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MOSTRA DI PAOLA PAVONE A SABAUDIA
post pubblicato in diario, il 27 luglio 2016
A Sabaudia, al Museo Emilio Greco, dal 19 al 25 luglio turisti e residenti hanno potuto ammirare l’interessante mostra di Paola Pavone. Tarantina di nascita, da molti anni vive e lavora a Roma dove nel2006 cominciò a frequentare corsi di pittura popolare (UPTER). Come afferma il critico Lino Di Stefano, l’artista è “dotata di una innata sensibilità per le questioni dell’arte, essa è incline ad analizzare quelle tematiche aventi, in particolare, come soggetti i paesaggi e le immagini della realtà. Componenti che saltano subito agli occhi già ad una semplice ricognizione dei lavori, tutti indovinati e tutti qualificati da efficaci degradazioni dell’intensità dei colori che spesso rimandano a motivi impressionistici di singolare valenza creativa viste, appunto, le sfumature che dominano nei quadri conferendo ad essi riusciti effetti espressivi dai quali si ricavano gli opportuni giudizi di valore”. Davvero interessante le sua descrizione di alcune opere, in particolare di “Barche sul fiume, con i contorni di alberi e una barca all’approdo caratterizzati dai toni giallo-azzurro-verdi dolcemente confusi fra loro, del quadro “In attesa della prossima stagione” da cui emergono su una spiaggia solitaria sia degli ombrelloni ammainati, sia una donna, vestita di nero, appoggiata ad una sdraio mentre, malinconicamente, scruta l’orizzonte sempre in un contesto di smorte - ma non riduttive - tonalità. In tale lavoro, la sagoma della donna ha un effetto potente e sicuro anche perché incarnante un clima di tristezza che rimanda al male di vivere dell’essere umano; il tutto, in linea col tenore dell’ambiente circostante”. Altre opere citate da Lino Di Stefano sono: “Ingresso in città con navetta”, in cui spicca il guidatore con un ampio cappello giallo, “Palmeto” piante tropicali un tempo molto presenti a Sabaudia ora quasi tutte distrutte, “Remi al sole” con uno specchio d’acqua azzurra e barche appoggiate sulla riva. “Tramonto” in toni di grigio, giallo e rosa, con ombrelloni e una bandiera che sventola, “Via dei casali di Paola” con uno sfondo dai colori sfumati contro il quale risaltano un ponticello su un corso d’acqua e due simboli geometrico-metafisici. “Le menzionate tele rappresentano solo una parte dell’ampia produzione della artista di Taranto- come sottolinea Lino Di Stefano- le cui qualità di pittrice si dimostrano originali non solo per i soggetti felicemente ideati, ma anche per la non meno genuina tecnica che trova nel cromatismo e nelle relative sfumature l’estrinsecazione di quell’arte figurativa che si chiama dipingere”. A parte alcuni simboli metafisici e qua e là forme geometriche, le opere di Paola Pavone in verità non mi ricordano le opere del grande De Chirico che tra l’altro non mi attirano particolarmente. Non sono un’esperta d’arte e quindi non mi permetto di entrare in dettagliate descrizioni e valutazioni. Credo che l’arte debba suscitare emozioni, secondo quanto affermarono poeti e artisti Romantici: in effetti ammirando le opere di Paola Pavone, ho ritrovato in esse l’amore per Sabaudia e talvolta il fascino un po’ melanconico che la caratterizza, soprattutto sul finire dell’estate, quando noi villeggianti ci prepariamo a lasciarla con un po’ di nostalgia per i bei momenti trascorsi qui durante l’estate. Giovanna D’Arbitrio
SABAUDIA FILM FESTIVAL 2016
post pubblicato in diario, il 20 luglio 2016
Il 17 luglio 2016 si è concluso a Sabaudia con le rituali premiazioni la Seconda edizione del “Festival della Commedia all’italiana”, iniziato il 9 luglio. Oltre alle pellicole partecipanti al concorso, sono stati proiettati a Palazzo Mazzoni anche molti film dedicati al tema della “diversità” e interessanti tavole rotonde sui problemi delle “extentended families” in occidente. Nel complesso un Festival ben organizzato e realizzato a basso costo, grazie al supporto di BNL Gruppo BMP Paribas, del Comune di Sabaudia Ente promotore, del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, del Maestro Basile con le sculture in bronzo denominate “Regia di Circe”, assegnati ai personaggi selezionati dalla giuria. Bravi Ricky Tognazzi e Simona Izzo che insieme alla presentatrice Olivia Tassara hanno condotto le serate alle quali hanno partecipato numerosi registi e attori, come Paolo Genovese, Ennio Fantastichini, Fausto Brizzi, Laura Morante, Rocco Papaleo, Ferzan Ozpetek e tanti altri. Alla fine, a sorpresa , il pubblico ha votato in massa a favore di “Troppo Napoletano”, mentre il film “Perfetti Sconosciuti” ha vinto due premi assegnati dalla Giuria (presieduta da Marco Risi e composta da Nancy Brilli, Laura Delli Colli, Iaia Forte, Marco Giusti). Il Premio per Miglior Film e Migliore Sceneggiatura è andato a “Quo Vado?” che si è aggiudicato anche i premi per il Miglior Attore, Checco Zalone, e Migliore Attrice, Chiara Giovanardi. Miglior attore non protagonista, Lillo Petrolo per “Forever Young”. Premio Monica Scattini alla carriera per Lino Banfi e Premio Cosmari, consegnato da Francesco Traversa al Personaggio dell'anno, Nino Frassica. Francesco Traversa, amministratore del Consorzio di Cisterna di Latina che si occupa della gestione dei rifiuti industriali, si è mostrato molto soddisfatto del connubio tra cinema e ambiente, poiché “si può fare cultura anche parlando di rispetto per l’ambiente”- come ha affermato Traversa- il quale dopo una serie di iniziative nelle scuole, ha deciso di intraprendere anche campagne di promozione culturale centrate sul rispetto dell’ambiente. I film hanno riscosso interesse e applausi dal folto pubblico che talvolta ha manifestato un po’ d’impazienza quando le presentazioni introduttive duravano troppo ritardando la proiezione dei film. Una parte del pubblico, inoltre, non ha approvato le tematiche di alcuni film, ritenute non adatte ai minori presenti in Piazza del Comune. Infine ci sembra giusto sottolineare la chiusura dell’unico cinema di Sabaudia, lo storico “Augustus”, chiusura avvenuta tre anni fa, fatto grave in una piccola città così ricca di eventi culturali. Per maggiori dettagli sui film inclusi nel programma del Festival, si consiglia di visitare il seguente sito: http://www.latinatoday.it/eventi/sabaudia-film-festival-cinema2016.html Giovanna D’Arbitrio
DOLCE E GABBANA A NAPOLI
post pubblicato in diario, il 11 luglio 2016
Napoli, 8 luglio 2016: Domenico Dolce e Stefano Gabbana, commossi, ricevono il caldo abbraccio dei napoletani riconoscenti per aver donato alla loro città un momento magico facendole rivivere i fasti di antica capitale europea, acclamata in passato per i tesori del suo patrimonio artistico, culturale e paesaggistico. Non vogliamo usare toni più volte definiti “vittimistici”, ma anche per la favolosa sfilata di D&G che ha messo in evidenza il fascino di una città meravigliosa come Napoli, poco rilievo è stato dato a tale evento dai mass media, abituati ad infierire sulla città propagandandone ogni giorno i lati negativi… volutamente omettendo sempre quelli positivi. Se almeno mettessero in evidenza le “cause” di tali mali invece dei deleteri “effetti”, se almeno suggerissero “soluzioni” valide, già sarebbe più accettabile tale modo di agire. Ma no, non sia mai detto! E giù con le cattive notizie, senza pietà, senza tregua! Per fortuna, comunque, Facebook, altri social e siti on line hanno regalato al mondo le immagini della sfilata di D&G che ha attraversato luoghi di una bellezza mozzafiato, tra ricchi e poveri, Vip e popolani, affacciati alle finestre, accalcati nei vicoli del Centro Storico, con gli occhi pieni di stupore per gli abiti strepitosi indossati da bellissime modelle. E la sfilata è stata dedicata a Sophia Loren, anch’ella molto commossa per le numerose dimostrazioni di affetto e per la cittadinanza offerta dal sindaco a lei, nata a Pozzuoli. ”Quello che stiamo vivendo- hanno affermato i due stilisti- è questo bagno di folla, questo contatto con la gente che è unico e mai ci saremmo aspettati. Quando Sophia ci disse che era Napoli la città dove voleva sfilassimo in suo onore, siamo rimasti un po’ così. Non la conoscevamo così bene. Ma è stato amore subito. E ora che sta succedendo tutto così, diciamo che il mondo deve sapere che questa città non è solo problemi ma anche bellezza dei luoghi, opportunità artigianali, calore della gente… Sophia Loren, la nostra donna da sempre. Dagli inizi. È a lei che pensiamo quando disegniamo le nostre collezioni. Era giusto che fosse la protagonista unica di una nostra sfilata”. (dal Corriere) E intanto già si scatenano le polemiche e si sottolineano i lati negativi, in particolare quella della concessione gratuita di luogo pubblico a D&G ,mentre il Corriere del Mezzogiorno sottolinea che “l’occupazione suolo è un gentile omaggio del Comune di Napoli. Ma Domenico Dolce e Stefano Gabbana non si presentano certo a mani vuote. La maison pagherà circa 40mila euro per far fronte a servizi accessori di polizia municipale e netturbini. Una cifra cui si deve aggiungere una donazione di 50mila euro per la zona dei Decumani e 15mila euro di locazione per Castel dell’Ovo”. Speriamo che nuova luce possa illuminare una città che meriterebbe maggiore attenzione per risorgere e trovare la forza nella valorizzazione dei suoi aspetti positivi da una parte, e nella soluzione dei suoi problemi dall’altra, puntando soprattutto su lotta a criminalità e corruzione con l’ausilio di istruzione e occupazione. Giovanna D’Arbitrio
LIBRO "LA BANDA DELLA CULLA"
post pubblicato in diario, il 6 luglio 2016
“La banda della culla”, di Francesca Fornario (Ed. Einaudi),candidato al Premio Pavoncella, anche se non ha ricevuto alcun premio è senz’altro un libro molto interessante sui problemi delle giovani coppie che desiderano avere un figlio. “Nella sala d'aspetto di una ginecologa romana si incrociano i destini di Claudia e Francesco, Veronica e Camilla, Giulia e Miguel.- si legge nella presentazione del testo- Sei vite che vogliono generare nuove vite. Ma non possono. Non in Italia, dove se hai un contratto precario, o un ovaio policistico, o origini straniere rimani impigliato nella peggiore giungla di divieti e norme arcaiche immaginate da un Paese che dichiara di amare la famiglia ma forse, segretamente, non la sopporta. Così parte l'avventura comica e disperata della «banda della culla», che sfida la legge per avere giustizia in un Paese dove gli inviati dei talk-show non vengono inviati da nessuna parte, i giornalisti scrivono sotto pseudonimi che scrivono sotto altri pseudonimi, gli argentini fanno i camerieri nei ristoranti messicani...” In effetti il libro fin dalle prime pagine coinvolge il lettore con le storie di sei personaggi, cioè tre coppie molto diverse tra loro, ma accomunate dal desiderio di avere un figlio: Claudia e Francesco, studenti fuori sede, desiderano lavorare per poter avere un bambino. Quando lei rimane incinta hanno solo tre mesi di tempo (cioè fino allo scadere dei termini legali per l'aborto) per cercare disperatamente un'assunzione; Veronica ha un lavoro ben pagato nel talk show di punta della Tv pubblica, come inviata che non viene inviata da nessuna parte (i suoi servizi da Strasburgo sono in realtà collegamenti da Montecitorio e Palazzo Chigi): ha una relazione con Camilla, sua compagna da dieci anni, ma la legge in Italia non consente a una coppia omosessuale di mettere al mondo un figlio; Giulia ha una casa e un lavoro a tempo indeterminato, è sposata in chiesa, ma ha una disfunzione alle ovaie che non le consente di rimanere incinta, vorrebbe ricorrere a una fecondazione assistita, ma la legge in Italia non lo permette, allora cerca di adottare un bambino, ma suo marito Miguel, figlio di desaparecidos argentini, cresciuto in Italia, ha precedenti penali a causa della legge Bossi-Fini. Claudia non ne può più e convoca tutti per decidere cosa fare per risolvere i loro problemi. Il libro è senz’altro un racconto molto realistico, centrato sui problemi dei giovani d’oggi, in particolare in Italia dove mancanza di lavoro e leggi farraginose e arcaiche non aiutano le coppie che vogliono mettere su famiglia. Molto particolare soprattutto il personaggio di Claudia, tenera, forte e anticonformista: i suoi discorsi e pensieri ricchi di humour, fanno sorridere pur stimolando serie riflessioni. Francesca Fornario è nota come giornalista, autrice satirica e attrice in radio e tv, su Rai 2 ha condotto Un giorno da pecora con Geppi Cucciari e Giorgio Lauro e lo show satirico Mamma non mamma con Federica Cifola. La banda della culla è il suo primo romanzo. Giovanna D’Arbitrio
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