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Libro"DIZIONARIO APPASSIONATO DI NAPOLI", di J.N. SCHIFANO
post pubblicato in diario, il 30 marzo 2019
Venerdì 29 marzo, alle ore 16,30, ha avuto luogo un interessante incontro con Jean-Noël Schifano, autore del “Dizionario appassionato di Napoli”, in via Vetriera 12 a Napoli. Nella storica cioccolateria della Gay-Odin, Marisa Maglietta Del Vecchio ha creato con i suoi collaboratori un Uovo Pasquale contente il libro di Schifano: l’Ovo di Virgilio, dunque, antica leggenda, diventa simbolo di Napoli.. Ne ha parlato a lungo Jean-Noël Schifano, meridionalista convinto, cittadino onorario di Napoli, un tempo direttore dell’Istituto Francese di via Crispi, il Grénoble, illustrando il suo Dizionario che racconta Napoli dalla A alla Z. Presenti all’incontro con l’autore, la dott. Marisa Maglietta Del Vecchio, il console francese, Laurent Burin Des Roziers, l’editrice Donatella Gallone, la brava attrice Anna Maria Ackermann, che ha letto un significativo brano del libro e il chitarrista Franco Manuele che ha cantato antiche canzoni napoletane. Si avvicina la Pasqua e l’artistico uovo contenente il libro di Schifano, mette in rilievo le pagine che l’autore ha dedicato al famoso “Ovo” di Virgilio nel suo Dizionario. Particolare interessante: un grande uovo di cioccolato con il libro come “sorpresa”, firmato dall’autore, verrà regalato al Presidente Macron che ama molto Napoli. Ritornando dunque alla leggenda, Schifano ha evidenziato che il grande poeta Virgilio, considerato un mago, aveva messo un uovo d’oro dentro una sfera di cristallo per salvare Napoli da ogni calamità naturale e donarle eterna vita. Nella villa del romano Lucullo situata sull’antico isolotto di Megaride, l’uovo in seguito fu messo in una gabbia di ferro e seppellito sotto il castello che è ancor oggi conosciuto come Castel dell’Ovo. Quella dell’Uovo, tuttavia, non è solo una leggenda, ma una permanente simbologia, di vita e rinascita, simbolo stesso della città e della sua ricerca di un olistico “intero” in cui anche aspetti contrastanti coesistono, resistendo contro ogni disgregazione di identità. E il simbolo dell’Uovo si ritrova ovunque a Napoli da Pulcinella (derivante da “pulcino”) con il suo ventre tondeggiante e la gobba, alla forma stessa del golfo che si estende in una forma ovoidale e con due braccia avvolgenti, quasi a ricordare l’amore della sirena Partenope per Napoli: una città ricca di miti e di leggende, di bellezze naturali e di millenaria storia e cultura che attraverso i secoli ha saputo fondere gli aspetti positivi di popoli invasori. Amante di pace e accoglienza, anche se ridotta a mera colonia dopo l’Unità d’Italia, ha sopportato con dignità ulteriori saccheggi, benché avesse contribuito all’Unità con il sangue dei suoi patrioti. J. N.Schifano, quindi, può essere considerato figlio amorevole di questa città ed erede responsabile della sua storia, fatta di bellezza e arte, in particolare canto e poesia. Significativa la collaborazione tra l’autore e la casa editrice “Ilmondodisuk”, fondata dalla giornalista e scrittrice Donatella Gallone che con coraggiosa iniziativa ha lanciato un S. O. S. per Napoli, al quale hanno aderito ben più di cento artisti, dando prova che il mondo dell’arte può unirsi in solidarietà per una diffusione della cultura senza confini. "SosPartenope", in effetti, è un progetto di crowdfunding che Ilmondodisuk ha lanciato con l’obiettivo di tradurre e pubblicare Dictionnaire amoureux de Naples (Dizionario appassionato di Napoli) di Jean-Noël Schifano, un libro capace di smantellare gli stereotipi su una metropoli troppo spesso e troppo a lungo etichettata come covo del malaffare. Per sostenerlo, circa 140 artisti italiani e stranieri hanno donato le loro opere per la mostra, "SosPartenope, 100 artisti per il libro della città", organizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli ed esposta prima a Castel dell'Ovo e poi in altri storici edifici. Un incontro davvero interessante che ci fa ben sperare per la nostra meravigliosa città di cui troppo spesso si mettono in rilievo solo aspetti negativi, mentre un vergognoso silenzio su quelli positivi continua ad imperversare. Malgrado ciò, Napoli rimane una città “resiliente” che vuole vivere e che “non morirà mai”, come ha affermato Schifano. Giovanna D’Arbitrio
Libro "EMOZIONI VISIVE DALLA BIRMANIA"
post pubblicato in diario, il 29 marzo 2019
Giovedì 28 marzo, alle ore 16,30, nell’ Antica Fabbrica di cioccolato Gay-Odin (via Vetriera 12 Napoli), è stato presentato il libro “Emozioni visive dalla Birmania, Immagini di un viaggio in Myanmar, un paese bello e sfortunato”. Dopo una breve introduzione di Marisa Maglietta Del Vecchio, Proprietaria dell’antica e prestigiosa cioccolateria napoletana, ha dialogato con l’autrice il dott. Salvatore Manna, direttore della rivista “Segni dei Tempi”, alla presenza del Console del Touring Club, dott. Silvana De Luca e del Vice console, dott. Maria Rosaria Vaccaro. Come ha spiegato la stessa prof. Cristina Morra, intervistata da. S. Manna, libro è un racconto di “emozioni” espresse attraverso numerose foto. L’obiettivo perseguito, dunque, è quello di suscitare anche nel lettore profonde emozioni guardando le immagini scattate durante il suo viaggio del 2009 in Birmania, Paese che ella definisce bello e allo stesso tempo sfortunato. Bello per il fascino di spettacoli naturali, umanità di bambini e contadini, arte e meravigliosi templi, sfortunato a livello politico per governi dittatoriali, povertà, mancanza di igiene, arretratezza tecnologica (non c’è energia elettrica in molti luoghi): un Paese, senz’altro coraggioso che politicamente ha combattuto con grande dignità per la libertà, sostenendo Aung San Suu Ky. La Birmania, inoltre, esercita un grande fascino spirituale. Anche se Siddharta Gautama, il Buddha, era indiano, il suo pensiero filosofico si diffuse in tutta l’Asia meridionale e orientale. In Birmania suscitò più interesse il cosiddetto Buddismo del “piccolo veicolo”, cioè quello delle origini, più legato ad interiorità, lavoro sulla persona, conoscenza del sé. Colpiscono le innumerevoli statue del Buddha in tutte le pose (fotografate nel libro). L’autrice evidenzia che questa antica filosofia, anche se priva di una visione trascendente, è tra le più alte in quanto fu la prima a predicare l’ottuplice sentiero dei principi etici e “la compassione” che in qualche modo si avvicina alla “solidarietà” del Cristianesimo, religione che tuttavia si differenzia dal buddismo in diversi punti fondamentali, messi in rilievo da Papa Giovanni Paolo II nel suo libro “ Il cammino della speranza” e da Laura Cesarano Jouakim, in “Gesu’, il Buddha e la legge della vita. Come prendere il meglio dal buddismo senza smettere di essere cristiani”. Partendo pertanto dalla considerazione che il Buddhismo non è una religione, ma filosofia morale e sapendo che Buddha vive nel V secolo a.C., nel libro se ne sottolinea l’influsso sull’Ebraismo e quindi indirettamente sul Cristianesimo che comunque rappresenta un ulteriore e più avanzato livello spirituale illuminato dalla luce divina. Dai cenni biografici apprendiamo che la prof. Cristina Morra, laureata in Economia e Commercio, ha insegnato per 26 anni presso l’Istituto Tecnico Michelangelo Buonarroti di Arezzo. Attualmente in pensione, è presidente della Sezione aretina dell’A.I.I.G. (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia)e offre la sua collaborazione all’ l’Università Statale di Firenze e l’Università dell’Età Libera di Arezzo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo diversi testi scolastici e i seguenti libri: Globalizzati, ma liberi e sviluppati? (2006); Uno sguardo su Arezzo e il suo centro storico. Per uno "slow tourism"(2007). Giovanna D’Arbitrio
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