, sebbene i dati permettano di prevedere un aumento dei flussi turistici in Campania del 5% rispetto all'anno scorso, è importante per le strutture alberghiere regionali poter contare su periodi di attività anche al di fuori delle date classiche, onde poter garantire un'accoglienza professionale 365 giorni l'anno”. E i dati Istat 2015 relativi ai flussi turistici stranieri in Italia rilevano “una crescita rispetto al 2014 sia degli arrivi pari a 53.297.401, con un incremento del 3,2%, sia dei pernottamenti pari a 190.365.696, con un aumento dell'1,9%”. I dati di Banca d’Italia indicano un buon andamento sul fronte degli introiti nel 2015: la spesa dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese è stata pari a 35.765 Mln di euro, con un incremento del 4,5% rispetto all'anno precedente (si tratta di 1.525 Mln di euro in più). L'incremento della spesa è maggiore se si considera solo il motivo di vacanza (+6,1%) o solo l'alloggio presso alberghi e villaggi (+6,9%)”. E così riflettendo su questi confortanti dati, malgrado il mancato raggiungimento del quorum all’ultimo referendum su petrolio e distruttive trivellazioni lungo le nostre coste o in territori più adatti all’agricoltura, in totale disprezzo dell’ambiente, delle attività locali, di gravi malattie causate da crescente inquinamento, ci renderemo conto forse che il turismo ,“vero petrolio” italiano, potrebbe rappresentare una grande risorsa per il nostro “Bel Paese”, benedetto da Dio per il clima mite e le incomparabili bellezze naturali e ammirato in tutto il mondo per il suo meraviglioso patrimonio storico-culturale e artistico, nonché per varietà di tradizioni regionali, cibi e vini eccellenti. Giovanna D’Arbitrio
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