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PANDEMIA: IL BIVIO TRA EGOISMO E SOLIDARIETA'

Mentre ancora migliaia di persone muoiono in Italia e nel mondo per Covid19, ci sentiamo sgomenti di fronte a irresponsabili crisi di governo, egoistici interessi politici, scomparsa di vaccini promessi per contratto ora all’improvviso ridotti senza un valido motivo. Non sarebbe più giusto eliminare i brevetti, dando la possibilità di accesso ai vaccini in tutto il mondo? Perfino questo nuovo governo basato su “larghe intese”, in fondo ci delude per scelte che sembrano far pendere la bilancia più verso partiti conservatori che progressisti, più verso il Nord che il Sud. Ci aspettavamo davvero “il governo dei migliori” per competenze, onestà e alti ideali, ma ora speriamo solo che almeno con l’aiuto di un personaggio autorevole come Draghi si riesca a contenere la pandemia e gestire al meglio il Recovery Fund. Ci auguriamo inoltre che tutti i partiti progressisti e democratici si uniscano finalmente, abbandonando dannose conflittualità. Anni fa scrissi un articolo nel quale ponevo in risalto che l’Umanità era giunta ad un “Epocale Bivio” in cui sarebbe stato necessario scegliere tra barbarie o civiltà, egoismo o solidarietà, vita o morte. Purtroppo l’articolo è tuttora attuale, in tempi divenuti oggi ancora più difficili per il dilagare della pandemia. Eccone uno stralcio: “Ogni giorno i Tg ci mostrano orrende immagini di violenza e morte: tra guerre, attentati terroristici, torture e quant’altro ci sembra di essere ritornati ai secoli bui del Medio Evo, in un progressivo oscuro sprofondamento nell’ abisso dell’inciviltà. Siamo sgomenti e ci chiediamo attoniti quali siano le cause che producono tali effetti. Noi comuni mortali, lontani dai complicati interessi internazionali ci poniamo inquietanti interrogativi. Perché le guerre scoppiano in prevalenza in paesi pieni di risorse di ogni genere? Come mai non si crea vivibilità nei paesi del Terzo mondo, costringendo miglia di migranti a lasciare le loro terre? Perché non si punta mai su ISTRUZIONE, FORMAZIONE, LAVORO invece di usare violenza, morte e distruzione? Come mai perfino l’Europa rinuncia a essere un faro di civiltà e cultura, crollando sotto i colpi dello Spread e i debiti dei paesi poveri? Non basteranno certo privilegi ed avanzate tecnologie a salvare l’Umanità in futuro, se non saremo in grado di ritornare agli eterni valori etici e spirituali. Eventi straordinari di ogni genere ci inducono a riflettere sui grandi cambiamenti epocali di un periodo storico che si concluderà prima o poi, in un modo o nell’altro. Essendo arrivati dunque ad un “Inevitabile Bivio”, ci rendiamo conto che è giunta l’ora di schierarsi da una parte o dall’altra, scegliendo tra barbarie o civiltà, violenza o rispetto per diritti umani e civili, egoismo o solidarietà, schiavitù o libertà, materialismo o ritorno ad essenziali valori etici e spirituali. Il pericolo maggiore che oggi corriamo, però, è quello di cedere sotto i colpi di una distruttiva cultura che, martellandoci continuamente con la sua negatività, ci fa sprofondare lentamente nella rassegnazione, nella mancanza di reattività, o peggio nell’abitudine ed infine nell’ indifferenza a tutto ciò che accade intorno a noi, convinti di essere impotenti ed inermi Eppure nei nostri democratici e civili paesi occidentali, siamo ancora noi a scegliere con un voto chi ci dovrà governare, chi dovrà poi mettere in atto strategie politico - economiche che ormai non sono solo nazionali, ma globalizzate. Siamo dunque tutti responsabili di ciò che accade in questo momento, tutti stiamo scegliendo soprattutto tra egoismo e solidarietà. Se ci fermiamo a considerare i meccanismi di causa-effetto, probabilmente la lettura del rapporto di Amnesty International 2013 ci può far riflettere su quanto avviene negli scenari internazionali. Salil Shetty nell’Introduzione al suddetto rapporto intitolato “I diritti umani non conoscono confini”, cita le seguenti parole di M. L. King: “L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque. Siamo tutti presi in una rete di reciprocità alla quale non si può sfuggire, legati a un unico destino. Qualsiasi cosa colpisca direttamente uno, colpisce indirettamente tutti.” (Martin Luther King Jr, lettera dal carcere di Birmingham, Usa, 16 aprile 1963). Ricordando Malala e la sua coraggiosa lotta per il diritto all’ istruzione, egli ha messo in evidenza l’importanza dei social network come strumento di informazione libera, immediata ed estesa al mondo. Il coraggio e la sofferenza delle persone, insieme alla potenza senza confini dei social network, hanno cambiato la nostra visione della lotta per l’affermazione dei diritti umani, poiché il principio di solidarietà e la difesa dei diritti umani non hanno confini. Pertanto Salil ha affermato. “ Un elemento chiave della protezione dei diritti umani è il diritto di tutte le persone di essere libere dalla violenza. Un altro elemento fondamentale è dato dai forti limiti imposti alla possibilità dello stato d’interferire nella nostra vita e in quella dei nostri familiari. Ciò comprende la protezione della nostra libertà d’espressione, associazione e coscienza” (http://rapportoannuale.amnesty.it/2013/introduzione) Giovanna D’Arbitro

Pubblicato il 2/3/2021 alle 17.54 nella rubrica diario.

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