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CINEMA E IMPEGNO CIVILE A VIBONATI

           

Il Comune di Vibonati diventerà set cinematografico per il cortometraggio “I Frutti del  Lavoro” del regista salernitano Andrea D’Ambrosio, un’opera prodotta dalla società Iuppiter Group con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro.

 

L’attore Enzo Decaro interpreterà il ruolo del protagonista, Carlo, insegnante elementare che segue con grande affetto Dario, alunno vivace e sensibile il cui padre ha un grave incidente sul lavoro.

 

Nella presentazione del film si legge quanto segue: “L’opera, prodotta dalla società Iuppiter Group con il  sostegno dell’INAIL e dell’Università di Salerno, i contributi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Banca di redito Cooperativo del Cilento e Lucania Sud, e il patrocinio del Comune di Vibonati che ha rilasciato le relative autorizzazioni, si propone non solo di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul delicato tema delle morti bianche e della sicurezza sul lavoro, ma anche di mostrare bellezze e tesori del Golfo di Policastro.

 

La produzione e il regista D’Ambrosio, presto di nuovo sul set con il film “2 euro l’ora”, hanno scelto come location borgo salernitano sia per il “talento” paesaggistico del luogo sia per il prezioso intervento del consigliere comunale Manuel Borrelli, cultore di cinema e da sempre impegnato in iniziative culturali e sociali, che è riuscito, con passione e professionalità, a rendere possibile la realizzazione del cortometraggio a Vibonati.

 

L’opera, grazie all’interessamento di enti pubblici, alla qualità del cast (tra gli attori citiamo Alberto Franco, Umberto Iervolino, Eva Immediato e il piccolo Gabriele D’Aquino che interpreterà Dario) e alle già avviate sinergie con associazioni e centri di aggregazione, avrà un respiro locale e nazionale con la partecipazione ai festival dedicati a temi sociali e a quegli eventi che hanno come obiettivo quello di promuovere il lavoro sicuro”.

 

Speriamo dunque che tali lodevoli iniziative possano davvero generare un positivo cambiamento in un periodo di grave crisi che costringe tante persone ad accettare lavori ad alto rischio, senza la protezione di adeguate norme di sicurezza e senza ricevere equi risarcimenti in caso di infortunio. La giustizia purtroppo non è uguale per tutti!

 

Si parla tanto di disoccupazione oggi, ma poco delle “cause” che la determinano. Perché si riducono sempre più i posti di lavoro? Che cosa sta cancellando in Europa (soprattutto nei paesi più deboli) i diritti acquisiti in campo lavorativo? Non si ha mai il coraggio di  rispondere con chiarezza a tali domande, né di trovare  concrete soluzioni.

 

Ormai l’ imperante liberismo  è  accettato come un’inevitabile evoluzione (o involuzione?) della nostra epoca, anche se delocalizza la produzione di merci, sfascia il welfare state, riduce i diritti dei lavoratori, indebolisce il potere d’acquisto delle classi medie e schiaccia spietatamente quelle più povere:  con le nuove tecnologie il “global village” è in grado di comunicare velocemente, agire in fretta e dirottare capitali dove è possibile ottenere il massimo dei profitti a basso costo, sfruttando risorse di ogni genere  con una totale mancanza di rispetto verso persone e ambiente.

 

Gli slogan “lean and mean” , “less is more”  delle strategie politico- economiche globalizzate funzionano sempre, spingendo l’umanità verso il baratro in modo irresponsabile e totalmente ottuso. Per l’egoismo di  una minoranza ci rimetteremo tutti la pelle per armi e centrali nucleari, inquinamento, disastri ambientali, crescente desertificazione, carestie che incrementeranno guerre e violenze. Un giorno forse non lontano le guerre  saranno scatenate non per il possesso di petrolio, ma per quello dell’ acqua. Quando ci sveglieremo da questo “letargo” etico-spirituale?

Giovanna D’Arbitrio

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 19/7/2014 alle 16.26 nella rubrica diario.

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