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FILM "LA LA LAND"
post pubblicato in diario, il 28 gennaio 2017
Il film La La Land, gradevole commedia musicale scritta e diretta da Damien Chazelle, si è già aggiudicato 7 Gloden Globe, 14 candidature ai Premi Oscar, il premio del pubblico al Toronto International Film e altri riconoscimenti. Ambientato in una magica Los Ageles con romantici panorami, set cinematografici e locali jazz,esso racconta la storia di due giovani pieni di sogni che s’incontrano per caso e s’innamorano: Mia (Emma Stone) lavora in un bar e sogna di diventare attrice, Sebastian (Ryan Gosling) ama il jazz e sogna una band e un locale tutto suo in cui tener viva la tradizione musicale dei grandi jazzisti. Inevitabilmente si imbattono in molti ostacoli sul loro cammino, ma la forza dell’amore fornirà loro il coraggio per realizzare i sogni: il successo arriva per entrambi, ma la vita è comunque dura e spesso separa anche le persone più innamorate. Ricco di riferimenti a grandi film del passato, La La Land non è tuttavia un film retro, ma un riuscito mix tra passato e presente, tra sentimenti romantici e dura realtà quotidiana, con note spiccatamente malinconiche sulla vita e sull’amore in genere. Pur esaltando i giovani sognatori e i ribelli, capaci di generare cambiamenti (significativa la canzone di Mia durante un provino)e non sia privo di scene vivaci e coinvolgenti, il film lascia un sapore dolce-amaro nello spettatore per la sognante e struggente sequenza finale, in cui Mia rivive il passato e immagina le opportunità perdute di condividere la sua vita con Sebastian. Chazelle, giovane regista già vincitore di diversi premi per il film Whipflash, ancora una volta si rivela padrone della macchina da presa, nonché abile nella sceneggiatura. Supportato inoltre da vivida ed efficace fotografia (Linus Sandgren), musiche jazz dal ritmo incalzante (Justin Hurwitz) e da due eccellenti interpreti (R. Gosling , E. Stone) che recitano in perfetta sintonia, egli ci regala un film fresco, delicato ed emozionante. Ecco un video interessante sul film: https://www.youtube.com/watch?v=FbwPF2omCEc Giovanna D’Arbitrio
FILM "SILENCE"
post pubblicato in diario, il 14 gennaio 2017
Martin Scorsese ancora una volta dimostra di essere un grande maestro del cinema con il suo nuovo film, “Silence” tratto dall’omonimo romanzo storico di Shüsaku Endö che racconta le crudeli persecuzioni subite dai cristiani nel periodo Tokugawa, nella prima metà del secolo XVII in Giappone. L’azione inizia nel 1633, quando due giovani gesuiti portoghesi, Padre Rodrigues (Andrew Garfield) e Padre Garupe (Adam Driver), decidono di recarsi in Giappone per cercare Padre Ferreira (liam Neeson) e indurlo a difendersi dall’accusa di apostasia, cioè di aver rinunciato alla sua fede per sfuggire alle persecuzioni. Una volta arrivati sul posto, Kichijiro (Y. Kubozuka), contadino cristiano ubriacone, vigliacco e traditore, li guida alla ricerca di Ferreira attraverso un percorso irto di pericoli in cui assisteranno ad atroci torture inferte a umili contadini cristiani, fermamente decisi a non abiurare: oppressi e trattati come bestie da un regime totalitario, essi trovano nel messaggio cristiano un’opportunità di riscatto nella promessa di una vita eterna. Alla fine anche i due giovani preti verranno catturati, ma la loro sorte sarà ancora più crudele: ricattati dall’inquisitore, avranno sulle loro spalle il peso di una grave responsabilità, poiché dal loro consenso o rifiuto all’abiura dipenderà la vita o la morte di centinaia di cristiani. In effetti l’inquisitore considera il cristianesimo una religione pericolosa da estirpare e pertanto pensa che se i sacerdoti, costretti all’apostasia e all’integrazione, non moriranno da martiri, finalmente la nuova religione potrà essere completamente sradicata dal paese. Dal punto di vista giapponese, l’attività missionaria è considerata inglobata in un sistema colonialistico, poco rispettoso della cultura locale Sarà Padre Rodrigues che dovrà sopportare maggiormente le sofferenze, i dubbi e la solitudine più lancinante in cui gli apparirà insopportabile il “silenzio di Dio” di fronte a tante atrocità: benché invocato nella disperazione, Dio non gli indica una via, nemmeno quando sarà messo di fronte al ritrovato Padre Ferreira, divenuto apostata per salvare i suoi seguaci da torture e morte: sarà del tutto solo nel dover decidere e alla fine in quei tragici momenti capirà che non sempre è così netta la separazione tra bene e male. Un film possente e intenso che scava profondamente nell’animo dello spettatore, soprattutto se cristiano, un film in cui i parallelismi tra passato e presente sono rintracciabili, dal momento che tutta la storia dell’Umanità è attraversata da divisioni e intolleranze culturali e religiose, sulle quali da secoli soffia violento il vento del Potere politico e religioso che tutto strumentalizza, fomentando violenti fondamentalismi, feroci persecuzioni, chiusure ideologiche, costruzione di barriere, muri, incomunicabilità e quant’altro. Bravi gli interpreti (in particolare A. Garfield), magnifiche le scenografie di Dante Ferretti (con la ricostruzione di villaggi settecenteschi in spettacolari paesaggi naturali di incomparabile bellezza), la sceneggiatura di Scorsese e Jay Cocks, la fotofrafia di Rodrigo Prieto, la colonna sonora di K. A. Kluge e Kathryn Kluge. Ecco un’interessante intervista al regista: https://www.youtube.com/watch?v=peOJ5mCeoDY Giovanna D’Arbitrio
"ITALIANO DI NAPOLI", di Sal Da Vinci
post pubblicato in diario, il 10 gennaio 2017
“Italiano di Napoli”, una commedia musicale di Sal Da Vinci, scritta con la collaborazione di Alessandro Siani che ne ha curato anche la regia, sta ottenendo notevole successo al Teatro Augusteo di Napoli, dove andrà in scena fino al 19 gennaio. Supportato da una variegata e vivace compagnia di attori, fantasisti, acrobati, ballerini, con orchestra dal vivo (6 elementi), Sal Da Vinci conduce per mano gli spettatori attraverso un viaggio nei sentimenti, passati e presenti, avvalendosi delle sue canzoni, nonché di varie incursioni nel repertorio della musica italiana e napoletana: un viaggio che è una riflessione sulla nostra identità di napoletani e di cittadini di un’Italia che sulla scena non è più solo un’espressione geografica, ma diventa un personaggio femminile che prova sentimenti, soffre, gioisce, protesta, spera. Ed è pertanto vero ciò che si legge nella presentazione di Italiano di Napoli, poiché “ogni passaggio è lo spunto per una riflessione, un aneddoto, uno sketch. Ogni canzone è la tessera di un affascinante puzzle che diventa l'essenza della nostra anima, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni. Uno spettacolo che diverte grazie ai guizzi comici di Davide Marotta e Lello Radice, affascina con la talentuosa Lorena Cacciatore, commuove e fa riflettere. Un viaggio suggestivo e incantato che, grazie alla prodigiosa voce di Sal Da Vinci fa vibrare, ancora una volta, le corde del cuore”. In effetti la commedia coinvolge, fa riflettere e diverte con il suo scoppiettante, allegro melange di colori, luci, danze, canti e suoni. Senz’altro condivisibili, quindi, ci sembrano le affermazioni di Alessandro Siani sul teatro, luogo magico in cui poesia e musica s’incontrano, “un luogo vibrante e coinvolgente, le cui strade sono vissute da abitanti magici e surreali...le piazze ricche di saltimbanchi acrobati e voci della luna...e poi i vicoli stretti con muri antichi che si aprono verso il mare ossia verso l’infinito. In questo infinito si alterneranno le note, le canzoni e i racconti del protagonista ed ideatore Sal Da Vinci: un italiano di Napoli che attraverso la sua musica ci trascinerà verso un mondo più vero, senza pregiudizi né differenze, perché in fondo sono le differenze a renderci speciali. L'Italia non è uno stivale, ma un essere umano. Le città sono gli organi vitali. Milano potrebbe essere il cervello...Roma l'anima e Napoli il cuore, ma tutto è nelle mani del pubblico. Si nelle mani, perché saranno i vostri applausi, i vostri silenzi e le vostre risate a decretare se per due ore avete vissuto una favola o per una volta e dico una volta, la realtà di questo pazzo paese può essere meravigliosa ad occhi aperti!” Uno spettacolo senz’altro da vedere che ancora una volta sottolinea la creatività, la fantasia e il talento di artisti napoletani, come Sal Da Vinci, Alessandro Siani e di tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa bella commedia musicale. Giovanna D’Arbitrio
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