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"A NAPOLI CON MAURIZIO DE GIOVANNI", UN LIBRO DI VINCENZA ALFANO

“A Napoli, con Maurizio De Giovanni”, di Vincenza Alfano (Ed. Perrone), è un coinvolgente itinerario in cui i romanzi di De Giovanni, centrati sul commissario Ricciardi, ci fanno da guida nella città degli anni ’30, una città che per certi aspetti è rimasta immutata, ma che ancor oggi ci affascina e ci sorprende come in quei tempi lontani. Nel risvolto anteriore di copertina leggiamo quanto segue: “Città imprendibile, creatura terrestre e marina, sospesa tra cielo e terra. Occorre una guida per attraversare Napoli: bifronte, labirintica. Un possibile itinerario è quello tracciato da Maurizio de Giovanni nei romanzi del commissario Ricciardi ambientati nella città partenopea degli anni Trenta. Sempre in bilico tra vita e morte, Napoli sembra il posto giusto per Ricciardi che vede i vivi e i morti e condivide, quindi, con la sua città un destino di sospensione. Il percorso che si intraprende è tortuoso e bellissimo: si parte dal Gambrinus, nel quartiere San Ferdinando, dove è metaforicamente nato il commissario; poi ci si perde tra i Quartieri Spagnoli, dove il vicolo diventa profondo come una ruga, vivo come una ferita sempre aperta. Ogni angolo di Napoli è simbolo e contrasto. Capodimonte è il volto di un bambino che sembra dormire sotto la pioggia, Mergellina è lo scontro fra l'opulenza dei gerarchi e la miseria dei pescatori, è il futuro che incespica, è la voce del mare. Chiaia è l'alcova di un amore, anche se incontrato nel bordello più elegante delle città, ma è anche lo svelamento di una mistificazione che si ammala cronicamente della sua stessa ipocrisia. Ma Napoli è prima di tutto, e senza ombra di dubbio, un'emozione, oltre che un luogo, e Vincenza Alfano la percorre seguendo l'itinerario letterario di Maurizio de Giovanni e restando fedele agli odori, le voci, le canzoni e gli assordanti silenzi di una città crudele e pietosa, che accudisce e schernisce solo con uno sguardo”. Il libro viene introdotto da una significativa citazione: “Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra”(Italo Calvino, Le Città Invisibili). Seguono poi 12 capitoli che ci conducono per mano nel labirinto della città:1)La città di Ricciardi (scritto dallo stesso De Giovanni);2)Napoli non è solo una città; 3)Il Gambrinus;4)Quartiere San Ferdinando; 5)Quartieri Spagnoli; 6)Santa Maria La Nova; 7)Capodimonte; 8)Mergellina; 9) Chiaia;10)Borgo Orefici;11)Il Vomero;12) Cosa mangiare a Napoli, Vincenza Alfano è senz’altro, come Maurizio De Giovanni, sensibile interprete della cultura napoletana, e pagina dopo pagina con la sua scorrevole scrittura ci conduce per mano attraverso la nostra città con lo sguardo di Ricciardi che ne osserva luci ed ombre, la comprende e l’ama. Si parte dal quartiere San Ferdinando, dall’elegante Caffè Gambrinus dove è sempre riservato un tavolo per il commissario triste che vede i morti, personaggio di buona famiglia che dal Cilento si è trasferito a Napoli e non l’ha più lasciata. E dall’antico caffè, passando per Palazzo Reale e Teatro San Carlo a via Chiaia fino a Mergellina e i palazzi della borghesia fascista, arriviamo ai Quartieri Spagnoli dove da secoli convivono umili bassi e palazzi sontuosi come in molti quartieri della città, una Napoli bifronte che si destreggia tra miseria e nobiltà. Ed ecco ci sembra di vedere navi colme di migranti al porto e per contrasto il Borgo Orefici dove ancor oggi ci sono le botteghe degli artigiani dell’oro che creano preziosi gioielli. Salendo in collina arriviamo a Capodimonte, dove scopriamo un Ricciardi rattristato per violenze e soprusi inferti nei collegi a bambini poveri, come il piccolo Tettè, e infine arriviamo al Vomero che un tempo era in prevalenza campagna ed ora è un quartiere borghese dove c’è solo qualche oasi di verde tra i palazzi ammucchiati da speculazioni edilizie. Per concludere, scopriamo la cucina napoletana tra gli odori di ragù o genovese, profumo dei fiori di arancio di pastiere e quant’altro. Un percorso tra passato e presente, aspetti positivi e negativi, amore e odio, squallore e luce, quartieri a rischio, ma anche antichi monumenti, sapori, odori e musica. Un libro da leggere, che fa scoprire Napoli anche a chi non la conosce e spesso la disprezza senza sapere nemmeno di cosa parla. Giovanna D’Arbitrio P.S.- Ci sembra giusto ricordare romanzi della serie dedicati a Ricciardi:1) il senso del dolore. L'inverno del commissario Ricciardi (2007); 2.La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi (2008); 3.Il posto di ognuno. L'estate del commissario Ricciardi (2009); 4.Il giorno dei morti. L'autunno del commissario Ricciardi (2010); 5.Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi (2011); 6.Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi (2012); 7.In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi (2014); 8.Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi (2015); 9.Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi (2016;)10.Rondini d'inverno. Sipario per il commissario Ricciardi (2017);11.Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi (2018); 12.Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi (2019) Giovanna D'Arbitrio

Pubblicato il 26/4/2021 alle 9.49 nella rubrica diario.

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