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LE IDI DI MARZO, di G. Clooney

Scritto, diretto ed interpretato da George Clooney, il film “Le Idi di Marzo” è tratto da “Farragut North” un lavoro teatrale di Beau Willimon del 2008.

 

Il film ambientato negli USA racconta la storia del giovane Stephen Meyer (Ryan Goslin) esperto in comunicazione e sostenitore del governatore Mike Morris (G. Clooney), candidato democratico, nel corso delle primarie in Ohio per la presidenza.

 

 

 Inizialmente affascinato dal continuo richiamo di Morris ai più alti valori democratici della Costituzione americana, Stephen in seguito purtroppo scoprirà  intrighi e corruzione del mondo politico e anche i lati oscuri del governatore coinvolto in una brutta storia con una stagista (Evan Rachel Wood).

 

 

Deluso e travolto dal sistema, licenziato dal suo capo Paul Zara (Philip Seymour Hoffman))che non ha più fiducia in lui, ma ambizioso e deciso a non mollare il suo posto nel mondo della politica, egli passa al contrattacco inserendosi in quel mondo proprio con gli stessi mezzi poco puliti in esso rilevati: divenuto duro, spietato e senza scrupoli, usa ricatti e minacce ed ottiene ciò che vuole.

 

 

La pellicola è diretta con grande perizia ed è valorizzata da un cast davvero di alto livello, poiché attori come R. Goslin, P. S. Hoffman, P. Giamatti, Marisa Tomei, Max Minghella e lo stesso Clooney valorizzano i dialoghi incisivi e serrati evidenziando la drammaticità della storia in tutta la sua cruda realtà.

 

 

Cloney dunque ancora una volta è riuscito a colpire nel segno, regalandoci un altro bel film dopo (“Good Night, Good Luck) che sembra ancor più affondare il coltello nella piaga dell’inevitabile ed “immutabile” corruzione del Potere che si trova a suo agio tra intrallazzi, intrighi, complotti e crimini.

 

Cosa è cambiato dalle Idi di Marzo del 44 A. C., data in cui fu assassinato Giulio Cesare? Niente, secondo Clooney, il quale tuttavia sembra dimenticare alcuni aspetti importanti dell’epoca attuale, in cui il mondo politico-economico è schiavo di selvagge speculazioni orchestrate da una finanza globalizzata che oltre tutto oggi si avvale di tecnologie avanzate, un tempo inesistenti.

 

Per quanto possa sembrare utopistico, continueremo a credere nei valori democratici e a combattere per una politica onesta, capace di imporre un’etica anche ad economia e finanza.

 

 

 

Pubblicato il 21/12/2011 alle 10.11 nella rubrica diario.

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